IHS Markit PMI: il settore privato dell’eurozona torna a crescere grazie alla forte prestazione dell’attività manifatturiera

 IHS Markit PMI: il settore privato dell’eurozona torna a crescere grazie alla forte prestazione dell’attività manifatturiera

Con il sostegno degli aumenti record registrati a marzo dalla produzione manifatturiera, l’economia del settore privato dell’eurozona è tornata a crescere. L’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita, una volta destagionalizzato, ha indicato 53.2, in salita rispetto a 48.8 e il valore più alto da luglio dello scorso anno. L’indice di marzo ha inoltre superato la precedente stima flash.

Questo incremento, che è il secondo più rapido del settore privato in due anni e mezzo, ha ricevuto la spinta principale dall’impennata della produzione manifatturiera, la più forte in quasi 24 anni di storia dell’indagine. L’attività terziaria invece è di nuovo risultata in contrazione, anche se marginalmente e al tasso più lento nell’attuale sequenza di declino di sette mesi.

In tutta l’eurozona si è assistito ad un generale miglioramento dell’attività, con tutte le nazioni che hanno registrato un aumento dei loro indici corrispettivi di marzo. Capofila dell’espansione è stata la Germania, dove la rinascita dell’economia manifatturiera ha fornito al paese lo slancio necessario a raggiungere la migliore prestazione economica complessiva in poco più di tre anni.

Classifica del PMI* Composito per Paese:

Germania 57.3 (flash: 56.8) massimo in 37 mesi

Irlanda 54.5 massimo in 8 mesi

Italia 51.9 massimo in 8 mesi

Spagna 50.1 massimo in 8 mesi Francia 50.0(flash: 49.5) massimo in 7 mesi

Anche l’Irlanda ha indicato una forte espansione, seguita dalla crescita modesta dell’Italia e dal leggero rialzo della Spagna. La Francia è stata l’unica nazione a non registrare un aumento dell’attività, anche se la produzione è rimasta stabile dopo sei mesi consecutivi di declino.

A dare supporto alla crescita generale dell’attività del settore privato dell’eurozona è stato l’incremento dei nuovi ordini, soprattutto in ambito manifatturiero. Nel complesso, i nuovi contratti di vendita hanno indicato l’incremento maggiore in due anni e mezzo. La domanda è inoltre aumentata nei mercati nazionali ed esteri, con questi ultimi che hanno registrato il tasso più alto di espansione in più di sei anni e mezzo di raccolta dati.

L’aumento dei nuovi ordini ha incrementato il carico di lavoro, con aziende che hanno registrato il primo aumento delle commesse inevase da novembre 2018. Tale accumulo si è a sua volta riversato nel mercato del lavoro, infatti per il secondo mese consecutivo ed al tasso più alto da giugno 2019, le aziende hanno scelto di assumere personale aggiuntivo. La crescita dei posti di lavoro si è manifestata sia nell’economia manifatturiera che terziaria.

La pressione dei costi si è nel frattempo intensificata, con i dati di marzo che hanno registrato il più forte rialzo delle spese operative in quasi dieci anni. I ritardi nei tempi di consegna sembra siano stati il motivo principale dell’aumento dei prezzi d’acquisto, specialmente nel manifatturiero.

Le aziende sono state tuttavia in grado di trasferire parte dei costi maggiori ai clienti incrementando i prezzi di vendita. Gli ultimi dati di marzo hanno indicato un’accelerazione dell’inflazione delle tariffe, che ha raggiunto il valore più alto da inizio 2019.

Concludendo, la fiducia è migliorata toccando un record in 37 mesi, vista la crescente speranza che i programmi di vaccinazione forniranno la base per un forte rilancio dell’attività nella seconda metà del 2021.

Services

A marzo, l’Indice IHS Markit PMI® dell’Attività Terziaria dell’eurozona è rimasto inferiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 per il settimo mese consecutivo. Il rialzo dell’indice da 45.7 di febbraio a 49.6, ha segnalato tuttavia un tasso di contrazione solo marginale che è stato il più lento della sequenza.

Germania e Irlanda hanno entrambe registrato a marzo maggiori livelli di attività terziaria. Tutte le altre nazioni hanno indicato contrazioni anche se a tassi modesti, e notevolmente più lenti in Spagna e Francia.

I dati raccolti nell’indagine di marzo hanno registrato l’ottavo mese consecutivo di declino dei nuovi ordini. Ciononostante, così come per l’attività, il tasso di contrazione è stato solo marginale. Le commesse estere hanno continuato a frenare la prestazione complessiva, indicando il trentunesimo mese consecutivo di calo.

Grazie ai crescenti livelli di fiducia sull’attività futura, che ha registrato a marzo il valore più alto in oltre tre anni, le aziende dei servizi hanno assunto nuovo personale per il secondo mese consecutivo. In Francia, Germania e Irlanda i livelli modesti di crescita sono stati sostenuti dall’incremento degli organici.

In ultimo, le spese operative di marzo sono aumentate per il decimo mese consecutivo, segnando il maggior rialzo dell’inflazione da febbraio 2020. I prezzi di vendita sono di conseguenza aumentati per la prima volta in più di un anno, anche se leggermente.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, ha dichiarato quanto segue: “A marzo, l’attività economica dell’eurozona ha indicato un rimbalzo, tornando a crescere dopo quattro mesi di contrazione e segnando un’espansione ancora più forte dei dati previsionali dell’ultima stima ‘flash’. La manifattura è in vigorosa crescita, guidata dall’impennata della produzione tedesca, mentre il settore terziario, colpito più severamente, si sta avvicinando ad una stabilizzazione poiché l’ottimismo sulle previsioni future ha continuato a migliorare nel corso del mese. Le aspettative di crescita delle aziende monitorate hanno indicato i valori più alti in poco più di tre anni grazie alle crescenti speranze riposte nella campagna vaccinale che dovrebbe dare impulso alle vendite nei prossimi mesi. Il rafforzamento della domanda ha già alimentato il più ampio accumulo di commesse inevase in quasi tre anni, spronando sempre più aziende a creare nuovi posti di lavoro. Ad inizio del secondo trimestre, il trend di miglioramento del mercato del lavoro dovrebbe far crescere ulteriormente la fiducia e la propensione alla spesa dei consumatori. L’indagine, quindi, presenta un’economia che ha superato le recenti restrizioni molto meglio di quanto previsto, e questo grazie al rinnovato slancio di crescita del manifatturiero ed ai segnali che il distanziamento sociale e i vincoli sui movimenti stanno esercitando sui servizi effetti molto inferiori rispetto a quelli dello scorso anno. Questa resilienza suggerisce non solo quanto le aziende ed i loro clienti puntino lo sguardo verso tempi migliori, ma anche quanto si siano sempre più adattate a convivere con il virus”.

Redazione

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