IHS MARKIT PMI: per il nono mese consecutivo a giugno peggiorano le condizioni operative del settore manifatturiero italiano

 IHS MARKIT PMI: per il nono mese consecutivo a giugno peggiorano le condizioni operative del settore manifatturiero italiano

Continua a giugno la contrazione del settore manifatturiero italiano, con le imprese che hanno registrato l’undicesimo declino mensile della produzione e dei nuovi ordini. Il tasso di peggioramento è stato il maggiore da marzo, mentre le esportazioni si sono contratte al tasso più veloce da agosto 2012. Allo stesso tempo, per la prima volta da agosto 2016 e a causa del più basso costo delle materie prime, diminuiscono i prezzi di acquisto.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato a giugno 48.4 segnalando un modesto peggioramento delle condizioni operative del settore. In discesa da 49.7 di maggio, l’indice è rimasto al di sotto della soglia critica di non cambiamento di 50.0 per il nono mese consecutivo sino a raggiungere il livello più basso da marzo.

Per il quarto mese consecutivo, quello dei beni di consumo è stato l’unico sotto settore ad osservare un miglioramento delle condizioni operative, mentre quelli dei beni intermedi e di investimento hanno registrato un ulteriore peggioramento. La produzione, i nuovi ordini e i livelli occupazionali hanno inoltre riportato contrazioni nei sotto settori dei beni intermedi e di investimento nel mese di giugno.

La causa principale dietro il declino più rapido dell’indice PMI principale è stata la domanda meno positiva presso i manifatturieri. L’afflusso generale dei nuovi ordini è diminuito per l’undicesimo mese consecutivo e al tasso più veloce in tre mesi. Inoltre, le esportazioni hanno continuato a diminuire a giugno, riportando la contrazione maggiore da agosto 2012. Le imprese campione hanno indicato un peggioramento delle condizioni della domanda estera, specialmente da parte del mercato turco e del Medio Oriente.

Estendendo a undici mesi consecutivi l’attuale sequenza di contrazione, per l’ennesima volta peggiora a giugno la produzione manifatturiera. Anche se modesto, il tasso di contrazione ha accelerato rispetto a maggio. I dati raccolti hanno attribuito il declino della produzione alla generale contrazione degli ordini da parte dei clienti al rallentamento dell’economia italiana.

In linea con la contrazione della produzione e dei nuovi ordini, i manifatturieri italiani hanno ridotto a giugno il loro livello del personale. Il tasso dei tagli è stato elevato e il più veloce in cinque mesi in quanto le aziende hanno ridotto la loro capacità in risposta ai più deboli requisiti della domanda. Di conseguenza, le imprese sono state capaci di far fronte al loro carico di lavoro, segnalando infatti a giugno l’ennesima riduzione del lavoro inevaso, ad un tasso elevato e il più veloce da agosto 2018.

Ancora una volta a giugno e per un anno preciso, le imprese manifatturiere italiane hanno ridotto la loro attività di acquisto ad un tasso di contrazione che è stato forte e più veloce rispetto a maggio. La carenza di pressione sulla catena di fornitura ha avuto il suo effetto sui tempi medi di consegna, che si sono accorciati al tasso più veloce da agosto 2012.

Per la prima volta da agosto 2016 e a causa del minor prezzo delle materie prime, diminuiscono a giugno i costi di acquisto. Il declino del carico dei costi è stato il maggiore in 38 mesi e in contrasto a ciò, l’inflazione dei prezzi di vendita è accelerata da maggio sino a raggiungere il livello più alto in tre mesi.

Per finire, rimane in territorio positivo il livello di ottimismo delle aziende, nonostante sia scivolato leggermente rispetto a maggio. Tra i motivi per essere ottimisti sono state riportate le previsioni di un maggiore numero di clienti e gli investimenti in nuovi prodotti.

Commento

Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Fine impegnativa del secondo trimestre del 2019 per il settore manifatturiero italiano, con il relativo PMI che ha segnalato il nono mese consecutivo di deterioramento delle condizioni operative. Gli ultimi dati sono stati in linea la leggera contrazione su base annuale della produzione manifatturiera. A giugno la produzione, i livelli occupazionali e l’attività di acquisto sono diminuiti, descrivendo quindi un quadro piuttosto cupo delle condizioni del settore manifatturiero italiano. Con il declinodei nuovi ordini, sia nazionali che esteri, pare improbabile che la ripresa della domanda aiuti l’attuale situazione. La domanda estera ha riportato la contrazione maggiore da agosto 2012. La prima contrazione dei costi di acquisto da agosto 2016 rappresenta comunque un punto positivo. Se ciò dovesse continuare, con l’approccio della seconda metà del 2019, la moderazione dei costi potrebbe creare più spazio a prezzi più competitivi e alimentare quindi una ripresa della domanda”.

Redazione

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