Il business plan si fa così

 Il business plan si fa così

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La stesura del business plan è una cosa abbastanza complicata da fare poiché riguarda, a tutti gli effetti, la redazione di un documento che dovrebbe essere la guida per l’azione imprenditoriale nel futuro e che dovrebbe spiegare a terzi cosa vuole fare l’imprenditore nel medio-lungo termine. Questa impostazione si scontra, però, con una certa difficoltà, da parte della nostra classe imprenditoriale, di pianificare in modo puntuale la propria attività nell’ambito di un orizzonte temporale più o meno ampio: alla maggior parte degli imprenditori del nostro Paese, infatti, manca la capacità di identificare alcuni elementi importanti ed essenziali che compongono e rendono credibile un business plan e, di conseguenza, l’azione imprenditoriale.

Solo per fare un esempio che riguarda il marketing, infatti, è possibile citare la classica risposta che viene data quando si pone una domanda come questa ad un imprenditore: “Sai cos’è il marketing?”. Nella stragrande maggioranza dei casi, la risposta è “Certo che lo so! È la pubblicità!!”

Peccato che sia la risposta sbagliata… Il marketing NON è la pubblicità!

Ovviamente, è possibile riscontrare difficoltà ancora maggiori quando si vanno a scandagliare altri aspetti della gestione aziendale e si fanno domande riguardanti la finanza aziendale o il controllo di gestione: non stiamo parlando di cose complesse né di aspetti specifici della gestione finanziaria dell’azienda ma ci riferiamo ad aspetti semplici i quali esplicano i loro effetti direttamente sul portafogli dell’imprenditore: ci riferiamo, per esempio, alla conoscenza di un paio di principi fondamentali della finanza aziendale i quali hanno a che fare con le scadenze temporali degli investimenti e dei finanziamenti. Non è raro, infatti, imbattersi nel bilancio di qualche azienda il quale mette in luce che investimenti di lungo termine (nello specifico: le immobilizzazioni) vengono finanziati con finanziamenti di breve termine (nello specifico: scoperti di Conto Corrente bancario oppure fidi di breve termine).

In questi casi accade una cosa abbastanza semplice: viene invertito il ciclo incassi-pagamenti. Ciò significa che l’imprenditore prima deve pagare i debiti (di breve termine) che ha contratto e solo successivamente può monetizzare le immobilizzazioni che ha in bilancio. Detta ancora più semplicemente, significa che l’imprenditore prima paga e dopo incassa. E, in questi (frequenti) casi, accade una cosa abbastanza semplice da capire: si crea un “buco” di cassa perché l’imprenditore è costretto ad andare da qualche parte a chiedere i soldi per coprire il buco che si è creato a causa dello sfasamento temporale tra debiti da pagare e immobilizzazioni da monetizzare. E quando accadono queste situazioni dove va l’imprenditore a chiedere questi soldi? Esatto! Va in banca…

Il proseguimento del ragionamento dovrebbe essere abbastanza semplice da intuire: si fanno debiti per coprire un “buco” finanziario. Ed è così che le aziende si avvolgono in una spirale finanziaria negativa che le porta, inevitabilmente ed in breve tempo, ad un passo da default.

Basterebbe conoscere l’ABC della cultura finanziaria per capire che quanto appena detto dovrebbe fare parte del minimo bagaglio culturale di un imprenditore.

Quando, poi, ci addentriamo in questioni un pochino più complesse quali potrebbero essere i flussi di cassa, le analisi di performance aziendale, analisi economiche e finanziarie che servono all’imprenditore per capire in che condizioni di salute versa la sua azienda, ecco che cala il buio più totale e aumenta a dismisura il rischio di fare impresa.

Senza proseguire con altri esempi, poiché se ne potrebbero fare davvero tanti, forse è il caso di riflettere su una cosa molto importante: il business plan è la sintesi di tutto quello che l’imprenditore vuole fare nel prossimo futuro e in questo documento devono essere sintetizzati dati economici, finanziari e patrimoniali che servono all’imprenditore per convincere un potenziale finanziatore a concedere all’impresa i finanziamenti di cui ha bisogno per poter operare nel mercato in modo efficiente.

Ecco perché questo documento dovrebbe essere scritto in modo semplice, chiaro, comprensibile ed esaustivo: un potenziale finanziatore vuole sapere nei minimi dettagli a chi deve prestare i suoi soldi e per quale motivo glieli dovrebbe prestare e vuole sapere se l’imprenditore sarà in grado di restituirli nei tempi e nei modi pattuiti. Quando l’imprenditore riesce a dimostrare che è possibile prendere un finanziamento e restituirlo nei tempi e nei modi stabiliti perché l’idea di business “funziona” ed è redditiva, allora il finanziatore avrà tutto l’interesse a prestare i soldi all’imprenditore e far sì che la sua azienda possa spiccare il volo.

Giancarlo Barbarisi
http://www.businessplanvincente.com/

Giancarlo Barbarisi

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