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Il benessere organizzativo come strumento di incentivazione all’engagement

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Riuscire a garantire una cultura del benessere sul posto di lavoro è una sfida sempre più importante per molte organizzazioni. Un ambiente di lavoro sano e stimolante è fondamentale non solo per migliorare la retention dei talenti, ma anche per aumentare il livello di engagement di chi lavora in azienda. Ma qual è il vero valore del benessere nella forza lavoro? Com’è possibile creare un posto di lavoro più produttivo, e come si può creare una strategia di engagement che funzioni al meglio per i dipendenti e per l’azienda?

La forza lavoro è a un punto di svolta. Oggigiorno, l’87% dei lavoratori a livello globale si dichiara non motivato1. Una percentuale altissima. Le implicazioni per le aziende che non capiscono la reale urgenza di adattarsi a questa nuova realtà sono decisamente negative, con costi di turnover stimati tra il 100% e il 300% dello stipendio base originale2.

Oggi il benessere organizzativo è da considerarsi parte integrante della value proposition perché i dipendenti sono al centro delle decisioni strategiche dell’azienda. In una recente indagine, il 95%3 degli intervistati riteneva che la cultura aziendale fosse più importante del compenso nel determinare una scelta lavorativa.

Per comprendere appieno come sono valutati i benefici di una cultura orientata al benessere, è fondamentale cambiare innanzitutto il modo in cui pensiamo alla retribuzione dei dipendenti. Sebbene le macchine per caffè espresso, il calcio balilla e cene aziendali siano ottimi strumenti per sollevare il morale, la cultura aziendale non può essere acquistata. Si tratta, piuttosto, di un investimento a lungo termine che comporta un allineamento a lungo termine che comporta un allineamento tra azienda e dipendenti rispetto a ciò che si ritiene importante. Ciò che è positivo per i dipendenti, lo è anche per gli affari.

Sentiamo spesso dire la frase “le risorse al centro”, è quindi fondamentale investire nel benessere delle persone. Ma cosa significa nel concreto creare benessere per un individuo? Uno degli errori più grandi delle Risorse Umane è proprio quello di considerare il corpo e psiche come due entità separate, e non come un’unica dimensione. Questo concetto di unione è invece fondamentale per far sì che i dipendenti si sentano bene. È necessario fornire loro sia piani utili al sostegno della loro crescita professionale, sia strumenti utili a migliorare il loro stato di salute e a ridurre lo stress a cui sono soggetti quotidianamente.

Intervenire sul benessere aziendale non deve quindi essere una sola dichiarazione di intenti. Ci deve essere una trasformazione dei valori aziendali in comportamenti reali che devono poter incidere e misurare il livello per di engagement delle persone.

Molto spesso le aziende introducono una lunga serie di iniziative per stimolare la motivazione dei dipendenti senza prima comprendere e ascoltare cosa realmente sia per loro necessario. Non si può pensare di sviluppare dei programmi di benessere senza considerare che le priorità delle persone sono diverse, a maggior ragione in questo particolare periodo dove le aziende devono confrontarsi con tre differenti generazioni. Bisogna programmare delle survey per valutare se i programmi implementati dalle Risorse Umane stanno funzionando, se esiste una reale corrispondenza tra ciò che i dipendenti richiedono e ciò che viene offerto.

Un altro errore comune è pensare al benessere organizzativo localizzato solo nelle ore di lavoro o nel contesto dell’ufficio.

La socialità tra i dipendenti al di fuori dell’azienda aiuta a migliorare le dinamiche interne. Un recente studio pubblicato dall’Università di Stoccolma, ha dimostrato che praticare sport con i colleghi fa lavorare meglio, tra vantaggi evidenziati dai ricercatori: maggiore coesione di gruppo, assenteismo ridotto del 22% e produttività in salita di circa il 12%.4

Oggi più che mai, è quindi fondamentale che i professionisti delle risorse umane considerino i dipendenti come investimenti per il successo aziendale. Ciò comporta non solo valutare le loro performance, ma anche premiare i loro sforzi. La strategia vincente è quindi quella che intraprende azioni reali che possono avere un impatto positivo sulla salute, la felicità e la produttività di ogni dipendente, per ottenere un’organizzazione più forte e più competitiva.

 A proposito di Gympass
Gympass è una piattaforma che raccoglie centinaia di soluzioni per incentivare l’attività fisica tra i dipendenti, fornendo l’accesso al più grande network di strutture sportive al mondo. Con oltre 800 attività disponibili in Europa, Stati Uniti e America Latina, il nostro obiettivo è moltiplicare il numero di persone attive fisicamente per avere una popolazione aziendale più sana e più motivata.
Fondata nel 2012, con sede principale a New York e con un team in costante crescita in 30 uffici in tutto il mondo, Gympass ha una mission semplice ma ambiziosa: sconfiggere l’inattività fisica. In Italia, il network è composto da più di 2000 strutture sportive in oltre 700 città.
Gympass è un orgoglioso membro di Europe Active.

1 Fonte – https://www.gallup.com/services/190118/engaged-workplace.aspx

2 Fonte – CNM. (2018). The True Cost of Employee Turnover. Retrieved from: https://

cnmsocal.org/featured/true-cost-of-employee-turnover/ . Accessed

September 5, 2018

3 Fonte – https://talentculture.com/5-ways-build-better-corporate-culture-engage-employees/

4  Fonte https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2018/11/29/fare-sport-con-colleghi-per-lavorare-meglio

 

Redazione

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