IHS MARKIT PMI: ulteriore contrazione dell’attività edile ad inizio 2020

 IHS MARKIT PMI: ulteriore contrazione dell’attività edile ad inizio 2020

L’inizio dell’anno ha osservato un’ulteriore contrazione dell’attività edile del settore edile italiano. A causa dell’ennesimo crollo dei nuovi ordini, diminuisce a gennaio l’attività totale in ognuno dei tre sotto settori monitorati. Le aziende edili sono rimaste caute per quanto riguarda le assunzioni e l’attività di acquisto, contribuendo infatti alla stagnazione dei livelli occupazionali e all’ulteriore riduzione dell’attività di acquisto di materiale edile. Malgrado sia rimasto positivo, l’ottimismo delle aziende di gennaio è rimasto relativamente debole, mentre i costi di acquisto sono aumentati più velocemente a causa dell’incremento delle materie prime.
L’indice principale dell’indagine è l’IHS Markit PMI sul settore edilizio italiano, un indice di diffusione destagionalizzato che monitora i cambiamenti del volume totale dell’attività edile rispetto al mese precedente.
L’indice dell’attività totale è aumentato a gennaio a 49.0 da 47.7 di dicembre. L’ultimo valore ha segnalato il terzo mese consecutivo di declino dell’attività edile totale, ma ad un tasso che è stato marginale e più lento rispetto a quello di dicembre.
Tutti i tre i sotto settori hanno registrato minori livelli di attività, anche se il tasso di declino dell’edilizia residenziale e non residenziale è diminuito marginalmente. Al contrario, i lavori di ingegneria civile si sono contratti ad un tasso più veloce rispetto a quello di dicembre, riportando una delle flessioni più elevate durante l’attuale di declino di 14 mesi.
Anche se il tasso è diminuito dalla forte contrazione di dicembre, per il terzo mese consecutivo a gennaio si riducono i nuovi ordini delle aziende edili italiane.
La contrazione delle condizioni della domanda del settore edile italiano ha contribuito all’ennesimo declino dell’acquisto di materiale edile. La quantità degli acquisti è diminuita per il terzo mese consecutivo, e l’attuale periodo di contrazione rappresenta quello più lungo in più di due anni e mezzo. Nonostante la debole domanda di materiale edile, i tempi medi di consegna continuano ad allungarsi, e i dati raccolti hanno sottolineato che tale peggioramento è attribuibile al livello più basso delle giacenze.
Le vendite più basse hanno influenzato le assunzioni, il livello del personale infatti è risultato invariato rispetto a quello di dicembre, quando è stato riportato un crollo.
Allo stesso tempo, le imprese edili italiane sono rimaste ottimiste per quanto riguarda la crescita del carico di lavoro dell’anno prossimo, le previsioni future però sono rimaste generalmente deboli se paragonate alla media degli ultimi anni.
A gennaio, al tasso più veloce da maggio 2018, aumenta l’utilizzo dei subappaltatori. La loro disponibilità però ha continuato a diminuire e, a causa della maggiore domanda rispetto all’offerta, aumentano ulteriormente le loro tariffe. Detto questo, ad inizio anno, peggiora ancora una volta la qualità del lavoro dato in subappalto.

COMMENTO

Annabel Fiddes Principal Economics presso IHS Markit ha affermato: “Ad inizio anno, rallenta la contrazione del settore edile italiano, si riportano infatti declini più deboli dell’attività del sotto settore edile residenziale e non residenziale che controbilanciano la maggiore riduzione dell’ingegneria civile. Conseguentemente, a gennaio l’attività edile totale è diminuita solo minimamente dopo aver riportato a fine 2019 il crollo maggiore in 21 mesi. Detto ciò, il settore ha continuato a riportare vendite più basse, mentre l’ottimismo per l’anno prossimo è risultato piuttosto debole. Considerato ciò, in aggiunta alla minore attività di acquisto ed alla stagnazione del livello occupazionale, gli ultimi dati PMI suggeriscono come il settore continuerà ad avere difficoltà durante l’anno prossimo, a meno che non ci sarà un miglioramento delle condizioni della domanda”.

Redazione

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