IHS Markit PMI: resta modesta ad agosto la crescita del settore privato dell’eurozona

 IHS Markit PMI: resta modesta ad agosto la crescita del settore privato dell’eurozona

Nel mese di agosto, l’Indice Composito IHS Markit PMI® della Produzione ha registrato di nuovo un’espansione del settore privato dell’eurozona. La crescita si è tuttavia mantenuta modesta, malgrado il leggero miglioramento rispetto a luglio. L’indice destagionalizzato ha indicato 51.9, rispetto a 51.5 dello scorso mese.

In linea con le recenti tendenze, l’ormai noto divario tra la performance economica del manifatturiero e del terziario è rimasto netto. Se il settore dei servizi ha indicato un’espansione forte e leggermente più rapida, le aziende del manifatturiero hanno subìto un’altra contrazione (la settima mensile consecutiva).

Da un punto di vista nazionale, la Francia ha registrato la prestazione migliore, con una crescita sostenuta dalla forte attività del settore terziario e da una ripresa della produzione manifatturiera. Anche la Spagna ha registrato una forte rialzo, il più rapido in quattro mesi, mentre Germania e Irlanda hanno entrambe segnalato un modesto incremento della produzione.

Nel frattempo, l’Italia è stata l’unica nazione a segnalare un rallentamento della crescita rispetto a luglio ed è stata la nazione a riportare i valori più deboli, segnando un incremento solo marginale della produzione del settore privato.

Classifica del PMI Composito per Paese:

Francia 52.9 (flash: 52.7) massimo in 9 mesi
Spagna 52.6 massimo in 4 mesi
Irlanda 51.8 invariato
Germania 51.7  (flash: 51.4) massimo in 2 mesi
Italia 50.3 minimo in 2 mesi

L’espansione del settore privato dell’eurozona riflette da una parte l’aumento dei nuovi ordini e dall’altra la sesta contrazione mensile consecutiva delle commesse inevase.

Gli ultimi dati hanno mostrato che le nuove commesse sono aumentate, ma solo marginalmente visto che le condizioni generali della domanda sono rimaste fragili, specialmente per il settore manifatturiero e per i settori esposti al commercio estero. Certamente, l’incremento delle vendite generali ha risentito dell’undicesimo calo mensile consecutivo delle esportazioni, che peraltro ha indicato una tra le maggiori contrazioni degli ultimi cinque anni di raccolta dati.

Se l’attività ha indicato un valore maggiore dei nuovi ordini, le commesse inevase di agosto si sono conseguentemente ridotte. Il tasso di contrazione registrato dall’indagine è stato oltretutto il più rapido da novembre 2014.

In quest’ultima indagine mensile, l’evidente eccesso di capacità produttiva ha pesato sulle assunzioni. Sebbene l’occupazione abbia continuato ad aumentare, estendendo l’attuale periodo di crescita a poco meno di cinque anni, il tasso di crescita è risultato modesto e tra i più deboli da marzo 2016. I dati di agosto hanno mostrato che nei paesi dell’eurozona i posti di lavoro sono aumentati, con la Francia che ha registrato il maggiore incremento e la Spagna quello minore.

Anche le preoccupazioni per il futuro hanno limitato la crescita occupazionale. I timori che la persistente guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina possa ripercuotersi sull’attività, ed inoltre le crescenti incertezze politiche in Europa, hanno fatto crollare la fiducia delle aziende del settore privato europeo ai valori minimi da maggio 2013.

Infine, le spese operative di agosto hanno indicato un nuovo aumento, il più forte da maggio. I prezzi medi di vendita sono di conseguenza aumentati, anche se solo modestamente.

Servizi

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona ha indicato ad agosto un nuovo forte incremento dell’attività. Mantenendosi superiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 per il settantatreesimo mese consecutivo, si è posizionato su 53.5 rispetto a 53.2 di luglio.

Germania e Irlanda hanno registrato ad agosto le espansioni maggiori dell’attività, seguite dalla Spagna. La Francia ha indicato una forte crescita mentre l’Italia è rimasta in notevole ritardo, registrando solo un incremento marginale rispetto a luglio.

La maggiore attività generale è frutto del risultato combinato tra l’incremento dei nuovi ordini e la riduzione delle commesse inevase. Nonostante abbia indicato un valore forte, l’aumento del flusso di ordini in entrata è stato il più debole degli ultimi tre mesi e, per la prima volta da marzo, il cumulo di commesse inevase si è ridotto.

Nel frattempo, viste le crescenti preoccupazioni in merito alla crescita dell’attività futura, il tasso di assunzione di agosto ha mostrato un ritmo sostenuto ma il più debole dall’inizio dell’anno. La fiducia rispetto al livello delle attività nei prossimi 12 mesi è scesa per la seconda volta, da giugno 2013, al valore più debole.

Ad agosto, l’aumento dei salari ha causato un altro forte incremento dei costi operativi con l’inflazione al picco in tre mesi. Al contrario, i prezzi medi di vendita hanno indicato il tasso di incremento più lento da maggio.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Ad agosto, l’eurozona è rimasta impantanata in uno stato di fragile debolezza e crescita instabile. Anche se maggiori di luglio, i dati di agosto indicano una possibile crescita del PIL dello 0.2% nel terzo trimestre, partendo però da presupposto che a settembre non ci saranno variazioni sostanziali. I dati ufficiali finora disponibili per il trimestre potrebbero essere persino inferiori. Il quadro resta confuso sia dal punto di vista settoriale che nazionale ed evidenzia quanto attuali siano i rischi di peggioramento. Continua ad essere il terziario con la sua solida crescita, rinvigorita dai forti consumi nazionali, a compensare la dura recessione del manifatturiero, alimentata dal peggioramento dell’export avvertito soprattutto in Germania. C’è soprattutto da chiedersi per quanto tempo può durare questo divario prima che l’indebolimento della manifattura contagi il terziario e le famiglie. Con le assunzioni scese al tasso minimo da inizio 2016, sembra che il deterioramento del mercato del lavoro sia destinato a diventare lo strumento di contagio del trend negativo sull’economia in generale. Il forte scivolamento dell’ottimismo in merito alle prospettive economiche del prossimo anno avutosi nel terziario, sceso per la seconda volta ai minimi in sei anni, indica quanto le aziende siano già preparate ad un futuro più difficile. Per questo motivo prevediamo che la BCE presenti a settembre nuovi stimoli, come tentativo della banca centrale di ravvivare la domanda e di arginare il contagio”.

Redazione

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