Il Flash PMI sull’Eurozona indica un leggero recupero con uno slancio di fine anno

 Il Flash PMI sull’Eurozona indica un leggero recupero con uno slancio di fine anno

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[dropcap]L[/dropcap]e attività dell’Eurozona di dicembre hanno mostrato un tasso di crescita leggermente più rapido, ma il ritmo di espansione è risultato ancora tra i più deboli dell’anno in corso. Rispetto al valore minimo su 16 mesi di 51.1 dello scorso novembre, il PMI® Markit dell’Eurozona di dicembre è salito a 51.7, indicando un modesto rialzo del tasso di crescita. Tuttavia questo valore è stato il secondo più basso dell’anno non riuscendo ad evitare che il valore medio dell’ultimo trimestre scendesse ai minimi dal terzo trimestre 2013.

Il tasso di espansione è rimasto debole sia nel manifatturiero che nel terziario. Ciononostante, se la crescita della produzione delle fabbriche è risultata invariata rispetto a novembre, il settore terziario ha indicato un leggero rialzo del tasso di crescita delle attività.

Ancora una volta la debolezza si è mostrata particolarmente evidente nei paesi chiave. L’attività delle aziende tedesche ha indicato l’aumento minore da giugno 2013, mentre in Francia ha subìto un calo per l’ottavo mese consecutivo, anche se è stato il minore negli ultimi quattro mesi.

Fuori il confine franco-tedesco, l’attività è aumentata mediamente al tasso più rapido degli ultimi cinque mesi.

L’indagine ha messo in luce un incremento della domanda, con un rialzo del flusso di nuovi ordini dopo la flessione avutasi a novembre. L’aumento è stato tuttavia solo marginale con deboli ritmi di espansione riscontrati sia nel manifatturiero che nel terziario. Se la Francia ha assistito al primo, anche se marginale, incremento dei nuovi ordini degli ultimi quattro mesi, le industrie tedesche hanno segnato il secondo calo mensile consecutivo. In altri paesi, la crescita generale dei nuovi ordini ha accelerato fino a toccare valori record su cinque mesi.

Sulla scia della modesta ripresa dei nuovi ordini, l’occupazione è aumentata al record su cinque mesi, indicando però un ritmo generale di crescita ancora debole, visti sia i tagli agli organici di nuovo registrati in Francia, che il rallentamento registrato in Germania dove il tasso di crescita ha toccato il valore minimo da agosto. Notizie migliori sono però giunte dal resto dell’Eurozona, dove l’indagine ha riscontrato il più cospicuo aumento occupazionale mensile da novembre 2007.

La media dei prezzi di vendita è diminuita per il trentatreesimo mese consecutivo, seppure il tasso di contrazione sia rallentato ai minimi su tre mesi, sia nel manifatturiero che nel terziario. Il decremento dei prezzi si è manifestato mediamente in Germania, Francia e nelle altre nazioni dell’Eurozona.

Nel settore manifatturiero, l’abbassamento del prezzo del petrolio e di altre materie prime ha contribuito a mantenere bassi i prezzi di acquisto, segnando un record di contrazione su otto mesi. Il costo inferiore del carburante ha anch’esso generato il minore aumento complessivo dei costi del terziario dal 2010. In generale, i prezzi di acquisto sono aumentati al tasso più lento su otto mesi. Per la prima volta in un anno e mezzo, i costi gestionali tedeschi sono diminuiti, e nel resto dell’Eurozona il tasso di crescita è mediamente rallentato. In Francia l’Inflazione dei prezzi di acquisto è leggermente accelerata fino ai massimi su quattro mesi.

Volgendo lo sguardo in avanti, le aspettative del settore terziario per il prossimo anno hanno subìto una flessione rispetto al record su quattro mesi toccato a novembre, scendendo nettamente al di sotto dei valori visti nei primi mesi dell’anno. Nel settore manifatturiero, la visione lungimirante del livello delle giacenze ha dato impulso ai nuovi ordini toccando un record su quattro mesi, mantenendosi tuttavia su un tenore moderato.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «L’Eurozona ha assistito a dicembre ad una crescita delle attività leggermente più rapida, anche se ha concluso l’anno alquanto sotto tono piuttosto che con una marcia in più. Restano preoccupanti le performance deboli registrate nei paesi principali di Francia e Germania. L’aumento registrato è risultato il secondo più basso durante l’ultimo anno, e questo suggerisce come l’economia dell’area dell’euro sia cresciuta solo dello 0.1% nel quarto trimestre. Cresce l’attività al tasso più debole in un anno e mezzo in Germania, mentre continua a contrarsi in Francia. La spinta al rialzo è stata quindi guidata dal resto della regione, dove la crescita ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque mesi, portando quindi i paesi ‘periferici’ a registrare il miglior anno mai registrato dal 2007. Nel frattempo si sono ridotte le pressioni inflazionistiche, ampiamente attribuibile al calo del prezzo del petrolio. Aumentano leggermente i costi di gestione, mentre continuano a diminuire i prezzi alla vendita. Da una parte l’aumento del PMI supporta la teoria che gli stimoli della BCE stanno iniziando a generare gli effetti previsti, e che è necessario più tempo per poter giudicare l’impatto delle misure in atto. Dall’altra però il tasso di crescita piuttosto deludente, in particolare le debolezze registrate in Germania e Francia, aumenterà la necessità di stimoli aggiuntivi da introdurre senza ulteriori ritardi».

Redazione

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