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IHS MARKIT PMI: decima contrazione mensile consecutiva delle condizioni operative del settore manifatturiero italiano

Continuano a peggiorare a luglio le condizioni operative del settore manifatturiero in Italia, con una forte contrazione dei nuovi ordini che ha causato l’ennesimo declino della produzione. Sul fronte dei prezzi, a luglio si è registrata una contrazione sia dei costi di acquisto che di quelli di vendita, questi ultimi riportando il primo crollo da gennaio. Allo stesso tempo, come conseguenza della minore produzione e degli ordini, diminuisce l’ottimismo circa l’attività del prossimo anno al livello più basso in tre mesi.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato a luglio un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50.0 per il decimo mese consecutivo. Attestandosi a 48.5, in salita da 48.4 di giugno, ha pur sempre segnalato un modesto peggioramento dello stato di salute del settore.

Il settore dei beni di consumo è stato l’unico sotto settore che a luglio ha riportato un miglioramento delle condizioni operative, mentre quelli dei beni intermedi e investimento hanno registrato una forte contrazione.

Il motivo principale del crollo del PMI manifatturiero è stata la contrazione della produzione e dei nuovi ordini. L’ultima diminuzione della produzione, sebbene modesta, ha segnato un anno di crollo della produzione tra i manifatturieri italiani.

I dati raccolti hanno mostrato come la condizione della domanda sia continuata a peggiorare sia nel settore nazionale che in quello estero. I nuovi ordini ricevuti sono diminuiti notevolmente a causa della debole domanda da parte di clienti del settore dell’acciaio e di quello automobilistico. Le nuove vendite sono diminuite ogni mese per un anno, anche le esportazioni sono diminuite, anche se ad un tasso di contrazione minore rispetto a giugno. Le aziende campione hanno riportato di aver osservato una generale contrazione della domanda estera, in particolare quella proveniente dalla Turchia e dal Nord Africa.

Per il secondo mese consecutivo diminuisce a luglio il livello occupazionale del settore manifatturiero italiano. Detto ciò, il tasso di contrazione del personale è stato modesto ed è diminuito leggermente rispetto a giugno. Allo stesso tempo, si contrae ulteriormente e al tasso più veloce da agosto 2018 il lavoro inevaso, allungando l’attuale sequenza di contrazione a 16 mesi consecutivi.

Le aziende manifatturiere italiane, anche se al tasso più lento in tre mesi, hanno aumentato a luglio e per il quinto mese consecutivo le loro giacenze dei prodotti finiti, e hanno attribuito ciò ai minori ordini ricevuti.

Conseguentemente alla più debole tendenza di produzione e dei nuovi ordini, le imprese manifatturiere italiane hanno diminuito la loro attività di acquisto. Gli ultimi dati hanno segnato il tredicesimo mese consecutivo di diminuzione degli acquisti, e l’ultima contrazione è stata la maggiore in tre mesi.

A causa dei minori prezzi pagati per le materie prime, per il secondo mese consecutivo diminuisce la pressione sui costi. Il tasso di contrazione è stato elevato ma leggermente più debole rispetto a quello di giugno. In risposta a ciò, per la prima volta da inizio 2019, i manifatturieri hanno ridotto le loro tariffe, attribuendolo al tentativo di tenere il passo con la scontistica applicata dai competitori e di stimolare la debole domanda.

L’ottimismo circa la produzione riguardante l’anno prossimo è risultato a luglio sostenuto a causa delle previsioni di vendite maggiori a fine anno. Detto ciò, il tasso di ottimismo riportato è stato più debole rispetto a giugno ed ha raggiunto il valore più basso in tre mesi.

Commento

Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Il settore manifatturiero italiano inizia il terzo trimestre in contrazione, con produzione e nuovi ordini che segnalano un anno esatto di continuo declino, riportando inoltre una sostanziale riduzione dei livelli occupazionali e delle esportazioni. Con il declino del lavoro inevaso che nuovamente mostra eccessiva capacità produttiva e la possibilità di ulteriore riduzione di produzione e livello occupazionale, rimangono incerte le prospettive a breve termine per il settore. Inoltre, le previsioni della produzione per il prossimo anno sono crollate al livello più basso in tre mesi, a causa di preoccupazioni circa un allungarsi della riduzione delle vendite durante i prossimi dodici mesi. La riduzione delle pressioni sui prezzi è rimasta un altro fattore chiave del settore, con la seconda diminuzione consecutiva dei prezzi di acquisto che fornisce un periodo di tregua alle aziende del settore. Allo stesso modo, i prezzi di vendita sono inoltre diminuiti, e ciò dovrebbe stimolare più ordini in questo periodo di crollo della domanda”.

Redazione

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