Il 70% dei diplomati si iscrivono all’università

 Il 70% dei diplomati si iscrivono all’università

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Il 66,8% dei diplomati si iscrive all’università e opta per un percorso di studi economico-sociale. A un anno dal diploma il 35,5% lavora, in particolare chi è uscito dagli istituti professionali. Chi ha svolto attività di Alternanza scuola-lavoro e stage durante gli studi, ha il 40,6% in più di probabilità di lavorare una volta terminati gli studi.

Il Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, fotografa le scelte compiute dai diplomati alla conclusione della scuola secondaria di secondo grado in termini di performance universitarie e lavorative nell’immediato (a un anno) e in un più lungo periodo (a tre anni).

L’INDAGINE: I NUMERI

Il Rapporto, che ha riguardato quasi 85 mila diplomati del 2017 e del 2015, nello specifico, ha coinvolto oltre 47 mila diplomati del 2017, contattati a un anno dal diploma, e 37 mila diplomati del 2015contattati a tre anni.

VALUTAZIONE DELL’ESPERIENZA SCOLASTICA: A UN ANNO CRESCE LA QUOTA DEGLI STUDENTI CHE CONFERMANO LA LORO SCELTA

La scelta del percorso di scuola secondaria di secondo grado avviene in un momento molto delicato della vita dello studente che raramente ha raggiunto la maturità necessaria per compiere una scelta pienamente consapevole. La famiglia e gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado esercitano dunque un ruolo di fondamentale importanza nella scelta del percorso da compiere. È probabilmente per tali ragioni che alla vigilia della conclusione degli studi il 56,0% dei diplomati del 2017 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, mentre il restante 43,9% compierebbe una scelta diversa: il 23,7% dei diplomati cambierebbe sia scuola sia indirizzo, l’11,6% ripeterebbe il corso ma in un’altra scuola, l’8,6% sceglierebbe un diverso indirizzo nella stessa scuola.

A un anno dal diploma il quadro si modifica leggermente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico compiuto sale al 58,6% degli intervistati. Scende pertanto al 41,3% la percentuale di chi varierebbe, anche se solo parzialmente, la propria scelta: in particolare, il 25,9% dei diplomati cambierebbe sia scuola sia indirizzo, l’8,7% ripeterebbe il medesimo corso ma in un’altra scuola, mentre il 6,7% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola.

I diplomati meno convinti della scelta compiuta a 14 anni risultano quelli degli istituti professionali; tra questi, inoltre, nel corso del primo anno successivo al conseguimento del titolo, si acuisce il malcontento rispetto alla scelta compiuta. I diplomati tecnici e ancora di più i liceali, risultano invece essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta: questo è vero al momento del conseguimento diploma ma, ancor di più, dopo un anno.

AD UN ANNO DAL DIPLOMA QUASI IL 70% PROSEGUE GLI STUDI; IL 20% SI INSERISCE DIRETTAMENTE NEL MERCATO DEL LAVORO

A un anno dal diploma, il 66,8% dei diplomati prosegue la propria formazione ed è iscritto ad un corso di laurea (il 51,1% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,7% frequenta l’università lavorando); il 19,8% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro. La restante quota, infine, si divide tra chi è alla ricerca attiva di un impiego (8,3%) e chi invece, per motivi vari (tra cui formazione non universitaria, motivi personali o l’attesa di chiamata per un lavoro già trovato), non cerca un lavoro (5,1%).A tre anni dal diploma aumenta la quota di occupati: è dedito esclusivamente al lavoro il 24,6% dei diplomati, è impegnato contemporaneamente nello studio e nel lavoro il 20,4% dei diplomati, mentre si dedica esclusivamente agli studi il 46,6% degli intervistati. Limitata dunque la restante parte: il 5,3% è alla ricerca attiva di un impiego, mentre il 3,4% non cerca un lavoro.

Studio o lavoro: le motivazioni della scelta

Tra chi prosegue gli studi con l’iscrizione all’università, la motivazione principale è di natura lavorativa.

(68,2%): il 45,0% dei diplomati intende infatti migliorare le opportunità di trovare lavoro, il 22,1% ritiene che la laurea sia necessaria per trovare lavoro e l’1,1% dichiara di essersi iscritto non avendo trovato alcun impiego. Il 30,2% è spinto invece dal desiderio di potenziare la propria formazione culturale.

La tendenza è confermata all’interno di tutti i tipi di diploma. In particolare, il 49,5% dei tecnici dichiara di essersi iscritto per migliorare le possibilità di trovare lavoro; è il 43,7% per i liceali e 37,1% per i professionali. Per i liceali, più di altri, l’iscrizione all’università viene vissuta come una necessità per accedere al mercato del lavoro (26,2%; è pari al 12,2% per i tecnici e 15,9% per i professionali). Infine, la prosecuzione degli studi è dettata dal desiderio di migliorare la propria formazione per il 41,4% dei professionali, rispetto al 28,1% dei liceali e al 34,1% dei tecnici.

Fra i diplomati che hanno invece terminato con il diploma la propria formazione, il 29,3% indica, come motivo principale della non prosecuzione, la difficoltà di conciliare studio e lavoro. Il 24,8% dichiara invece di non essere interessato a proseguire ulteriormente la formazione, mentre il 13,0% è interessato ad altra formazione. Infine, il 12,9% lamenta motivi economici. Questa tendenza è confermata fra i diplomati tecnici e professionali, anche se con diversa incidenza, mentre tra i liceali si rileva anche una difficoltà all’ingresso all’università: più nel dettaglio, il 17,0% non ha proseguito gli studi perché il corso era a numero chiuso e non è rientrato fra gli ammessi (tale quota scende al 6,5% sia i tra i tecnici che tra i professionali).

Redazione

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