Il futuro dell’edilizia italiana? È all’estero

 Il futuro dell’edilizia italiana? È all’estero

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[dropcap]L’[/dropcap]internazionalizzazione d’impresa si sta rivelando la più importante via d’uscita dalla fase recessiva per uno dei settori più colpiti dalla crisi a livello nazionale, quello edile. Lo rivela un rapporto presentato in queste settimane dall’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (circa 20 mila aziende aderenti), segnalando che il fatturato prodotto all’estero dalle imprese italiane si è più che triplicato in meno di 10 anni (dai 3 miliardi del 2004 ai 9,5 del 2013). Si sta assistendo, per molte aziende, a una vera e propria sostituzione tra le attività nazionali e quelle internazionali. Se nel 2004 il fatturato prodotto in Italia rappresentava il 70% mentre quello estero pesava poco più del 30%, oggi la situazione è quasi ribaltata: 60,1% fatturato estero, meno del 40% fatturato prodotto nel mercato interno.

A fine 2013 le aziende italiane erano presenti in 87 paesi, di cui 8 di nuova acquisizione, e impegnate in 797 commesse, per un controvalore di oltre 70 miliardi di euro. Nelle 87 aree oggetto d’investimento rientrano ben 20 Paesi Ocse, 15 Paesi appartenenti al G-20 e tutti e 4 i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). L’America meridionale è attualmente l’area in cui si concentra il maggior importo dei lavori (24,7%), con il Venezuela che risulta essere la “piazza” più importante per le imprese italiane, grazie ad importanti commesse infrastrutturali ottenute negli anni passati.

E la vecchia Europa? Qui in fatto di internazionalizzazione d’impresa spicca la Svizzera, dove a fine 2013 le imprese edili italiane erano impegnate in commesse per 2 miliardi e 917 milioni di euro, un’enormità tenendo conto delle dimensioni del paese (in Russia le nostre imprese avevano in corso commesse per 2 miliardi 917 milioni e negli Stati Uniti per 2 miliardi 244 milioni). In Svizzera sempre a fine 2013 i costruttori italiani erano impegnati in 32 cantieri e nel corso di quello stesso anno erano state acquisite 13 nuove commesse, il numero più alto in ambito europeo (seguivano la Russia con 12 e la Francia con 8). L’edilizia in Svizzera è in una fase di espansione e gli esperti di Bakbasel, il più accreditato istituto indipendente di ricerca, hanno già definito il 2014 un anno record stimando che si concluderà con un +4,2% di investimenti nel settore. Pur con qualche assestamento, si prevede che il comparto edile continuerà a tirare anche nel medio e lungo termine.

Roberto Gorini
Amministratore Delegato di OSM Network Sa

Roberto Gorini

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