IHS Markit PMI: marzo segna una caduta record dell’attività economica dell’Eurozona

 IHS Markit PMI: marzo segna una caduta record dell’attività economica dell’Eurozona

A marzo, l’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita ha registrato il maggiore crollo mensile segnando il record storico minimo di 29.7. L’indice ha mostrato non solo valori diminuiti rispetto a 51.6 di febbraio, ma anche un forte indebolimento rispetto alla scorsa stima flash di 31.4, considerando che la pandemia da Covid-19 ha avuto un pesante effetto sull’economia del settore privato dell’eurozona.

Entrambi i settori monitorati dall’indagine hanno indicato a marzo forti cadute della produzione, con il terziario che ha registrato il calo peggiore toccando il record minimo storico dell’attività. Il manifatturiero ha indicato la quattordicesima contrazione mensile consecutiva e quest’ultima è stata la peggiore da aprile 2009.

I dati nazionali di marzo hanno indicato cali considerevoli dell’attività e di vasta portata all’interno dell’eurozona. Le quattro principali nazioni monitorate dall’indagine hanno tutte registrato un crollo dell’attività, con Italia e Spagna che hanno riportato le contrazioni maggiori.

Le misure adottate dai governi per contenere la diffusione del Covid-19 hanno particolarmente pesato sulla domanda e sull’attività economica, ed il forte calo di quest’ultima è correlato al deterioramento analogo del flusso dei nuovi ordini.

L’indagine di marzo ha mostrato che l’entrata delle nuove commesse ha subìto la contrazione peggiore
in quasi 22 anni di storia dell’indagine.

Classifica del PMI* Composito per Paese:

Irlanda 37.3 minimo in 131 mesi
Germania 35.0 (flash: 37.2) record minimo
Francia 28.9 (flash: 30.2) record minimo
Spagna 26.7 record minimo
Italia 20.2 record minimo

* A pagina 3 trovate i grafici con il confronto tra PMI della Produzione Composita e PIL nazionale per Germania, Francia, Italia e Spagna.

L’ottimismo sulle previsioni future ha toccato i minimi da quando l’indagine ha avuto inizio a luglio 2012. Le preoccupazioni sul Covid-19 e le varie misure adottate per contenerne la diffusione, sommate all’incertezza su quanto a lungo queste stesse continueranno ad essere adottate, ha pesato notevolmente sulla fiducia. A marzo, in tutte le nazioni l’ottimismo ha toccato valori minimi record.

Tale incertezza ha indotto le aziende a ridurre i livelli occupazionali. Secondo i dati raccolti a marzo, per la prima volta in cinque anni si sono registrate perdite di posti di lavoro. Il tasso di contrazione è stato inoltre il peggiore da giugno 2009 con tagli occupazionali effettuati in tutte le nazioni monitorate. La Spagna ha indicato la riduzione peggiore.

Nonostante i considerevoli tagli effettuati sugli organici aziendali e sull’attività, il livello complessivo di lavoro inevaso registrato dalle aziende dell’eurozona è diminuito. Gli ordini in giacenza, che forniscono un’indicazione delle pressioni sulla capacità aziendale, hanno indicato la maggiore riduzione in 11 anni.

Infine, sul fronte dei prezzi, la contrazione dei prezzi energetici e dei costi del personale hanno diminuito in modo modesto le spese operative complessive per la prima volta in quattro anni. I prezzi medi di vendita hanno registrato il maggiore taglio in più di dieci anni.

Servizi

L’Indice PMI® IHS Markit dell’Attività Terziaria dell’eurozona di marzo è crollato indicando il nuovo record minimo di 26.4. A causa della pandemia Covid-19 e con le misure adottate in tutta Europa per limitarne la diffusione, che hanno pesato fortemente sulla performance economica, la contrazione mensile avutasi rispetto a 52.6 di febbraio, ha segnato un record storico.

Anche il flusso dei nuovi ordini è fortemente diminuito e ad un tasso record, concludendo più di cinque anni consecutivi di crescita ininterrotta. A livello nazionale, Italia e Spagna hanno registrato le contrazioni più forti sia dei nuovi ordini che dell’attività.

Con la forte riduzione delle commesse in entrata, il livello generale di lavoro inevaso del settore terziario è diminuito, visto il calo delle commesse in giacenza per la prima volta in quattro mesi. Il tasso di contrazione è stato considerevole ed il più forte della serie storica.

Le aziende hanno inoltre mostrato crescente incertezza sull’impatto a lungo termine della pandemia da Covid-19 per il prossimo anno. Ciò ha causato un calo netto e notevole dell’ottimismo che ha toccato il record minimo della serie, mostrando un pessimismo diffuso nel settore terziario dell’intera eurozona.

Il calo degli ordini in giacenza e la grande incertezza sulle prospettive future hanno costretto molte aziende terziarie a diminuire i livelli occupazionali. Per la prima volta in quasi cinque anni e mezzo, il numero dei posti di lavoro è diminuito e ad un tasso mai visto prima.

Infine i costi medi di marzo si sono leggermente ridotti indicando la prima contrazione netta in quasi dieci anni e mezzo. I prezzi medi di vendita hanno d’altra parte indicato il più forte livello di riduzione da novembre 2009.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, ha dichiarato: “Con i vari paesi che intensificano sempre più le misure di contenimento del coronavirus, non sorprende vedere che il PMI finale di marzo ha indicato un deterioramento dell’attività economica persino maggiore di quello registrato dall’ultima stima ‘flash’. I dati raccolti mostrano già un tasso annuale di contrazione dell’economia dell’eurozona di circa il 10% e che inevitabilmente andrà peggiorando nel prossimo futuro. Il settore terziario sta al momento subendo un impatto particolarmente severo dall’emergenza causata dal Covid-19, con viaggi, turismo, ristoranti e altre attività di svago tutte fortemente colpite dalle misure per contenere la diffusione del virus. Nessun paese ha potuto sottrarsi al crollo severo dell’attività economica. In particolare, il tracollo del PMI del settore terziario italiano con appena 17.4 ci fornisce però un’idea di quello che possibilmente accadrà negli altri paesi quando verranno adottate forme di chiusura e isolamento più rigorose nei prossimi mesi. Se i livelli occupazionali non sono ancora precipitati tanto quanto ai tempi della crisi finanziaria, nei prossimi mesi assisteremo senz’altro ad un forte incremento della disoccupazione, anche se i governi dell’eurozona stanno cercando di limitarne la portata. In ogni caso, il costo economico finale dell’emergenza Covid-19 non potrà essere stimato con precisione fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sulla durata e la portata della pandemia”.

Redazione

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