IHS MARKIT PMI: crollo record dell’attività edile causato dalle chiusure per via del Covid-19

 IHS MARKIT PMI: crollo record dell’attività edile causato dalle chiusure per via del Covid-19

La chiusura delle imprese e le misure restrittive attuate per cercare di arginare la diffusione del Covid-19 hanno provocato a marzo il crollo record dell’attività edile in Italia. Anche i nuovi ordini e l’attività di acquisto sono diminuiti ai tassi più alti registrati in venti anni di storia dell’indagine. Allo stesso tempo, per via della mancanza di nuovi ordini e dell’incertezza futura, il livello occupazionale diminuisce al tasso più veloce da metà 2012. Di conseguenza peggiora notevolmente l’ottimismo delle imprese edili per quanto riguarda l’attività dei prossimi 12 mesi ad un livello mai osservato da febbraio 2009, ovvero dall’apice della crisi finanziaria globale.

Il dato principale dell’indagine è l’IHS Markit PMI sul settore edilizio italiano, un indice di diffusione destagionalizzato che monitora i cambiamenti del volume totale delle attività rispetto al mese precedente.

L’Indice Totale dell’Attività Edile è crollato di quasi 35 punti passando da 50.5 di febbraio 15.9 di marzo segnalando una rinnovata contrazione dell’attività dell’edilizia. Il tasso di declino è stato inoltre elevato e il più veloce osservato dall’inizio dell’indagine, quindi luglio del 1999.

Tutti i tre sottosettori monitorati hanno registrato un crollo record dell’attività alla fine del primo trimestre, quello dell’edilizia non residenziale ha però registrato l’indice più basso.

Dopo il tentativo di ripresa di febbraio, a causa delle chiusure delle aziende italiane nel tentativo di arginare la diffusione del Covid-19, a marzo crollano i nuovi ordini ricevuti. Così come successo per l’attività generale, il tasso di declino è stato il maggiore nei venti anni di storia dell’indagine.

Dopo il lieve incremento registrato a febbraio, le contrazioni di attività e nuovi ordini hanno spinto le aziende edili a diminuire i livelli degli acquisti al tasso maggiore mai registrato. Secondo i partecipanti, la mancanza di nuove commesse e le crescenti incertezze sulle prospettive future hanno causato licenziamenti. I livelli occupazionali sono scesi in tutto il settore a tassi mai visti da agosto 2012.

Le chiusure aziendali e le restrizioni sugli spostamenti hanno causato il maggiore allungamento dei tempi medi di consegna mai registrato da quando è iniziata questa indagine oltre venti anni fa.

I dati relativi ai prezzi hanno mostrato un indebolimento dell’inflazione dei costi di acquisto, ad un tasso che ha raggiunto il livello più lento in sette mesi. Le aziende campione hanno notato come la domanda più bassa ha influenzato il potere decisionale sui prezzi dei fornitori.

La pandemia da Covid-19 e le conseguenti dure restrizioni all’economia dell’Italia hanno indotto le aziende del settore a prevedere una contrazione dell’attività edile per il prossimo anno. In particolare, il livello di pessimismo ha raggiunto il livello maggiore in appena più di 11 anni.

COMMENTO

Annabel Fiddes Associate Director presso IHS Markit ha affermato: “L’economia italiana sta attraversando un momento molto difficile e il settore edile non è da meno. L’intera nazione infatti sta cercando di arginare la diffusione della pandemia da Covid-19. L’attività, i nuovi ordini e l’attività di acquisto sono diminuiti a marzo ai tassi maggiori in più di 20 anni di raccolta dati e parecchie aziende hanno chiuso o stanno operando con una limitata capacità. Le aziende edili hanno di conseguenza tagliato il loro personale ad un livello mai osservato in quasi otto anni, mentre le aspettative riguardanti l’attività futura sono state le più negative dalla crisi finanziaria globale. È probabile che il settore continuerà a contrarsi nei mesi futuri in quanto le misure restrittive per cercare di arginare il virus potrebbero durare ancora a lungo”.

Redazione

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