Il credito d’imposta per le imprese del turismo

 Il credito d’imposta per le imprese del turismo

turismo-2

[dropcap]S[/dropcap]ulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23.3.2015 è stato pubblicato il Decreto 12.2.15 del Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo, intitolato “Disposizioni applicative per  l’attribuzione  del  credito  d’imposta agli esercizi ricettivi, agenzie di viaggi e tour operator”. Si tratta del decreto che individua le disposizioni applicative per il credito d’imposta previsto dal Decreto – Legge 31.5.14 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29.7.14 n. 106.

In sintesi gli aspetti principali della misura in oggetto.

Ai fini della individuazione dei soggetti beneficiari di tale credito d’imposta il decreto dispone quanto segue:
a) per «esercizio ricettivo singolo»  si  intende  la  struttura, organizzata in forma  imprenditoriale, riconducibile  alle  seguenti tipologie:

1) struttura  alberghiera:  struttura  aperta  al  pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che  fornisce  alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate  in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno  di  sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture  alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali;
2) struttura extra-alberghiera: affittacamere; ostelli  per  la gioventù; case e  appartamenti  per  vacanze;  residence;  case  per ferie; bed  and  breakfast;  rifugi  montani,  nonché  le  strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali;

b) per «esercizio ricettivo aggregato con servizi extra-ricettivi o ancillari», si intende l’aggregazione, nella forma  del  consorzio, delle reti d’impresa, delle ATI e organismi o enti  similari,  di  un esercizio ricettivo singolo, come  definito  nella  lettera  a),  con soggetti che forniscano servizi accessori  alla  ricettività,  quali
ristorazione, trasporto, prenotazione, promozione, commercializzazione, accoglienza turistica e attività analoghe;
c) per «agenzie di viaggio e tour operator», si intendono  quelle che applicano lo studio di settore approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2012, e successive modificazioni, citato in premessa, e che  risultino  appartenenti  al cluster 10 – Agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming, o al cluster 11 – Agenzie specializzate in turismo incoming, di cui all’allegato 15 annesso al predetto decreto.

I predetti esercizi ricettivi di cui al comma 1 del presente articolo possono beneficiare del credito d’imposta di cui in premessa sempre che svolgano in via non occasionale le attività di cui alla divisione 55 (alloggio) della classificazione delle attività economiche ATECO 2007. Rimane fermo, nel caso di cui al comma 1, lettera b), che destinatario dell’agevolazione fiscale è l’esercizio ricettivo singolo componente l’aggregazione.

Agli esercizi ricettivi e alle agenzie di viaggi e tour operator, come rispettivamente definiti qui sopra, è riconosciuto, per gli anni 2014, 2015 e 2016 un credito d’imposta nella misura del trenta per cento dei costi sostenuti per gli investimenti e attività di sviluppo indicate all’art. 9, comma 2, del decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2014, con esclusione dei costi relativi alla intermediazione commerciale. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. L’agevolazione è concessa a ciascuna impresa nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, e comunque fino all’importo massimo complessivo di 12.500 euro nei  tre anni d’imposta, nonché fino all’esaurimento dell’importo massimo  di cui al comma  5  dell’art.  9  del  decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni dalla legge n. 106 del 2014.

Il credito di imposta in discorso è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale.

Ai fini della determinazione del credito  d’imposta di cui al presente decreto, sono considerate eleggibili le seguenti spese,  ove effettivamente sostenute ai sensi di quanto infra:
a) con riferimento alle spese per impianti wi-fi, eleggibili a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un  servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download: acquisto e installazione di modem/router; dotazione hardware per la ricezione del servizio  mobile  (antenne  terrestri, parabole, ripetitori di segnale);
b) con riferimento alle spese per siti web ottimizzati per il sistema mobile: acquisto di software e applicazioni;
c) con riferimento alle spese per programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione tra servizi ricettivi ed extra-ricettivi: acquisto software; acquisto hardware (server, hard disk);
d) con riferimento alle spese per spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio: contratto di fornitura spazi web e pubblicità on-line;
e) con riferimento alle spese per servizi di  consulenza  per  la comunicazione e il marketing digitale: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi;
f) con riferimento alle spese per strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi; acquisto di software;
g) con riferimento alle spese per servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi (docenze e tutoraggio).

Le singole voci di spesa (“di cui al comma 2”) sono eleggibili, ciascuna, nella misura del 100%. L’importo totale delle spese eleggibili è, in ogni caso, limitato alla somma di 41.666 euro per ciascun soggetto ammesso al beneficio, che, di conseguenza, potrà usufruire di un credito d’imposta complessivo massimo pari a 2.500 euro.
Le spese si considerano effettivamente sostenute secondo quanto previsto dall’art. 109 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, recante il Testo unico delle imposte sui redditi. L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti
http://www.leggiecontratti.it/

Studio Legale e Tributario Garaffa e Manenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.