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Il coaching organizzativo

L’executive coaching è diventata un’attività molto diffusa, in particolare nelle aziende di medio/grandi dimensioni. E questa è la buona notizia. La notizia meno buona è che molte delle risorse che hanno fatto un percorso di coaching, lasciano l’azienda che ha finanziato la loro formazione, in quanto non si riconoscono più nel team con il quale lavorano. Quando si inizia a comprendere e a sviluppare il proprio potenziale, si cercano conferme e corrispondenze nel proprio ambiente lavorativo e, se non le si trovano, si cercano nuovi contesti nei quali mettere a frutto la propria crescita. Per non vanificare i propri investimenti e trattenere le migliori risorse, può essere utile considerare l’opportunità del coaching organizzativo. Il coaching organizzativo coinvolge più team aziendali, compreso il management team o leadership team. Si cerca di rappresentare tutti i livelli gerarchici, per promuovere il senso della trasparenza e contribuire a sviluppare obiettivi collettivi. Tra i principali obiettivi sui quali lavorare si segnalano:

  • Implementare procedure e processi di confronto intra/inter team;
  • Apprendere e implementare una metodologia di conduzione dei meeting efficace che consenta di prendere decisioni chiare e definite;
  • Implementare un puntuale sistema di follow-up, con criteri di misurazione delle performance intermedie e finali;
  • sviluppare sistemi di tracciamento della realizzazione di piani e programmi;
  • garantire un corretto flusso di informazioni;
  • sviluppare il concetto di lavoro trasversale, consentendo maggiore coinvolgimento, iniziativa e responsabilizzazione.

I benefici?

  • Riunioni più brevi, meno frequenti e (molto) più efficaci;
  • evoluzione tangibile della qualità della gestione dell’organizzazione;
  • diffusione di una cultura della leadership improntata al concreto raggiungimento degli obiettivi comuni e condivisi;
  • aumento significativo dei risultati operativi, grazie al lavoro di team trasversali e di rete, con un maggiore coinvolgimento dei quadri intermedi e di alcuni settori operativi.

Quasi in modo virale, questi cambiamenti nei processi di gestione ed organizzazione dei meeting modificheranno gradualmente le interfacce e le relazioni professionali dell’intera organizzazione. In genere, il processo di coaching organizzativo si àncora alla realtà operativa corrente di ciascuna organizzazione e di ogni team, per ampliarne gradatamente la prospettiva generale, inquadrandola nelle strategie definite. Ciò potrebbe riguardare, per esempio:

  • la preparazione di un importante processo di ristrutturazione;
  • l’avvio di una fusione o acquisizione;
  • l’aumento dei risultati operativi;
  • l’abbreviamento del time-to-market;
  • la modifica del modello di business;
  • l’aumento della qualità misurabile di prodotti o servizi;
  • l’aumento della soddisfazione del cliente.

Durante un processo di coaching organizzativo, tutti questi esempi di obiettivi strategico/operativi vengono raggiunti imparando a implementare processi più efficaci. Ogni team progetta autonomamente i propri piani d’azione, con sistemi di tracciamento, scadenze e impegni scritti, sviluppando così le proprie finalità. Alla fine del lavoro, si avrà un elenco completo degli impegni di ogni singolo team e dell’intero sistema. Il coordinamento critico del lavoro dei team consentirà al top management di attivare un’implementazione misurabile dei processi, riflettendo perfettamente le strategie dell’azienda e le loro pratiche applicazioni operative.

Giuseppe Andò

Giuseppe Andò

C-level, Executive, Team & Career Coach. Associate Coach Marshall Goldsmith Stakeholder Centered Coaching. Member of Board EMCC Italia (European Mentoring & Coaching Council).

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