IHS Markit PMI: il settore manifatturiero dell’eurozona a giugno rimane in contrazione

 IHS Markit PMI: il settore manifatturiero dell’eurozona a giugno rimane in contrazione

Per il quinto mese consecutivo peggiorano a giugno le condizioni operative del settore manifatturiero. Dopo le dovute destagionalizzazioni, l’Indice finale IHS Markit PMI®, del Manifatturiero dell’Eurozona è rimasto al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0, diminuendo al valore più basso in tre mesi di 47.6 dal 47.7 di maggio. Inoltre, il PMI è stato leggermente più debole della precedente stima flash di 47.8.

Analizzando i singoli sotto settori a giugno sono evidenti divergenze delle prestazioni. Le condizioni operative del settore dei beni di consumo sono migliorate al tasso maggiore da gennaio. In contrasto, quelli dei beni intermedi e di investimento hanno registrato forti contrazioni. Per il sotto settore dei beni intermedi, il peggioramento è stato il maggiore riportato da aprile 2013.

Secondo gli ultimi dati delle singole nazioni, le condizioni operative sono risultate generalmente deboli in tutta la area euro. La Germania, nonostante abbia avuto un miglioramento del PMI al valore più alto in quattro mesi, è rimasta la nazione a riportare i risultati più deboli. Austria, Spagna, Irlanda e Italia hanno tutte registrato indici PMI al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0, mentre la crescita nei Paesi Bassi è stata solo marginale.

In qualche modo la Francia, anche se con una crescita modesta, è andata in controtendenza, registrando il PMI più alto in nove mesi. La Grecia è rimasta la nazione a registrare la performance migliore, anche se il relativo PMI ha raggiunto il valore più basso in 19 mesi.

Classifica PMI® Manifatturiero per paese di giugno

Grecia

52.4

minimo su 19 mesi

Francia

51.9 (flash: 52.0) massimo su 9 mesi

Paesi Bassi

50.7

minimo su 72 mesi

Irlanda

49.8

minimo in 73 mesi

Italia

48.4

minimo su 3 mesi

Spagna

47.9

minimo su 74 mesi

Austria

47.5

minimo su 55 mesi

Germania

45.0 (flash: 45.4) massimo su 4 mesi

L’ennesimo deterioramento dei nuovi ordini nel settore manifatturiero è stato attribuito alle difficili condizioni economiche dovute alle attuali tensioni commerciali e incertezze politiche, e inoltre alle deboli prestazioni del settore automobilistico. L’indagine di giugno ha segnato il nono mese consecutivo di contrazione dei nuovi ordini, anche se l’ultima contrazione è stata la più debole da gennaio. Allo stesso tempo le esportazioni sono inoltre diminuite ad un tasso elevato ed estendono l’attuale periodo di contrazione iniziato lo scorso ottobre.

L’ulteriore crollo dei nuovi ordini generali ha continuato ad avere un impatto sui volumi di produzione che sono diminuiti modestamente a giugno e per il quinto mese consecutivo. Le aziende campione per il decimo mese consecutivo hanno ridotto il loro lavoro inevaso e hanno inoltre aumentato le loro giacenze dei prodotti finiti, anche se di poco, per la prima volta da marzo.

Il livello occupazionale e le decisioni di acquisto sono stati influenzati dall’attuale debolezza della produzione e dalla tendenza degli ordini. Tagli occupazionali sono stati registrati per il secondo mese consecutivo, con Germania, Italia e Spagna che hanno riportato riduzioni. Sul fronte degli acquisti, in linea con la tendenza iniziata lo scorso dicembre, continua a diminuire l’attività di acquisto al tasso più alto da aprile 2013 in quanto le aziende hanno cercato, laddove possibile, di utilizzare le giacenze disponibili.

Conseguentemente alla contrazione della domanda, migliorano al tasso più forte in dieci anni i tempi medi di consegna dei fornitori, con giugno che segna il quarto mese consecutivo in cui si registrano consegne più veloci contribuendo al primo crollo dei prezzi di acquisto in tre anni. Il prezzo dei metalli è risultato più basso anche grazie alla riduzione del costo del petrolio e dei prodotti derivati.

Ciononostante, le imprese manifatturiere hanno continuato ad aumentare i loro prezzi di vendita, anche se l’inflazione registrata è stata la più debole dell’attuale periodo di aumento di 33 mesi.

Per concludere, anche se migliorato leggermente al valore più alto in quattro mesi, L’ottimismo delle aziende di giugno rimane storicamente contenuto. I manifatturieri austriaci e quelli tedeschi sono stati i meno ottimisti circa il miglioramento della loro attività durante i prossimi 12 mesi.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “A giugno, continuando a diminuire ad elevati livelli mai osservati in più di sei anni, il settore manifatturiero dell’eurozona rimane saldamente in una forte contrazione. Il secondo trimestre è terminato con risultati deludenti, con il relativo PMI medio che è stato il più basso dall’inizio del 2013, in linea con il crollo della produzione ad un tasso trimestrale di circa lo 0.7% riportato dai dati ufficiali e agendo da forza negativa per il PIL. Allo stesso tempo, la contrazione dei nuovi ordini ricevuti ha fatto si che le aziende manifatturiere si sono sempre più concentrate nel tenere i costi bassi, in particolare con tagli al personale e sulle giacenze. Il peggioramento del flusso di nuovi ordini fa si che le aziende manifatturiere si sono concentrate sul tenere i costi bassi, in particolare riducendo il livello del personale e quello di magazzino. La contrazione è inoltre visibile con le pressioni inflazionistiche più basse, in quanto i produttori e i loro fornitori devono risultare più competitivi per avere più clienti e quindi generarle più vendite. In netto contrasto con il forte aumento dei costi di produzione e prezzi di vendita osservati ad inizio anno, per la prima volta in tre anni diminuiscono adesso i prezzi delle materie prime e i prezzi di vendita aumentano a malapena. La crisi del settore non mostra segnali di una fine imminente. Gli indicatori anticipatori di tendenze sono rimasti a giugno pericolosamente deboli, aggiungendo ulteriori paure circa lo stato di salute dell’economia durante la seconda parte dell’anno”.

Redazione

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