IHS MARKIT PMI: il più rapido calo dell’attività terziaria italiana da maggio

 IHS MARKIT PMI: il più rapido calo dell’attività terziaria italiana da maggio

La lettura degli ultimi dati PMI® di novembre registra un peggioramento della contrazione del settore terziario italiano. Vista la forte contrazione dei nuovi ordini, l’attività economica ha indicato il più rapido tasso di calo da maggio dovuto all’impatto negativo sulla domanda della pandemia da Covid 19 e all’irrigidimento delle misure restrittive che hanno colpito il settore. Le aziende, di conseguenza, hanno continuato a ridurre il personale, segnalando a novembre la più veloce e marcata contrazione da giugno.

L’Indice principale di questo report, ovvero l’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche, che con una singola domanda chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, da 46.7 di ottobre è crollato a novembre al valore minimo in sei mesi di 39.4, segnalando una rapida riduzione dell’attività del settore terziario italiano. Quest’ultimo declino non ha tuttavia toccato i record osservati durante il picco pandemico della scorsa primavera.

Motivo principale di quest’ultima contrazione è il forte peggioramento della contrazione dei nuovi ordini totali, in calo ormai da nove mesi consecutivi. Quello di novembre è stato il declino più rapido da maggio. Dalle interviste raccolte, si evince che l’inasprimento delle misure restrittive causate dalla pandemia da Covid-19 ha soffocato la domanda. Anche gli ordini destinati al mercato estero sono diminuiti, segnando il maggior tasso di contrazione degli ultimi cinque mesi.

Tra i tanti riferimenti ad esuberi legati all’indebolimento delle vendite, le aziende italiane del settore terziario hanno di nuovo registrato a novembre tagli agli organici, ad un tasso di contrazione che è stato elevato e il più rapido da giugno. Ciononostante, i dati di novembre hanno confermato nuovamente la debole pressione sulla capacità operativa, poiché il lavoro inevaso ha indicato il più rapido calo in sei mesi.

Relativamente ai prezzi, a novembre le pressioni inflazionistiche si sono notevolmente allentate. I costi affrontati dalle aziende terziarie in Italia sono di nuovo aumentati, ma il tasso di inflazione dei costi è stato il più lento nell’arco degli ultimi sei mesi di sequenza.

Con l’indebolimento della domanda, le aziende hanno a fatica continuato ad offrire sconti. La media delle tariffe applicate ha indicato un calo maggiore di ottobre e complessivamente sostenuto.

In merito al futuro, rispetto a ottobre le aziende hanno registrato aspettative migliori per i prossimi 12 mesi. Più di due quinti del campione intervistato prevede un miglioramento dell’attività per novembre 2021, collegando l’ottimismo alla speranza della fine della pandemia e alla ripresa globale dell’economia.

Detto ciò, la fiducia si è mantenuta sottotono nel contesto dei dati storici, con diffuse preoccupazioni sui danni che l’inasprimento delle misure di contenimento e la durata complessiva della pandemia provocheranno sull’economia.

IHS MARKIT – PMI® COMPOSITO IN ITALIA

La produzione si contrae al tasso più rapido da maggio

L’Indice Composito della Produzione* di novembre è diminuito a 42.7, da 49.2 di ottobre, indicando la più rapida contrazione della produzione del settore privato italiano da maggio. Da un punto di vista settoriale, le aziende terziarie hanno registrato un forte calo dell’attività che ha contro bilanciato il lieve rialzo della produzione industriale.

L’abbassamento molto più rapido del numero di nuovi ordini di novembre, consistente ed il più rapido in sei mesi, è stato il motivo principale di questa contrazione. Tale andamento è stato generalizzato a livello settoriale, anche se le aziende del terziario hanno osservato una contrazione molto più rapida.

Come conseguenza, le aziende del settore privato italiano hanno di nuovo operato tagli sul personale, indicando il più rapido tasso di contrazione occupazionale da luglio che inoltre è stato elevato. Ciononostante, il livello di lavoro inevaso è di nuovo diminuito, indicando la maggiore flessione in sei mesi.

I prezzi di acquisto, nel frattempo, sono di nuovo aumentati benché il tasso di inflazione dei costi sia leggermente rallentato rispetto a ottobre. Le aziende del settore privato hanno però continuato ad applicare sconti sui prezzi medi di vendita. Il tasso di deflazione è rimasto invariato e generalmente sostenuto nel corso del mese.

Infine, le prospettive sull’attività per il prossimo anno hanno registrato un rialzo a novembre, anche se il livello di ottimismo è rimasto contenuto nel contesto dei dati storici.

COMMENTO

Lewis Cooper, Economist presso la IHS Markit, ha dichiarato: “A novembre, il settore italiano dei servizi è rimasto impantanato in zona contrazione. L’attività terziaria ha indicato il tasso più rapido di declino da maggio a causa del forte crollo dei nuovi ordini poiché l’inasprimento delle misure di contenimento adottate contro il Covid-19 ha pesato gravemente sulla domanda. Perciò a novembre si è di nuovo registrata una riduzione del personale mostrando la maggiore diffusione da maggio. Quest’ultima ondata di licenziamenti è stata collegata alla pandemia. Il terziario ha continuato a frenare la prestazione dell’intero settore privato con un calo considerevole dell’attività che ha controbilanciato il lieve rialzo della produzione manifatturiera. Come risultato, la produzione del settore privato ha indicato il più forte tasso di contrazione in sei mesi. Gli ultimi dati, comunque, non hanno sorpreso più di tanto visto l’irrigidimento delle misure di contenimento che continuano ad avere un impatto maggiore sui servizi. Quando le restrizioni verranno allentate, la domanda dei clienti potrà riprendere vigore. Quello che è certo è che le aziende restano fiduciose che la produzione dell’anno prossimo aumenterà per via delle buone notizie in merito al vaccino e alla speranza di un rilancio economico”.

Redazione

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