IHS Markit PMI: nell’ultimo mese del 2020, il settore privato dell’eurozona si contrae di nuovo

 IHS Markit PMI: nell’ultimo mese del 2020, il settore privato dell’eurozona si contrae di nuovo

L’economia del settore privato dell’eurozona di dicembre ha indicato una contrazione per il secondo mese consecutivo, anche se ad un tasso molto più lento. Dopo aver conteggiato i fattori stagionali, l’Indice PMI® IHS Markit della Produzione Composita di dicembre ha registrato 49.1 da 45.3 di novembre. Il risultato finale è stato inferiore all’ultima lettura flash di 49.8.

Il terziario è rimasto il freno principale della produzione economica, con l’attività che ha segnato una contrazione per il quarto mese consecutivo dell’indagine. In linea con gli andamenti recenti, il manifatturiero è rimasto il punto di luce principale nella prestazione economica dell’eurozona, espandendosi per il sesto mese consecutivo e ad un tasso più rapido di novembre.

Alla fine dell’anno, sono state rilevate notevoli differenze dal punto di vista nazionale. L’Irlanda, in parte guidata dall’accumulo di scorte connesso alla Brexit e dalla maggiore produzione manifatturiera, ha indicato la prestazione economica migliore, seguita dalla Germania, dove la crescita è stata di nuovo supportata da una forte esportazione.

Al contrario, tutte le altre nazioni hanno registrato una contrazione, anche se i tassi di declino sono notevolmente diminuiti sia in Francia che in Spagna.

L’Italia ha indicato la performance di gran lunga peggiore, poiché l’attività terziaria ha continuato a contrarsi notevolmente più che compensando la crescita modesta del manifatturiero.

Quest’ultimo calo della produzione dell’eurozona è legato ad una simile contrazione del flusso dei nuovi ordini, in declino per il terzo mese consecutivo.

Classifica del PMI* Composito per Paese

Irlanda 53.4 massimo in 4 mesi
Germania 52.0 (flash: 52.5) massimo in 2 mesi
Francia 49.5 (flash: 49.6) massimo in 4 mesi
Spagna 48.7 massimo in 5 mesi
Italia 43.0 massimo in 2 mesi

* A pagina 3 trovate i grafici con il confronto tra PMI della Produzione Composita e PIL nazionale per Germania, Francia, Italia e Spagna.

È stato riportato che le misure di distanziamento sociale e le restrizioni hanno pesato sulla domanda, specialmente in paesi quali l’Italia e la Spagna. Come nota positiva, per la terza volta in quattro mesi è stata registrata una crescita dei nuovi ordini esteri.

Vista la continua contrazione dei nuovi ordini totali, le aziende hanno potuto tenere sotto controllo le commesse in giacenza come si evince dal ventiduesimo calo mensile consecutivo del lavoro inevaso. Con lo smaltimento degli ordini in giacenza, i livelli occupazionali hanno continuato a diminuire restando in linea con la tendenza iniziata a marzo. Il tasso di contrazione, tuttavia, è stato marginale. L’Irlanda in realtà ha registrato un aumento dell’occupazione, mentre in Francia gli organici sono rimasti invariati segnando la fine di una sequenza di calo durata nove mesi.

Sul fronte dei prezzi, l’incremento maggiore in oltre due anni dei prezzi d’acquisto del manifatturiero ha supportato il più forte rialzo da maggio 2019 delle spese operative generali. Ciononostante, il difficile contesto economico e la concorrenza del mercato hanno causato una leggera riduzione dei prezzi di vendita, la decima mensile consecutiva.

Con le recenti notizie sugli sviluppi del vaccino, le aziende del settore privato si sono mostrate notevolmente più ottimiste sull’attività nei prossimi 12 mesi. Complessivamente, l’ottimismo ha mostrato il valore più alto da aprile 2018.

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Dai minimi in sei mesi di novembre (41.7), l’Indice PMI® IHS Markit dell’Attività Terziaria dell’eurozona di dicembre ha fatto un rimbalzo restando comunque ben inferiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 ed indicando di nuovo una contrazione dell’attività terziaria. Posizionandosi su 46.4, l’indice ha registrato una contrazione dell’attività per il quarto mese consecutivo.

Tutte le nazioni eccetto l’Irlanda hanno indicato un calo dell’attività. L’Italia ha segnalato la contrazione peggiore seguita da Germania e Spagna.

A livello di dati aggregati, il calo dell’attività terziaria è stato di nuovo collegato strettamente alla riduzione del volume dei nuovi ordini, in calo per il quinto mese consecutivo. Gli effetti del distanziamento sociale e delle restrizioni sui viaggi sono stati evidenziati dai dati relativi all’esportazione, di nuovo in forte calo.

Così come successo da marzo, a dicembre il settore terziario ha ancora una volta registrato una contrazione dei livelli occupazionali. Il tasso di riduzione è stato tuttavia marginale ed il più debole dell’attuale sequenza, indicando una crescita dei livelli del personale sia in Germania che in Irlanda.

Allo stesso tempo, le pressioni sui prezzi si sono intensificate, restando tuttavia relativamente innocue se paragonate alla media storica dell’indagine. I prezzi medi di vendita hanno continuato a ridursi, estendendo l’attuale periodo di deflazione a dieci mesi.

Infine, dai dati raccolti nell’indagine di dicembre, si è rilevata un’ampia ripresa dei livelli di fiducia che ha indicato il più alto ottimismo in due anni e mezzo. Sono le aziende del settore terziario spagnolo e italiano che hanno mostrato maggiore fiducia sulla ripresa dell’attività.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, ha dichiarato: “A dicembre per il secondo mese consecutivo, l’economia dell’eurozona si è contratta e ad un tasso leggermente più rapido di quanto previsto precedentemente a causa dell’intensificazione delle restrizioni anti Covid-19. L’attività del settore terziario in particolare è diminuita ancora di più rispetto all’ultima stima flash poiché sempre più nazioni hanno rafforzato le restrizioni per contrastare il rialzo dei contagi. Se nel quarto trimestre i dati indicano di nuovo un calo del PIL dell’eurozona, la contrazione sembra essere molto meno severa di quanto osservato nel secondo trimestre, grazie alla forte e continua crescita del settore manifatturiero, all’aumento del commercio globale e alle misure restrittive meno onerose rispetto ai mesi precedenti. La situazione potrebbe peggiorare ancora prima di migliorare, soprattutto considerando che gli ultimi dati dell’indagine sono stati raccolti precedentemente alla notizia di una nuova e più contagiosa variante del virus. In particolare, è probabile che nei primi mesi del nuovo anno l’attività del settore terziario continuerà ad essere frenata dalle severe misure di distanziamento sociale. C’è dunque il rischio di una recessione tecnica e di un calo del PIL nel primo trimestre dell’anno. D’altro canto, incoraggia il crescente ottimismo delle imprese sulle prospettive di attività da qui ad un anno, mostrando una luce alla fine del tunnel data dagli sviluppi sul vaccino. Si spera dunque in una ripresa dal secondo trimestre in poi”.

Redazione

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