Il Fondo Italiano di Investimento: un’opportunità per le pmi

 Il Fondo Italiano di Investimento: un’opportunità per le pmi

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[dropcap]I[/dropcap]l 17 Luglio 2014 si è tenuto a Milano l’incontro del ciclo Breakfast & finance del Canova Club Milano dal titolo “La collaborazione Pubblico-Privata nel capitale di rischio. Il Fondo Italiano di Investimento: attività realizzate e prospettive future”. A fronte della partecipazione all’evento, ci fa piacere condividere con i lettori alcuni spunti emersi nel corso del convegno, particolarmente affini ai temi cui BLB Studio Legale si interessa. In particolare, in tempi recenti il Fondo Italiano d’Investimento ha rivolto la propria attenzione, e successivamente i suoi fondi, verso il mondo Start-Up. Inoltre, tra i partner di Progetto101, la società costituita dal Fondo Italiano d’Investimento come “acceleratore” di Start-Up, figura l’Associazione Italia Start-Up, di cui BLB è membro e sostiene l’attività.

Speaker del convegno era Gabriele Cappellini, Amministratore Delegato di Fondo Italiano d’Investimento S.p.A. fin dalla sua costituzione nel 2010; nel suo intervento, il relatore si è soffermato in particolare sulla storia del Fondo Italiano d’Investimento e sulla sua mission operativa. Il Fondo è stato costituito nel 2010 su iniziativa e con la collaborazione del Ministero del Tesoro ed è partecipato dallo stesso Ministro, da Banche Private, dall’Abi, da Cassa Depositi e Prestiti e da Confindustria; esso ha una dotazione patrimoniale di 1.200.000.000 €, sottoscritti da quattro banche private, dall’istituto Italiano delle Banche Popolari e da Cassa Depositi e Prestiti.

Esso è nato con l’obiettivo di fornire alle imprese italiane di piccole e medie dimensioni, tramite investimenti diretti o indiretti nel capitale di rischio, un sostegno finanziario nell’ambito di operazioni di “expansion capital”, finalizzate a finanziare lo sviluppo di imprese già avviate, anche tramite acquisizioni. Il Fondo nasce come progetto istituzionale, dove il settore pubblico e quello privato hanno deciso di condividere insieme obiettivi e modalità operative. Gli obiettivi perseguiti sono:

  • realizzare un ritorno adeguato del capitale investito (obiettivo tradizionale del private equity);
  • stimolare e sostenere la capitalizzazione, l’aggregazione e l’internazionalizzazione dell’impresa italiana di minori dimensioni (obiettivo di politica economica).

Per quanto concerne gli investimenti diretti, il Fondo investe in imprese con un fatturato indicativamente compreso tra 10 e 250 milioni di euro. Esso investe in prevalenza in posizioni di minoranza, per rispettare ruolo e responsabilità dell’imprenditore senza prefissare un rendimento minimo obiettivo per singolo investimento. In coerenza con le finalità, gli investimenti verranno effettuati con forme che assicurino che il capitale messo a disposizione serva a finanziare lo sviluppo dell’impresa, limitando lo smobilizzo delle partecipazioni da parte dei soci. Il Fondo, ad oggi, ha messo in atto 37 operazioni rivolte a 30 imprese, con un investimento medio di 10 milioni di euro per impresa e acquisendo una partecipazione media del 20% (vi sono però casi in cui si supera il 40%). L’attività di investimento diretto ha restituito ottimi risultati (nonostante vi siano stati casi di default, dovuti principalmente a investimenti sbagliati) e ha già provveduto a dismettere le partecipazioni in 4 imprese.

Il Fondo contemporaneamente effettua operazioni di investimento indiretto – “fondo di fondi” – in strumenti finanziari non quotati rappresentativi di quote di fondi di private equity (OICR) o di società finanziarie ex artt. 106 e 107 TUB (anche di nuova costituzione) con vocazione in prevalenza territoriale. L’ammontare massimo di investimento del Fondo non potrà superare il 50% del commitment di ciascun Fondo o società finanziaria.

Tra le operazioni originariamente vietate per Regolamento al Fondo vi erano gli investimenti in Start-up; tuttavia, l’espansione del fenomeno ha portato a rivedere tale restrizione, quanto meno con riguardo agli investimenti indiretti. In particolare, sono state individuate tre aree verso cui indirizzare investimenti: IT&Media, Biomedics e Meccanica-Robotica. Nel settore IT&Media il Fondo si è già fatto promotore di un’importante iniziativa, che ha preso il nome di Progetto101.

Progetto101 è il nome di una società di venture capital creata, su iniziativa del Fondo, aggregando circa 20 tra i maggiori incubatori italiani di Start-up del settore IT&Media, la quale investe su società italiane che sfruttano le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale e che siano animate da imprenditori capaci e ambiziosi. Progetto101 è, agli occhi del Fondo Italiano d’Investimento, a sua volta trattata come fondo in cui investire (si rientra nello schema degli investimenti indiretti “fondo-di-fondi”) e fornisce la possibilità di iniettare capitali anche nel settore Start-up.

Il progetto più recente, tuttora in fase di sviluppo, del Fondo Italiano d’Investimento si focalizza invece sul mercato di capitali di debito per le piccole e medie imprese. Tradizionalmente, il mercato dell’offerta di capitali per le pmi era formato unicamente dalle banche, le quali però, sempre più spesso a fronte della crisi finanziaria negano la concessione di tali fondi. Si è pertanto andata diffondendo l’idea dell’opportunità di sviluppare un vero e proprio mercato di capitali per le pmi e tale compito è stato affidato al Fondo Italiano d’Investimento.

L’intervento ha assunto una duplice natura: innanzitutto, sono stati ideati ed è iniziato il lancio di mini-bond per il finanziamento delle pmi. È stato poi creato un fondo-di-fondi, che opererà come finanziatore di capitale di debito per le pmi, raccogliendo a sua volta fondi (oltre che dal Fondo Italiano d’Investimento) dal settore assicurativo e previdenziale e dai Fondi Pensione.

Chiara Novelli
BLB Studio Legale

LINK UTILI
Fondo Italiano D’Investimento: http://www.fondoitaliano.it/index.shtml
Progetto 101: http://www.p101.it/it

Chiara Novelli

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