Il fashion made in Italy? Si venderà on line

 Il fashion made in Italy? Si venderà on line

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[dropcap]L’[/dropcap]Internet economy sta cambiando rapidamente le “regole del gioco” nel mondo del retail. Sul Web si trova di tutto e anche realtà aziendali di non grandi dimensioni possono riuscire ad approcciare mercati un tempo irraggiungibili (vedi l’articolo Le pmi italiane e il bazaar della Rete).

A dispetto di alcuni pregiudizi iniziali (l’acquirente non comprerà mai un capo di abbigliamento senza provarlo, l’esperienza “tattile” è fondamentale nella scelta del vestiario ecc.), il mondo del fashion si è dimostrato altamente compatibile con quello dell’e-commerce, come dimostra anche il successo dello shop on line Zalando.

Il colosso dell’e-commerce europeo
Oggi comprare su Internet un vestito o un paio di scarpe è un’esperienza normalissima per milioni di persone, ma qualche anno fa chi pensava di fare fortuna con una piattaforma di e-commerce dedicata all’abbigliamento era visto come un visionario.

È quello che molti devono avere pensato di David Schneider e Robert Gentz, due tedeschi oggi poco più che trentenni che nel 2008 hanno creato Zalando. Pur nata e cresciuta durante gli anni della crisi, l’azienda, che ha sede a Berlino, è cresciuta fino a diventare un colosso dell’e-commerce che oggi, dopo il debutto alla Borsa di Francoforte, vale cinque miliardi di euro.

Per dare un’idea delle dimensioni della piattaforma di e-commerce, bastano alcune cifre: 1,55 miliardi di euro di ricavi nei primi mesi del 2014 (a fronte degli 1,2 miliardi dello stesso periodo 2013); 322 milioni di visite registrate dal sito nel terzo trimestre 2014; 5000 dipendenti; circa 14 milioni di clienti attivi.

Quali sono i segreti di un successo così travolgente?

A fondamento della riuscita di un’operazione potenzialmente rischiosa come quella tentata da Zalando c’è un’intuizione semplice ma decisiva: per vincere la diffidenza dei clienti, è stata data la possibilità di restituire i capi senza costi aggiuntivi di spedizione. Entro 100 giorni dall’acquisto, qualora l’articolo scelto non gli piacesse più o si fosse verificato qualche problema, il cliente può rispedire gratuitamente al mittente il capo acquistato.

Se questa politica dei resi ha permesso di superare le iniziali diffidenze, decisive per il successo dello store online sono state le energie profuse nella cosiddetta “consumer care”: dall’interpretazione dei big data per personalizzare l’esperienza del consumatore sul sito, allo sfruttamento di un modello di supply chain efficientissimo, fino alle campagne promozionali creative (la più recente è quella dei Life Hacks, video tutorial con i quali Zalando spiega ai clienti i trucchi del mondo della moda, tipo come fare il nodo alla cravatta ).

Ovviamente, i servizi di Zalando possono essere fruiti anche da device mobili. Il mobile, anzi, sta diventando sempre più importante per il gigante europeo dell’e-commerce, tanto che la quota di traffico generata nel terzo trimestre del 2014 da smartphone e tablet è stata pari al 43% con 5,1 milioni di download dell’apposita app.

Un’offerta differenziata
Il gruppo Zalando ha una vocazione fortemente europea e già oggi il 50% delle vendite si realizzano fuori dalla Germania. Il colosso dell’e-commerce fondato da Gentz e Schneider è presente in Germania, Austria, Paesi Bassi, Francia, Italia, Uk, Svizzera, Svezia, Belgio, Spagna, Danimarca, Finlandia, Polonia e Norvegia.

Ma come si fa a vendere vestiti in Paesi così differenti tra di loro, venendo incontro ai gusti di una clientela eterogenea? Zalando adatta le caratteristiche della propria offerta alle specificità dei vari mercati, non soltanto in termini di prodotto (sul sito italiano di Zalando, ad esempio, si trovano i capi di brand “locali” che incontrano il gusto dei clienti del nostro Paese), ma anche in termini di servizio.

In Italia (un mercato in crescita che ha raggiunto nel gennaio 2014 il milione di clienti, con un aumento del 104% rispetto all’anno precedente), ad esempio, il gruppo tedesco propone ai propri clienti la possibilità di pagare alla consegna i capi acquistati, un’opzione che in Germania non si usa più dagli anni 80, ma che è ancora indispensabile in un Paese come il nostro in cui venti milioni di persone non hanno un conto corrente.

E in futuro cosa riserverà Zalando ai suoi clienti? Nell’ottica di un investimento sempre più spinto sul mobile, Zalando sta testando la funzione “ricerca immagine” della sua app, attraverso la quale i potenziali acquirenti potranno scattare con il proprio smartphone una foto a un capo di abbigliamento e ricercarne uno simile sul sito di Zalando.

Meraviglie della tecnica per convincere sempre più clienti dei vantaggi dello shopping on line.

Redazione

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