IHS MARKIT PMI SETTORE TERZIARIO ITALIANO: il più rapido incremento dell’attività economica dallo scorso ottobre

 IHS MARKIT PMI SETTORE TERZIARIO ITALIANO: il più rapido incremento dell’attività economica dallo scorso ottobre
Photo by Clay Banks on Unsplash

Le aziende del settore terziario italiano hanno registrato a febbraio un nuovo incremento dell’attività economica, estendendo la sequenza attuale di crescita a nove mesi. In aggiunta, l’ultima espansione è stata la più rapida da ottobre dello scorso anno, indicando il più rapido rialzo in quattro mesi del volume di nuovi ordini. I segnali di ripresa della domanda hanno incoraggiato le aziende ad assumere personale aggiuntivo, facendo aumentare moderatamente il tasso di creazione occupazionale. Nello stesso tempo, i prezzi di vendita sono diminuiti per il settimo mese consecutivo e le aziende monitorate lo hanno collegato alle pressioni della concorrenza.

L’indice principale di questo report, ovvero l’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche, calcolato grazie ad una singola domanda che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, si è posizionato su 52.1 nel mese di febbraio, registrando un rialzo rispetto a 51.4 di gennaio. L’attività terziaria in Italia segna dunque il nono aumento mensile consecutivo, peraltro il più rapido dallo scorso ottobre.

I dati raccolti a febbraio hanno evidenziato la più rapida espansione dei nuovi ordini degli ultimi quattro mesi. Le aziende intervistate hanno collegato tale rialzo, comunque modesto, alle migliorate condizioni della domanda. Le richieste estere sono apparse tuttavia meno favorevoli, segnalando l’ottava contrazione mensile consecutiva delle esportazioni. I dati raccolti lo hanno imputato all’impatto dell’insorgenza del COVID-19 sulla domanda.

Sempre a febbraio, le aziende monitorate appartenenti al settore terziario italiano hanno aumentato il numero di addetti espandendo l’attuale sequenza di crescita ad oltre un anno. Rispetto a gennaio, il tasso di creazione occupazionale ha guadagnato posizione risultando nel complesso moderato.

Nonostante l’aumento del personale, le pressioni di febbraio sulla capacità operativa sono rimaste stabili. Il livello di commesse inevase è risultato invariato per la seconda volta negli ultimi tre mesi, come segnalato dall’indice destagionalizzato corrispettivo posizionatosi sulla soglia di non cambiamento di 50.0.

Sul fronte dei prezzi, a febbraio il carico dei costi è aumentato, estendendo l’attuale sequenza inflazionistica a più di un decennio. Quest’ultimo incremento è stato il più rapido da ottobre, indicando un valore considerevole. Le aziende intervistate hanno collegato l’inflazione ai costi maggiori delle utenze e del personale.

Dai dati raccolti nel corso di quest’ultima indagine, l’aumento dei costi gestionali non è stato trasferito sui clienti. Ciò significa che a febbraio, come successo per gran parte dei mesi in questi ultimi otto anni, si è registrato un calo delle tariffe medie applicate. I commenti raccolti hanno collegato la contrazione dei prezzi di vendita alle pressioni della concorrenza che hanno costretto le aziende ad applicare sconti continui. Nel complesso, tuttavia, il tasso di contrazione è stato solo lieve.

Per concludere, le aziende intervistate hanno mantenuto la certezza che la produzione aumenterà nei prossimi 12 mesi ed hanno collegato il loro ottimismo alla speranza di un miglioramento delle vendite. Tuttavia, il livello di fiducia ha segnato un moderato calo rispetto a gennaio.

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Aumento della produzione per il secondo mese

L’Indice della Produzione Composita di febbraio ha indicato 50.7, in salita da 50.4 di gennaio, segnalando un’espansione consecutiva del settore privato italiano. Tale lettura mostra un modesto incremento mensile dell’attività rispetto a gennaio.

A guidare l’espansione è stato il settore terziario che ha registrato l’aumento più rapido dell’attività degli ultimi

quattro mesi. Al contrario, la produzione manifatturiera è diminuita per il diciannovesimo mese consecutivo, indicando una forte accelerazione del ritmo di contrazione.

Elemento chiave dell’aumento generale è stato il livello dei nuovi ordini che ha toccato per la seconda volta da settembre 2018 il valore più rapido. Come già visto in merito alla produzione, la crescita più rapida del settore terziario è stata parzialmente controbilanciata dal calo registrato dal manifatturiero. In ogni caso, la domanda estera di beni e servizi italiani è diminuita per il decimo mese consecutivo, accelerando il ritmo di contrazione che ha toccato un valore modesto.

Malgrado i nuovi ordini siano aumentati, a febbraio le aziende hanno continuato a ridurre le commesse inevase ad un tasso generalmente lieve e invariato rispetto a gennaio. Allo stesso tempo, i posti di lavoro del settore privato italiano sono aumentati ad un tasso marginale, segnando però la crescita più rapida degli ultimi tre mesi.

In linea con una tendenza mensile avutasi ormai da maggio 2014, i costi di febbraio sono aumentati indicando il più rapido tasso di inflazione da aprile dello scorso anno. Ciononostante, i costi più alti non sono stati trasferiti sui clienti, visto che i prezzi medi di vendita sono diminuiti ulteriormente. Anche se marginale, quest’ultimo calo ha indicato un valore record per la seconda volta da ottobre 2016.

Infine, a febbraio le aziende sono rimaste ottimiste sulle previsioni di aumento dell’attività nel prossimo anno. Detto ciò, il livello di fiducia si è attenuato rispetto a gennaio restando inferiore alla media di lungo termine.

COMMENTO

Lewis Cooper, Economist presso la IHS Markit, ha dichiarato: “Il settore terziario italiano di febbraio ha registrato un miglioramento dell’attività per il nono mese consecutivo, indicando il più rapido rialzo dallo scorso ottobre. Anche i nuovi ordini sono aumentati al ritmo più veloce in quattro mesi e le aziende intervistate hanno parlato di miglioramento della domanda. Il settore, allo stesso tempo, ha continuato ad assumere personale indicando un’accelerazione moderata della creazione occupazionale. Anche se solo modestamente, è aumentata a febbraio per il secondo mese consecutivo la produzione del settore privato. Infatti, quella manifatturiera, in contrazione per il diciannovesimo mese consecutivo, ha continuato a frenare la salita. La crescita del settore privato italiano resta tuttavia debole rispetto ai valori storici. Sono già state parecchie le aziende che hanno menzionato quanto l’insorgenza del COVID-19 abbia influenzato negativamente la domanda, specialmente all’estero, e gli effetti reali di questa epidemia restano ancora da definirsi”.

Redazione

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