IHS Markit PMI: si stabilizza la crescita manifatturiera dell’eurozona, mentre le imprese faticano con le avversità della catena di distribuzione

 IHS Markit PMI: si stabilizza la crescita manifatturiera dell’eurozona, mentre le imprese faticano con le avversità della catena di distribuzione

Gli ultimi dati PMI® hanno mostrato una stabilizzazione della crescita del settore manifatturiero dell’eurozona che segue il periodo di rallentamento di quattro mesi iniziato dopo l’espansione record toccata a giugno. Le condizioni operative del manifatturiero nell’area euro hanno continuato ad essere rallentate dai forti problemi della catena di distribuzione.

L’IHS Markit PMI del Settore Manifatturiero dell’Eurozona è salito a 58.4 da 58.3 di ottobre e ha segnato a novembre il primo aumento dell’indice principale da giugno, posizionandosi inoltre su un valore leggermente inferiore alla precedente stima flash di 58.6. A parte la positiva inversione di marcia, gli ultimi dati hanno però segnalato la seconda espansione più lenta da febbraio.

I dati settoriali hanno mostrato un nuovo rallentamento di crescita dei mercati dei beni intermedi e di investimento, mentre quello dei beni di consumo ha registrato un’accelerazione dell’espansione.

Tutte le nazioni dell’eurozona monitorate hanno continuato a riportare a novembre forti tassi di espansione. Senza ombra di dubbio l’Italia ha dominato la scena, con crescite in accelerazione al record storico, che hanno superato il picco raggiunto a maggio e tutti i miglioramenti osservati nelle altre nazioni. Allo stesso tempo la Grecia, malgrado un leggero rallentamento, ha registrato una delle sue crescite più veloci. Nelle altre nazioni la situazione tende a rallentare rispetto a quanto osservato nei mesi precedenti.

Classifica PMI® Manifatturiero per paese di novembre

Italia62.8record massimo
Paesi Bassi60.7minimo in 9 mesi
Irlanda59.9minimo in 8 mesi
Grecia58.8minimo in 2 mesi
Austria58.1minimo in 10 mesi
Germania57.4 (flash: 57.6)minimo in 10 mesi
Spagna57.1minimo in 8 mesi
Francia55.9 (flash: 54.6)massimo in 3 mesi

 

 

Secondo gli ultimi dati dell’indagine, a novembre la produzione manifatturiera nell’eurozona è cresciuta solidamente. Il tasso di espansione è aumentato da ottobre anche se appare essere il secondo più debole dell’attuale sequenza di crescita di 17 mesi.

A novembre i manifatturieri hanno osservato una tendenza simile anche per i nuovi ordini, con un tasso di crescita che, malgrado più veloce, ha continuato a mostrarsi indebolito rispetto a quelli osservati precedentemente durante l’anno. L’indagine suggerisce che il miglioramento più pacato della domanda indica una normalizzazione dall’eccezionale crescita precedente, anche se altri dati attribuiscono il più debole afflusso di ordini ai problemi relativi alla fornitura e, in alcuni casi, all’aumento dei prezzi.

Detto ciò, i nuovi ordini hanno continuato ad aumentare ad un tasso che si è posizionato confortevolmente al di sopra della media di lungo termine. Tale espansione ha contribuito all’ennesimo aumento del livello del lavoro inevaso presso i manifatturieri dell’eurozona di novembre e al forte stimolo nel numero di personale.

Allo stesso tempo, così come successo nelle precedenti indagini, gli ultimi dati hanno mostrato pressioni ancora elevate presso i fornitori. I tempi medi di consegna ancora una volta si sono allungati ad un livello elevato, il che riflette svariati fattori, incluso la carenza di materiale, la scarsa disponibilità di trasporto e problemi del personale presso i fornitori.

Nonostante ciò, a novembre sia le giacenze degli acquisti che quelle di materiale sono aumentate a tassi maggiori. In particolare, quelle delle materie prime e dei semilavorati sono incrementate al tasso più veloce da quando è iniziata la raccolta dati nel giugno del 1997.

L’espansione record delle giacenze si è verificata per via della nuova espansione mensile consecutiva dei costi, la terza maggiore della storia dell’indagine. Per alleviare la pressione sui margini, i prezzi di vendita sono stati aumentati al livello più alto dall’inizio della serie nel novembre 2002.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, analizzando i dati finali PMI del manifatturiero dell’eurozona ha dichiarato: “L’elevato indice PMI principale mostra quanto sono difficili al momento le condizioni operative dei manifatturieri. Malgrado la domanda sia rimasta forte, così come testimoniato dal nuovo forte miglioramento dell’afflusso di nuovi ordini, la catena di fornitura continua a peggiorare ad un tasso preoccupante. La carenza di materiale ha ridotto la crescita della produzione che ha raggiunto durante il quarto trimestre il livello più debole mai osservato in oltre un anno e mezzo. A novembre, livelli produttivi particolarmente deboli ancora una volta sono stati osservati in Germania, Francia, e Austria, controbilanciando però le forti prestazioni osservate in Italia, Irlanda e Paesi Bassi. Tali risultati eccellenti hanno aiutato a sollevare leggermente il tasso di crescita mensile della produzione generale. L’espansione record delle giacenze allo stesso tempo riflette i sempre maggiori sforzi delle aziende manifatturiere nel costituire scorte di emergenza, alimentate dal timore che le attuali carenze di beni si estenderanno ai prossimi mesi. Con la domanda che ancora una volta ha superato l’offerta, l’indagine di novembre ha osservato un allungamento del mercato del venditore, che ha spinto i prezzi di vendita per beni manifatturieri al rialzo ad un livello che ha superato qualsiasi altro valore in quasi venti anni. I prezzi di vendita più alti suggeriscono che l’inflazione al consumo deve ancora aumentare. Guardando avanti, l’aumento dei contagi da Covid- 19 getta un’ombra sulla previsione a breve termine, minacciando di creare nuovi ostacoli sulla catena di fornitura e allo stesso tempo dirottando di nuovo la spesa dai servizi al consumatore ai beni al consumo. Tale scenario peggiorerà quindi il dislivello tra fornitura e domanda”.

Redazione

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