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IHS Markit PMI: le condizioni operative del settore manifatturiero italiano peggiorano al tasso più veloce in quasi quattro anni

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Conseguentemente alle forti contrazioni della produzione e dei nuovi ordini, continua a novembre la contrazione del settore manifatturiero italiano. In aggiunta alla contrazione della produzione, per il secondo mese consecutivo e a causa della più debole domanda dall’estero diminuiscono le esportazioni. Detto ciò, l’ottimismo delle aziende per i prossimi 12 mesi è crollato al livello più basso da inizio 2013.

Sul fronte dei prezzi, a novembre è stata riportata una moderata inflazione dei costi di acquisto, la più bassa in 16 mesi mentre le imprese manifatturiere hanno continuato ad aumentare i loro prezzi di vendita.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, un indicatore a numero singolo degli sviluppi delle condizioni generali del settore, a novembre ha registrato 48.6 e ha segnalato un moderato peggioramento delle condizioni operative generali. In discesa da 49.2 di ottobre, l’indice è risultato al di sotto della soglia critica di non cambiamento di 50.0 per il secondo mese consecutivo sino a raggiungere il livello generale più basso da dicembre 2014.

Le contrazioni di produzione e dei nuovi ordini hanno avuto il loro impatto sul PMI generale, con entrambi gli indicatori in discesa a novembre e per il quarto mese consecutivo a causa della domanda generale più debole. Inoltre, la produzione è crollata al tasso più veloce in 67 mesi con le aziende campione che hanno riportato una minore domanda da parte dei clienti, specialmente quelli del settore delle automobili.

Nonostante la frenata della produzione e dei nuovi ordini, i manifatturieri italiani hanno continuato ad aumentare i loro livelli occupazionali. Gli ultimi dati hanno mostrato come la forza lavoro è aumentata per il quarantasettesimo mese consecutivo in quanto le aziende sperano in un rafforzamento della domanda. Ciò ha permesso alle aziende di dedicarsi alla produzione così come segnalato dall’ennesima riduzione di novembre del lavoro inevaso.

Allo stesso tempo, gli ultimi dati relativi ai prezzi hanno mostrato a novembre una forte impennata dei costi medi di acquisto. Secondo le aziende campione, il maggiore prezzo delle materie prime, specialmente del petrolio e della plastica, è attribuibile alla maggiore pressione dei prezzi. Nonostante ciò, il tasso generale di inflazione è stato il più basso registrato dall’indagine da luglio 2017. Anche i prezzi di vendita sono aumentati, in quanto alcune aziende manifatturiere hanno pensato di trasferire i maggiori costi ai clienti finali.

Per il quinto mese consecutivo a novembre le imprese del settore manifatturiero hanno aumentato le giacenze dei prodotti finiti ad un tasso che, anche se modesto, è stato il maggiore da febbraio 2009. Diminuiscono invece le giacenze delle materie prime e dei semilavorati.

Guardando avanti, a causa delle incertezze politiche e delle preoccupazioni sul rallentamento economico, diminuisce a novembre e al tasso più basso da maggio 2015 l’ottimismo delle aziende campione circa l’attività dell’anno prossimo.

Commento

Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “L’indagine PMI di novembre ha mostrato un deterioramento delle condizioni operative del settore manifatturiero in Italia. Il PMI è crollato al valore più basso da dicembre 2014 con 48.6, gli ordini sono diminuiti per il quarto mese consecutivo e le esportazioni si sono contratte per la seconda volta in sei anni. In questo quadro negativo una notizia buona arriva dalla crescita mensile sostenuta e consecutiva per quasi quattro anni del livello occupazionale, dovuta alla speranza della crescita della domanda durante i mesi prossimi. Detto ciò, l’ottimismo è stato intaccato dalle preoccupazioni per quanto riguarda la stabilità politica e il rallentamento economico nazionale. Guardando al futuro, sperando in una conclusione positiva della trattativa con Bruxelles circa la manovra finanziaria e su una soluzione efficace die problemi del sistema bancario italiano, l’ottimismo delle aziende in futuro potrebbe rafforzarsi”.

Redazione

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