Il contribuente può fare appello se la condanna alle spese del fisco è irrisoria

 Il contribuente può fare appello se la condanna alle spese del fisco è irrisoria

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Se le ragioni del contribuente vengono accolte dai giudici, il Fisco deve essere condannato a pagare le spese legali. Inoltre, l’importo della condanna non può essere irrisorio ma, bensì, proporzionato al valore della causa e all’attività svolta dal difensore del contribuente.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania (sentenza 4424/14/18 depositata il 10/05/2018, Presidente e Relat. Dott. Arturo Cortese; liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sez. Documenti), la quale ha avuto modo di pronunciarsi in merito all’appello proposto da un contribuente a una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli.

I giudici di primo grado, infatti, pur accogliendo il ricorso del contribuente che chiedeva l’annullamento di un atto esattoriale illegittimo, condannava il concessionario della riscossione al pagamento di una somma modesta a titolo di spese legali (si consideri che il valore dell’atto impugnato ammontava a oltre 3.500.000,00 di euro mentre la condanna alle spese era stata quantificata dai giudici in euro 400,00 più accessori).

Ebbene, sul punto i giudici d’appello hanno chiarito che “è, invero, palese l’assoluta inadeguatezza delle spese liquidate dal primo giudice in riferimento al valore della causa e all’impegno profuso dal difensore del contribuente. Occorre, quindi, procedere a una nuova liquidazione legittima”.

Tale pronuncia dunque non può che essere accolta con favore dai contribuenti proprio perché mira al principio della cd. “parità delle armi” tra Fisco e contribuenti.

Avv. Matteo Sances
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO SANCES collabora con "Il giornale delle pmi" commentando sentenze in materia tributaria e bancaria.

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