IHS MARKIT PMI: contrazione più debole delle condizioni operative del settore manifatturiero italiano da settembre 2018

 IHS MARKIT PMI: contrazione più debole delle condizioni operative del settore manifatturiero italiano da settembre 2018

A maggio e al tasso più debole da settembre 2018, peggiorano le condizioni operative del settore manifatturiero italiano, con produzione e nuovi ordini in contrazione a tassi più lenti. Nonostante le imprese campione hanno mantenuto stabile l’attuale livello occupazionale, le nuove assunzioni hanno indicato un aumento minore rispetto ad aprile. Allo stesso tempo, l’ottimismo delle aziende è incrementato al livello più alto in otto mesi per via delle aspettative di un maggiore numero di clienti durante l’anno prossimo.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato a maggio 49.7 segnalando un leggero peggioramento delle condizioni operative del settore. Detto ciò, nonostante sia migliorato dal valore di 49.1 di aprile, l’ultimo indice ha mostrato l’ottavo mese consecutivo di peggioramento del settore manifatturiero italiano.

Per il terzo mese consecutivo, il sotto settore dei beni di consumo è stato l’unico ad osservare a maggio un miglioramento delle condizioni operative, mentre è stato riportato un modesto peggioramento delle condizioni economiche in quello dei beni intermedi e di investimento.

A causare il migliore valore PMI è stato il declino alleggerito della produzione e dei nuovi ordini. I dati di maggio hanno mostrato come l’ultimo crollo della produzione manifatturiera è stato marginale e il più basso in sette mesi.

Diminuisce leggermente e al tasso più lento da settembre 2018 il livello dei nuovi ordini generali ma detto ciò, le imprese campione hanno riportato di aver osservato un rallentamento del settore automobilistico e quello dell’abbigliamento. Anche i nuovi ordini esteri sono diminuiti a causa della domanda più bassa proveniente dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca.

Alcune imprese hanno inoltre notato condizioni di domanda più fiacca proveniente dal mercato del centro Africa.

Nonostante la riduzione osservata per la produzione e i nuovi ordini, le imprese manifatturiere italiane hanno aumentato a maggio la loro forza lavoro. Sebbene solo marginale, l’aumento dei livelli occupazionali è stato il secondo in altrettanti mesi. Le aziende del settore hanno attribuito l’aumento alle speranze di ripresa delle condizioni di domanda. Allo stesso tempo, per il quattordicesimo mese consecutivo diminuisce il lavoro inevaso, con l’ultima riduzione che è risultata più veloce rispetto ad aprile.

Diminuisce a maggio l’attività di acquisto. Nonostante ciò il tasso di declino è stato marginale e il più lento dell’attuale sequenza di contrazione di 11 mesi. L’allentamento della pressione sulla catena di distribuzione ha contribuito al quarto miglioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori durante gli scorsi cinque mesi.

Allo stesso tempo, gli ultimi dati relativi ai prezzi hanno mostrato un aumento dei prezzi medi di acquisto al tasso più lento in quattro mesi. Le aziende manifatturiere hanno attribuito l’ultimo incremento al prezzo più alto delle materie prime. Anche i prezzi di vendita di maggio hanno riportato aumenti, e sebbene sia marginale e al tasso più lento da gennaio, alcune aziende manifatturiere hanno cercato di passare la maggiore pressione dei costi ai loro clienti.

Per concludere migliora al livello più alto in otto mesi l’ottimismo delle aziende manifatturiere italiane circa l’anno prossimo. Secondo le aziende campione, tra i fattori che hanno contribuito al miglioramento sono stati citati gli investimenti sullo sviluppo di prodotti e la speranza di ripresa delle condizioni della domanda.

COMMENTO

Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Il settore manifatturiero italiano ha registrato la contrazione più debole da settembre 2018, con gli indici anticipatori delle tendenze che suggeriscono aspettative più ottimistiche con l’approccio dell’estate. I fattori più incoraggianti sono le tendenze al rialzo della produzione e dei nuovi ordini. Entrambi gli indici hanno riportato contrazioni marginali, con tassi di declino rispettivamente ai livelli più lenti in sette e otto mesi. I dati di maggio hanno inoltre segnalato un rallentamento delle pressioni inflazionistiche, infatti sia i costi di acquisto che quelli di vendita hanno riportato l’inflazione più bassa in quattro mesi. Guardando al futuro, le imprese manifatturiere hanno espresso una fiducia maggiore circa un maggiore livello della domanda per il prossimo anno, registrando infatti il livello di ottimismo futuro più alto in otto mesi”.

Redazione

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