IHS Markit PMI: nuovo valore record storico per il manifatturiero italiano di novembre

 IHS Markit PMI: nuovo valore record storico per il manifatturiero italiano di novembre

Secondo gli ultimi dati PMI® di novembre, il settore manifatturiero continua a riportare un solido livello di crescita. La produzione manifatturiera è cresciuta al livello più veloce da giugno a causa della maggiore espansione dei nuovi ordini, con le aziende che hanno riportato una migliore domanda da parte dei clienti. La pressione sulla capacità rimane allo stesso tempo senza precedenti, di conseguenza le imprese del settore hanno assunto personale aggiuntivo ad un livello quasi record.

Ciò detto, ancora una volta la crescita è stata rallentata dai problemi che al momento sta affrontando la catena di distribuzione, con diffusi commenti che riportano carenza di materiale e problemi di natura logistica che continuano a aggiungere ulteriore pressione sui crescenti costi. Di conseguenza, le aziende hanno aumentato i loro prezzi di vendita ad un tasso record.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha segnalato il diciassettesimo mese consecutivo di miglioramento dello stato di salute del settore, aumentando da 61.1 di ottobre sino a raggiungere a novembre il valore record d’indagine di 62.8.
Le espansioni più forti della produzione e dei nuovi ordini hanno contribuito maggiormente all’aumento dell’indice principale. La produzione manifatturiera è aumenta per il diciottesimo mese consecutivo e al tasso maggiore da giugno, e le aziende campione l’hanno attribuito alle più forti condizioni della domanda.

Contemporaneamente il livello degli ordini è di nuovo aumentato, estendendo l’attuale sequenza di incrementi iniziata lo scorso dicembre. Il tasso di crescita ha toccato il massimo in sei mesi ed è risultato generalmente rapido, sostenuto in parte da un ulteriore forte incremento della domanda di prodotti italiani dall’estero.

Le aziende manifatturiere hanno di conseguenza continuato ad espandere a novembre i loro livelli del personale. Il tasso di creazione occupazionale è stato in generale elevato, il secondo più veloce mai registrato, dietro solo a quello di maggio.

Le esigenze superiori della produzione si sono manifestate a novembre nelle maggiori pressioni sulla capacità. Il livello del lavoro inevaso ancora una volta è aumentato e ad un tasso invariato rispetto a quello record d’indagine di ottobre.
I dati di novembre hanno segnalato forti interruzioni sulla catena di distribuzione, ancora una volta infatti i tempi medi di consegna si sono allungati significativamente a causa della carenza di materiale e dei problemi logistici.

Il carico dei costi, di conseguenza, è aumentato ulteriormente, con le aziende campione che hanno collegato l’ultima espansione all’impennata dei costi dei materiali e di quelli energetici. Il tasso di crescita, inoltre, è stato il più rapido da luglio e il terzo maggiore nella storia dell’indagine.
In risposta a ciò, nel tentativo di mantenere i loro margini di profitto, i produttori manifatturieri ancora una volta hanno incrementato i loro prezzi di vendita. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è stato il più veloce mai registrato e in generale piuttosto rapido.

A novembre, le imprese campione hanno continuato ad incrementare la loro attività di acquisto. I dati raccolti hanno attribuito l’ultima espansione alle maggiori esigenze della produzione. Il tasso di incremento è stato il più veloce da giugno e tra quelli maggiori dell’indagine.
Anche le giacenze degli acquisti sono in aumento, le aziende campione hanno menzionato di averle incrementate a causa delle vendite maggiori e ai problemi con la fornitura. La crescita riportata però è stata marginale, mentre le giacenze dei prodotti finiti sono diminuite drasticamente.

Per concludere, a novembre le aziende manifatturiere italiane hanno riportato delle previsioni leggermente più positive in riguardo all’attività del prossimo anno. L’ottimismo è stato attribuito alla forte domanda e alla speranza di una ripresa sostenuta.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “A metà dell’ultimo trimestre dell’anno, il settore manifatturiero italiano continua a mostrare un buono stato di salute. L’Indice PMI principale ha raggiunto un livello mai registrato sinora e la produzione e i nuovi ordini sono cresciuti rapidamente a causa delle forti condizioni della domanda. La creazione occupazionale, di conseguenza, ha continuato anche a novembre, con l’ultimo aumento dei livelli del personale che è risultato il secondo più veloce mai osservato dall’indagine. Detto questo, i problemi relativi alla fornitura rimangono una fonte principale di preoccupazione e continuano a pesare sulla crescita. I tempi medi di consegna si allungano ancora una volta notevolmente e sono attribuibili alla carenza di materiale e ai problemi logistici. Tale peggioramento ha avuto un impatto sul carico dei costi, che sono aumentati ulteriormente e hanno costretto le aziende ad aumentare i prezzi di vendita al tasso più alto della storia dell’indagine. Considerando gli scarsi segnali di rallentamento della pressione inflazionistica e di miglioramento dei tempi di consegna della fornitura, le aspettative per il settore manifatturiero dei prossimi mesi rimangono incerte. La forte domanda sta attualmente supportando una rapida e sostenuta ricrescita. Detto ciò, se la carenza di materiale dovesse peggiorare, si potrebbe osservare un rallentamento della crescita, con alcune aziende che già stanno notando come i loro clienti stanno preferendo di aspettare con i loro ordinativi per via dei tempi medi di consegna più lunghi”.

Redazione

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