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IHS Markit PMI: rallenta ancora la crescita economica dell’Eurozona di novembre

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Dopo aver calcolato i fattori stagionali, l’Indice IHS Markit  PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di novembre ha registrato il valore più basso da settembre 2016. Con 52.7, l’indice di novembre ha indicato una flessione rispetto a 53.1 di ottobre, segnando però un leggero rialzo dalla recente stima flash di 52.4.

Il polo di rallentamento della crescita dell’eurozona è stata la Germania, i cui dati di novembre hanno mostrato l’espansione più debole in quasi quattro anni.

L’Italia è tuttavia rimasta la nazione con la prestazione più debole, con una leggera contrazione dell’attività per il secondo mese consecutivo. Irlanda, Francia e Spagna hanno invece registrato una maggiore espansione anche se i tassi sono stati inferiori a quelli visti ad inizio anno.

Nonostante quest’ultimo rallentamento del valore composito dell’eurozona, sono cinque anni e mezzo che il valore composito dell’eurozona registra valori in crescita, con settore manifatturiero e terziario di novembre ancora in espansione. Le aziende produttrici di beni hanno tuttavia segnalato un incremento della produzione solo marginale, il più debole della sequenza di crescita iniziata a luglio 2013. Il rialzo del terziario si è mantenuto forte, indicando tuttavia il ritmo più debole in più di due anni.

La flessione della crescita generale dell’attività è strettamente correlata all’analogo rallentamento dell’espansione dei nuovi ordini, che hanno indicato il valore minore di rialzo in 27 mesi.

Classifica per Paese della crescita 

Irlanda

56.6

massimo in 2 mesi

Francia

54.2 (flash: 54.0)

massimo in 3 mesi

Spagna

53.9

massimo in 5 mesi

Germania

52.3 (flash: 52.2)

minimo in 47 mesi

Italia

49.3

invariato

A novembre si è continuato ad assumere, anche se ad un ritmo inferiore a quelli cui abbiamo assistito nei mesi passati. Il tasso di incremento dei posti di lavoro, anche se forte, è stato il più lento dall’inizio del 2017 con aumenti più deboli in Germania, Francia e Irlanda.

Le aziende che hanno indicato crescita occupazionale, l’hanno collegata alle pressioni sulle capacità operative, visto che il lavoro inevaso è di nuovo aumentato. Tuttavia, visto il calo delle commesse in giacenza in Germania e Italia e la crescita più lenta in Francia, l’aumento netto dell’inevaso è stato solo marginale.

In merito ai prezzi, le pressioni sui costi di novembre si sono mantenute elevate e superiori al trend di lungo termine. Alcune aziende hanno parlato di salari maggiori unitamente a segnalazioni dell’aumento dei costi energetici e del carburante.

Prezzi d’acquisto maggiori hanno incoraggiato le aziende ad aumentare i prezzi di vendita. Tuttavia, le pressioni della concorrenza hanno limitato il potere sui prezzi, specialmente in Italia, Francia e Spagna, dove sono stati registrati tassi di inflazione

solo modesti. Di conseguenza, i prezzi di vendita al livello aggregato hanno indicato il più debole aumento degli ultimi sei mesi.

Infine a novembre, le aspettative sull’attività futura hanno toccato i valori minori in quasi quattro anni.

Le incertezze politiche ed economiche, specialmente sul commercio, hanno continuato ad incidere sull’ottimismo.

Servizi

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale è stato leggermente inferiore a 53.7 di ottobre, scendendo a 53.4 nel mese di novembre. Questa è stata la lettura più bassa in più di due anni.

Il rallentamento della crescita si è particolarmente concentrato in Germania, che ha registrato il più debole tasso di incremento dell’attività da maggio. La Francia ha continuato ad indicare una forte espansione, mentre la Spagna ha mantenuto forti valori di crescita. In Italia, dopo la contrazione di ottobre, l’attività è aumentata leggermente.

Anche il volume dei nuovi ordini ha indicato il più lento ritmo di crescita in più di due anni, restando tuttavia sufficientemente forte da produrre un nuovo incremento del lavoro inevaso. L’accumulo degli ordini in giacenza è aumentato modestamente, segnando due anni e mezzo consecutivi di espansione.

L’aumento del carico di lavoro ha quindi incoraggiato ulteriore creazione occupazionale, che ha mantenuto tassi forti anche se scesi ai minimi in sei mesi. Il più forte incremento dei posti di lavoro si è nuovamente avuto in Germania e Irlanda, che hanno anche registrato i maggiori aumenti dei prezzi d’acquisto, considerando i commenti relativi all’aumento dei salari.

Visto l’incremento dei costi energetici e del carburante riportato dal campione monitorato, i prezzi d’acquisto generali del settore terziario dell’eurozona hanno continuato ad aumentare a ritmi elevati. In risposta a questo, anche i prezzi di vendita hanno indicato un altro forte rialzo, nonostante il limitato potere sui prezzi in Francia, Italia e Spagna abbia frenato l’inflazione generale.

Infine, il livello di fiducia è peggiorato toccando il valore più basso da agosto 2016. Sia in Francia che in Germania l’ottimismo sul futuro ha indicato il valore minore in due anni.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il PMI finale dell’eurozona di novembre ha indicato un valore maggiore rispetto alla precedente stima flash, segnando tuttavia una crescita solo modesta del PIL di circa 0.3% nel quarto trimestre e facendo intendere che la regione continua ad essere bloccata in una fase di debolezza. Produzione e ordini hanno registrato il più lento tasso di crescita in più di due anni, mentre il rallentamento iniziato nel manifatturiero sembra propagarsi sempre più nel settore terziario. I commenti raccolti dall’indagine hanno messo in evidenza i crescenti ostacoli della Brexit ed i timori di una guerra commerciale, un settore automobilistico in difficoltà e le sempre maggiori incertezze sulle prospettive politiche ed economiche. L’ottimismo ha inoltre registrato il valore più basso dalla fine del 2014, aggiungendosi ai rischi di peggioramento della crescita, ora che ci avviciniamo al 2019. Inoltre, la creazione occupazionale, che ha finora mostrato una sorprendente resistenza, visto che le aziende hanno accumulato forze lavoro malgrado il rallentamento della domanda, anche lei sta ora mostrando segni di indebolimento. Il livello di assunzioni di novembre è stato il più basso in quasi due anni. Il paese colpito più duramente è stato l’Italia, dove l’attività di novembre ha indicato una contrazione per il secondo mese consecutivo, lasciandoci intendere che l’economia del quarto trimestre calerà di nuovo. Tuttavia, con la Germania che ha indicato la crescita più debole in quasi quattro anni, l’indagine solleva dubbi sulla capacità di ripresa del PIL nel quarto trimestre. In Francia e Spagna, l’espansione sembra resistere di più grazie soprattutto alle forti prestazioni del settore terziario”.

Redazione

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