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IHS MARKIT PMI: il più lento incremento dell’attività del settore terziario italiano da maggio

Nel mese di novembre, le aziende terziarie monitorate in Italia hanno registrato un incremento marginale dell’attività economica con un tasso di espansione dei nuovi ordini diminuito al valore più lento da agosto. L’indebolimento della crescita dell’attività economica e del livello dei nuovi ordini totali ha contribuito a ridurre le assunzioni nel settore terziario. Nel frattempo, i prezzi di vendita sono diminuiti per il quarto mese consecutivo e le aziende intervistate lo hanno collegato alle pressioni della concorrenza.

L’indice principale del report, ovvero l’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche, calcolato in base ad una singola domanda che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha indicato a novembre 50.4, in discesa rispetto a 52.2 di ottobre segnalando la più debole espansione della produzione del settore terziario in Italia da maggio.

La crescita più debole dell’attività è soprattutto collegata al diminuito flusso dei nuovi ordini, il cui incremento è stato marginale ed il più debole da agosto. Le aziende che hanno riportato segnali di crescita, hanno parlato di reazioni positive della clientela alle campagne pubblicitarie e promozionali.

Visto che le aziende monitorate hanno di nuovo riportato una contrazione degli ordini esteri, gran parte della domanda è venuta dal mercato nazionale. Il tasso di contrazione è stato forte, con commenti relativi alla minore domanda sia da parte di clienti dell’industria automobilistica straniera che dal mercato cinese.

A novembre, e per il decimo mese consecutivo, le aziende del settore terziario italiano hanno aumentato la forza lavoro. Il tasso di creazione occupazionale, anche se elevato, ha dato segnali di indebolimento rispetto al record pluriennale dello scorso ottobre. Il campione monitorato ha attribuito il maggior livello occupazionale all’accresciuto carico di lavoro.

La pressione sulle capacità operative del settore ha continuato a ridursi nel mese di novembre, con una diminuzione delle commesse inevase per il quarto mese consecutivo. Ma la contrazione è stata modesta. Il settore ha attribuito il consumo degli ordini in giacenza alla crescita più lenta dei nuovi ordini.

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei costi di novembre è deteriorata toccando il valore più basso in quattro mesi. Il tasso di contrazione è stato forte e le aziende lo hanno attribuito in particolare al costo maggiore del carburante, ai costi salariali e pubblicitari. In linea con l’aumento più lento degli oneri gestionali, i prezzi di vendita di novembre sono diminuiti per il quarto mese consecutivo ma ad un ritmo marginale.

Infine, a novembre, l’ottimismo delle aziende italiane del settore terziario è sceso al livello minimo in tre mesi, restando tuttavia positivo. Poco più del 31% delle aziende monitorate hanno mostrato fiducia in un aumento dell’attività nei prossimi 12 mesi. Le ragioni dell’ottimismo sono legate alle aspettative di un rialzo dell’attività di vendita e ad espansioni economiche programmate.

IHS MARKIT – PMI® COMPOSITO IN ITALIA

Produzione in calo per la prima volta da maggio

L’Indice della Produzione Composita (media ponderata degli indici comparabili PMI dei settori manifatturiero e terziario) di novembre si è posizionato su 49.6, in calo da 50.8 di ottobre, indicando il primo calo della produzione del settore privato italiano da maggio. Eppure il tasso di contrazione è stato marginale.

A causare quest’ultima flessione è stato il forte rallentamento della crescita dell’attività terziaria di novembre, mentre la produzione manifatturiera ha registrato il sedicesimo mese consecutivo di contrazione. Quest’ultima contrazione è stata forte ma più lenta di ottobre.

Così come per la produzione, anche il flusso dei nuovi ordini totali di novembre è diminuito. Una contrazione più rapida degli ordini destinati alla manifattura si è unita al sostenuto deterioramento della crescita dei nuovi ordini del settore terziario. Le vendite all’estero sono nel frattempo diminuite per il settimo mese consecutivo e al tasso più rapido dall’inizio della raccolta dei dati compositi, ovvero settembre 2014.

La contrazione dei nuovi ordini ha permesso alle aziende di smaltire gli ordini in giacenza, registrando il diciassettesimo mese consecutivo di calo delle commesse inevase ed ad un tasso invariato da ottobre.

La crescita occupazionale di novembre ha indicato una riduzione a causa delle minori assunzioni avutesi nel settore terziario controbilanciato dalla minore flessione degli organici del manifatturiero. Al livello composito tuttavia, i posti di lavoro sono modestamente aumentati e ad un ritmo più rapido della media di lungo termine.

Per il quinto mese consecutivo a novembre i prezzi di vendita del settore privato sono diminuiti. Nel frattempo, il tasso di inflazione dei costi, nonostante si sia mantenuto forte, è rallentato segnando il valore minimo in quattro mesi.

A novembre, l’ottimismo sul futuro degli scambi commerciali per le aziende italiane è sceso ai minimi in tre mesi. Sia il settore manifatturiero che terziario hanno indicato un livello di fiducia minore.

COMMENTO

Amritpal Virdee, Economist presso la IHS Markit, e autore del report relativo all’indagine PMI® Settore Terziario in Italia, ha dichiarato: “Da inizio anno, gli osservatori esterni hanno temuto che la debolezza del settore manifatturiero avrebbe alla fine intaccato il resto dell’economia, e il settore terziario sta senza dubbio mostrando segnali di tale malessere. Rispetto ad ottobre, la crescita dell’attività economica e dei nuovi ordini totali è fortemente rallentata raggiungendo quasi la stagnazione. Nello stesso tempo, le vendite estere continuano a diminuire. I timori per le condizioni di salute dell’economia sono presenti ormai da molti mesi nei commenti delle aziende monitorate e la fiducia resta storicamente sottotono. Detto ciò, la creazione occupazionale del terziario resta l’aspetto positivo dell’economia, almeno per ora, e allo stesso tempo, avvicinandoci al 2020, i continui tagli sui prezzi di vendita potrebbero rivelarsi un altro punto di sostegno per la domanda interna”.

Redazione

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