Il lavoro di gruppo: le sfide e le opportunità

 Il lavoro di gruppo: le sfide e le opportunità

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[dropcap]I[/dropcap]l lavoro di gruppo favorisce la crescita delle aziende e delle persone che in essa vi lavorano. Tutti ne parlano positivamente, ma non sempre è così semplice e facile condividere le decisioni e gli obiettivi. Un gruppo è vincente quando: si collabora, si coopera, si condivide e  si convince (io le chiamo le 4C del lavoro di gruppo). In una società come quella attuale che opera fortemente orientata a valorizzare le professionalità e i team (si pensi ad esempio al project management) il lavoro di gruppo è quello che permette di fare emergere in modo naturale, e con un vantaggio condiviso da tutti soluzioni anche creative che non si sarebbero identificate senza la forza del pensiero di gruppo, competenze e abilità degli individui. Alla base del lavoro i gruppo vi devono essere delle caratteristiche ben specifiche:

  • pazienza;
  • ascolto;
  • comunicazione;
  • organizzazione;
  • visione.

Nel nuovo corso professionale di ogni singolo individuo vi è la consapevolezza che il lavoro individuale nel senso proprio del termine è oramai una modalità superata (anche i professional e i liberi professionisti operano in team); siamo legati da una fitta rete di relazione che porta a generare valore aggiunto per ogni cosa che siamo chiamati a svolgere e se sappiano lavorare in gruppo, la rete genera risultati positivi. Il rispetto della programmazione, dei tempi di lavoro e della qualità del lavoro sono fattori imprescindibili che caratterizzano il lavoro di gruppo.
Il concetto di team arricchisce chi lo applica e permette di operare con maggiore efficacia ed efficienza. Da alcune definizioni prese dai guru dell’organizzazione aziendale si comprendono i numerosi vantaggi e le sfide che permette di superare.
Daft (1994) definisce il lavoro di gruppo come un’attività organizzata con due o più persone che hanno come compito quello di svolgere un lavoro e per realizzarlo interagiscono e si coordinano. Nella definizione di Pilati, Tosi (2008) si identifica un ulteriore fattore distintivo: le persone fra loro dipendono anche reciprocamente le une dalle altre con l’obiettivo di raggiungere lo scopo comune. M. Osnaghi (2012) aggiunge un ulteriore elemento: le persone attraverso il lavoro di gruppo si impegnano, condividono e allineano i risultati.
Da queste definizioni si intuisce che gli individui sono il pilastro che decreta il successo o l’insuccesso del lavoro di gruppo in funzione della flessibilità e dinamicità con cui si costruisce il percorso migliore per giungere a un risultato ottimale e lo si arricchisce strada facendo.
Il lavoro di gruppo migliora le persone, le coinvolge e non le isola, è fonte di apprendimento e da senso al fare in azienda.
Fortunatamente ora nelle università tutti gli studenti svolgono numerosi lavori in team che sono alla base dell’esercizio che poi permetterà una volta assunti in azienda di aver sviluppato quelle skills che permettono la creazione di quel vantaggio tanto auspicato nel lavoro di gruppo. Anche all’interno delle scuole di management i lavori di gruppi si moltiplicano proprio per favorire la pratica e rendere i gruppi di lavoro maggiormente coesi e sperimentare le abilità per cooperare e convincere e perseguire gli obiettivi prefissati.
Tuttavia ci sono ancora differenti personalità e professionalità che non riconoscono nel lavoro di gruppo il valore aggiunto che è in grado di creare dove il limite è dato dall’individualità e l’incapacità di integrarsi nei team.
Da varie ricerche che sono stata compiute a parole tutti magnificano la pratica del lavoro dii gruppo, nella pratica spesso causa stress, tensioni e conflitti fra le persone che possono essere superati avendo chiaro il focus da raggiungere e mettendo da parte le “individualità” a favore del “gruppo”. Tutto questo matura perché è il risultato della resilienza, della capacità delle persone di essere incoraggiate ad andare avanti, ma anche quella di saper cogliere le sfide, saper assumere le responsabilità e saperle anche riconoscerle ed affrontarle, essere motivati e fare appello alla propria automotivazione.

Le sfide
Quali sono le sfide da cogliere? Il lavoro di gruppo è sfidante perché permette di superarle e passare da un approccio esecutivo verso un approccio cooperativo.
Il lavoro di gruppo genera quella sana e positiva competizione tra le persone, le rende più creative e generose. All’interno dei gruppi si crea positività, altruismo. Certamente questo avviene quando i gruppi sono vincenti e creativi, nel senso che creano e non distruggono qualità, alimentano il senso di appartenenza e condividono anche eventuali diversità di orientamento e opinione.

Le riunioni periodiche
Una delle modalità che favoriscono il lavoro di gruppo sono le riunioni, che devono essere snelle, veloci e devono convocare tutti coloro che sono coinvolti in un progetto o fanno parte del team. Ciò serve per fare il punto della situazione, ma serve anche per essere allineati su specifiche questioni, condividere o convincere gli altri per raggiungere specifici risultati.
Il lavoro di gruppo passa anche attraverso le decisioni che si devono assumere avendo chiaro il focus di riferimento.,
Le riunioni non devono essere perditempo o talmente lunghe dove cellulari e tablet distraggono perché l’operatività richiede interventi tempestivi. Nelle “riunioni fiume” (altamente improduttive), e con tanti partecipanti, le distrazioni sono numerose e spesso non si perviene ad alcuna decisione (sono anche le riunioni meeting) e ogni partecipante è stato distratto da talmente tante situazioni che una gestione più snella avrebbe evitato il risultato improduttivo.
Un esercizio interessante alla fine di una riunione è quella di cogliere il feedback delle opportunità che sono emerse dall’incontro e il vantaggio generato nel lavoro quotidiano di ogni persona e che è emerso dalla riunione stessa.

Le opportunità
Le opportunità del lavoro di gruppo vanno ricercate nelle skills delle persone che vogliono raggiungere risultati di livello superiore. La tecnologia favorisce il lavoro di gruppo: permette l’allineamento e la condivisione delle informazioni in un modo molto più veloce rispetto al passato dove si utilizzavano le chiamate al telefono fisso, poi al cellulare. Le email, aiutano se scritte in modo chiaro preciso (sono da evitare quelle dove tra “rispondi a tutti” e “inoltra” ripetuti diventano chilometriche e la confusione regna sovrana).
Si immagina sempre che i gruppi necessariamente devono essere di grandi dimensioni, composti da un numero ampio di individui che lavorano insieme, nella pratica i gruppi generalmente comprendono circa una decina di persone e sono quelli che sono in grado di fornire i risultati migliori: raggiungono gli obiettivi, si basano su una positiva autostima, il senso di potere si esprime attraverso l’autorevolezza e la leadership stessa è più coinvolgente pervadendo tutto il gruppo e generando un senso all’esercizio e alla pratica del lavoro in team.

Conclusioni
All’interno dei team vi è l’esigenza di gestire i conflitti e integrare le individualità, che in alcune circostanze sono elevate. Alcune individualità sono incapaci a contribuire alla prosperità del lavoro del gruppo, tuttavia condividere la scelta finale all’interno del lavoro di gruppo è una abilità riconosciuta. Alcuni manager riconoscono che il lavoro di gruppo genera una molteplicità di idee a volte contrastanti a volte condivisibili, ma che diversamente non sarebbero emerse se non si fosse creata la dinamica positiva di ascoltare, comunicare, essere organizzatati, esercitare la pazienza e avere una elevata visione.

Teresa Tardia
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