IHS Markit PMI: le condizioni del settore manifatturiero italiano migliorano al tasso più veloce da marzo 2018

 IHS Markit PMI: le condizioni del settore manifatturiero italiano migliorano al tasso più veloce da marzo 2018

Gli ultimi dati PMI® hanno segnalato una forte ripresa del settore manifatturiero italiano per via del miglioramento al tasso più elevato delle condizioni operative da inizio 2018 dovuto alla crescita più veloce della produzione e dei nuovi ordini totali. Le esportazioni hanno fornito l’ennesimo stimolo e sono cresciute al tasso maggiore da gennaio 2018.

L’Indice destagionalizzato PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha raggiunto a ottobre 53.8 in salita da 53.2 di settembre e ha segnalato un forte miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero.

La generale ripresa è stata causata dall’ennesima crescita della produzione manifatturiera, con le aziende campione che hanno attribuito l’ultimo incremento alle maggiori vendite. Senza ombra di dubbio, ad ottobre i nuovi ordini totali sono aumentati ad un tasso più veloce e decisamente più alto. Il miglioramento della domanda nazionale è stato accompagnato da una tendenza simile per il mercato estero, con le esportazioni che infatti sono aumentate al tasso maggiore in quasi tre anni.

In linea con l’incremento delle vendite e delle esigenze produttive, ad ottobre i produttori di beni manifatturieri hanno ancora una volta aumentato la loro attività di acquisto. Il tasso di espansione, pur rimanendo ancora marginale, è stato il più veloce dell’attuale sequenza di crescita di tre mesi.

La maggiore domanda di beni, associata con le problematiche di natura logistica, hanno tuttavia posto ulteriori pressioni sulla catena di fornitura manifatturiera. I tempi medi di consegna si sono allungati al tasso maggiore da maggio, anche se l’entità dei ritardi è stata minore rispetto a quella registrata durante l’apice della pandemia in primavera.

Ad ottobre, le problematiche sulla distribuzione e la carenza di alcuni prodotti sono stati inoltre collegati alla maggiore pressione dei costi. I prezzi di acquisto sono aumentati al tasso più veloce da novembre 2018, e come motivo di inflazione sono stati inoltre riportati aumenti sulle materie prime ed altri costi presso i fornitori.

Nonostante la maggiore pressione dei costi, le imprese manifatturiere italiane hanno ricominciato a fare sconti per attrarre più clienti. Di conseguenza i prezzi di vendita sono diminuiti leggermente.

Allo stesso tempo, i dati di ottobre hanno evidenziato il quarto crollo consecutivo delle giacenze delle materie prime e dei semilavorati che, dai commenti raccolti, sono state utilizzate per i processi produttivi. Il tasso di declino è stato il più veloce da dicembre 2019 ed è risultato elevato. Ad ottobre, le giacenze dei prodotti finiti sono diminuite comunque al tasso maggiore in oltre dieci anni e secondo le aziende campione, qualora possibile, sono state utilizzate per evadere gli ordini.

Allo stesso tempo, la migliore domanda ha causato un nuovo aumento del personale presso le imprese manifatturiere italiane, anche se la creazione occupazionale è rallentata solo marginalmente. La pressione sulla capacità però rimane debole per via dell’ennesima contrazione dei livelli di lavoro inevaso e ad un tasso moderato e invariato rispetto al mese scorso.

Per concludere, ad ottobre rimangono positive le aspettative sulla produzione per i prossimi 12 mesi. L’ottimismo è stato collegato alla migliore domanda e alle speranze di una tempestiva ripresa economica. Anche se in leggero rallentamento, il livello di ottimismo è rimasto notevolmente elevato se paragonato alla media storica dell’indagine.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “I dati di ottobre hanno mostrato una forte ripresa del settore manifatturiero italiano. Le condizioni operative sono migliorate al tasso più veloce da marzo 2018, con una crescita in accelerazione sia per la produzione che per i nuovi ordini totali. La migliore domanda estera ha continuato a stimolare il settore, con gli ordini esteri in aumento al tasso maggiore da inizio 2018. Tutto sommato, i dati hanno fornito una ulteriore e necessaria, positività a riprova che il peggio della crisi economica nel settore dei beni manifatturieri è ormai alle spalle. Con i casi di Covid-19 in aumento e con l’introduzione di nuove restrizioni, la ripresa del settore però potrebbe bloccarsi se le fabbriche non saranno in grado di essere operative o se la domanda da parte dei clienti dovesse crollare considerevolmente come successo in primavera”.

Redazione

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