IHS MARKIT PMI: contrazione in forte rallentamento per il settore terziario italiano, durante il primo mese del 2021

 IHS MARKIT PMI: contrazione in forte rallentamento per il settore terziario italiano, durante il primo mese del 2021

Nel primo mese del 2021, gli ultimi dati PMI® presentano un settore terziario ancora in contrazione, anche se ad un tasso più debole. L’attività economica ed i nuovi ordini continuano ad indicare un calo, mostrando però i ritmi di riduzione minori in tre e quattro mesi rispettivamente. Contemporaneamente la fiducia sulle prospettive economiche nei prossimi 12 mesi ha segnato un rialzo, collegato dalle aziende intervistate alla speranza di un allentamento delle restrizioni e di una forte ripresa economica.

A gennaio, il principale indice di questo report, ovvero l’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, si è posizionato su 44.7. Per sei mesi consecutivi questo parametro ha registrato valori inferiori alla soglia di non cambiamento di 50.0 ed ha indicato un forte calo della produzione terziaria. Rispetto a 39.7 di dicembre, l’ultimo indice ha tuttavia mostrato una contrazione molto più moderata.

Questo persistente declino della produzione è ancora una volta collegato alla riduzione del flusso di ordini, vista la domanda debole e le attuali restrizioni anti Covid-19. L’ultimo calo è stato solido e il più lento dallo scorso settembre. Anche la domanda estera è rimasta debole ad inizio 2021 segnando il diciannovesimo declino mensile consecutivo delle esportazioni, peraltro generalmente marcato.

Allo stesso tempo, il livello degli ordini in giacenza è di nuovo diminuito e ad un tasso mensile leggermente accelerato. Leggendo i commenti raccolti si evince che, grazie all’indebolimento delle vendite le aziende monitorate hanno potuto direzionare le loro risorse sugli ordini non ancora completati. Di conseguenza, a gennaio il tasso di riduzione degli organici del terziario ha continuato ad essere netto, variando di poco rispetto a dicembre. Tuttavia, la perdita di posti di lavoro è stata soprattutto attribuita alla mancata sostituzione del personale dimissionario e all’utilizzo della cassa integrazione.

In concomitanza, le aziende hanno registrato a gennaio un’altra ondata di inflazione dei costi, con il più veloce incremento in tre mesi anche se notevolmente inferiore alla media di lungo termine. Le aziende intervistate hanno menzionato come principali fattori di inflazione l’aumento dei costi relativi a utenze e carburante, ma anche le spese aggiuntive relative al coronavirus.

Nonostante l’aumento dei costi, a gennaio il settore terziario ha continuato ad offrire sconti alla clientela per stimolare le vendite. Le tariffe medie applicate dai servizi sono diminuite ad un ritmo leggermente più veloce di dicembre e generalmente sostenuto.

Sebbene ad inizio anno le condizioni del settore siano rimaste difficili, le aziende hanno registrato il più forte livello di fiducia da gennaio 2018 sulle prospettive di attività nei prossimi 12 mesi. L’ottimismo è migliorato grazie alla distribuzione del vaccino e alla speranza di un balzo in avanti della domanda repressa dopo l’allentamento delle restrizioni con la conseguente riconquista di una ripresa economica.

Più lento il calo della produzione del settore privato

Ad inizio 2021, l’Indice Composito della Produzione ha registrato 47.2, segnando un forte rialzo da 43.0 di dicembre e mostrando una contrazione più debole della produzione del settore privato italiano. Ciò detto, il tasso di calo si è mantenuto generalmente moderato ed è parzialmente collegato al forte declino dell’attività terziaria, che ha più che controbilanciato l’accelerazione dell’espansione della manifattura.

Allo stesso tempo, il flusso di nuovi ordini ha di nuovo mostrato valori in contrazione, estendendo la sequenza negativa a quattro mesi. Tuttavia, il tasso di calo dei nuovi ordini è rallentato moderatamente, segnando il valore minore da ottobre. Contemporaneamente, la domanda estera di beni e servizi italiani è migliorata segnando un’accelerazione della crescita nel corso del mese.

Le aziende italiane hanno nel contempo attuato nuove riduzioni sui livelli occupazionali, ad un tasso sostenuto e simile a quello di dicembre. Ciò è avvenuto poiché la forte contrazione degli organici dei servizi ha contrastato le nuove assunzioni avutesi nel manifatturiero.

Parlando di prezzi, il carico dei costi di gennaio ha segnato un forte aumento registrando il più rapido tasso di inflazione da novembre 2018. Ciononostante, i prezzi medi di vendita del settore privato hanno continuato a diminuire, segnando la più forte riduzione degli ultimi quattro mesi.

Per concludere, a gennaio la fiducia si è rafforzata indicando i valori più alti da settembre scorso. Rispetto a quanto vistosi a dicembre, sia le aziende manifatturiere che dei servizi hanno registrato un maggiore livello di ottimismo sulle prospettive di produzione nei prossimi 12 mesi.

COMMENTO

Lewis Cooper, Economist presso la IHS Markit, ha dichiarato: “Ad inizio del 2021, il settore terziario in Italia è rimasto avvolto nella morsa della contrazione, anche se il calo di gennaio è stato molto più lieve rispetto a quelli degli ultimi mesi del 2020. Sempre a gennaio, il flusso di nuovi ordini è di nuovo diminuito, ma similmente, al tasso più lento in quattro mesi. Gli ultimi dati hanno tuttavia evidenziato un livello più forte di fiducia da parte delle aziende che, grazie alla distribuzione del vaccino al momento in atto, sperano in un prossimo allentamento delle restrizioni che possa rilanciare l’economia e la domanda finora frenata. Ciononostante, il settore dei servizi naviga ancora in acque molto difficili, e con le restrizioni ancora in essere, sembra improbabile che la domanda riacquisti il suo pieno vigore. Anche se i dati si stanno muovendo nella giusta direzione, siamo ancora lontani da qualsivoglia ripresa”.

Redazione

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