Il Ministro Guidi al Consiglio Competitività di Atene: «Dobbiamo avviare il Rinascimento industriale dell’Europa»

 Il Ministro Guidi al Consiglio Competitività di Atene: «Dobbiamo avviare il Rinascimento industriale dell’Europa»

Federica-Guidi

[dropcap]I[/dropcap]l Consiglio informale Competitività, tenutosi ieri ad Atene, ha segnato il passaggio di testimone con la Presidenza greca in materia di politica industriale e rilancio della competitività delle imprese manifatturiere europee.

«Ad Atene – ha commentato il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi –  ho sottolineato le priorità strategiche del Semestre di Presidenza italiano ormai alle porte: dobbiamo avviare un vero e proprio Rinascimento industriale, in grado di invertire la tendenza alla riduzione della quota del manifatturiero in Europa, scesa negli ultimi anni al 14 per cento del PIL continentale, e che ci è costata la scomparsa di interi settori produttivi e la perdita  e di oltre 3 milioni di posti di lavoro. L’Italia – ha proseguito il Ministro Guidi -, insieme ai Paesi UE “Amici dell’industria”, si è posta l’obiettivo di riportare la manifattura al centro della politica europea: non chiederemo di abbassare il livello di avanguardia mondiale raggiunto dall’UE nella tutela dell’ambiente, nella sicurezza sui luoghi di lavoro e nelle difesa delle sacrosante esigenze di tutela dei consumatori, ma chiediamo di sottoporre a un’attenta valutazione la sostenibilità industriale delle future decisioni, tenendo in considerazione anche i comportamenti dei nostri principali concorrenti extra-europei e gli scenari a breve termine sui mercati energetici. Il Semestre italiano sarà caratterizzato da cambiamenti istituzionali che coinvolgeranno tutti gli organismi comunitari – ha concluso il Ministro Guidi -. Ciononostante, cercheremo di tracciare linee di azione che abbiano un concreto effetto operativo a breve termine: la completa realizzazione del Mercato Interno, il finanziamento delle pmi, il sostegno alle industrie energivore, lo stimolo alla ricerca e alla diffusione delle “migliori esperienze”, per favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Vogliamo che accanto agli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti in materia di energia-clima e di sostenibilità fiscale, sia dato adeguato risalto anche a quelli di rilancio industriale che, ricordiamolo, sono stati alla base dell’ideale di Europa e del Trattato di Roma del 1957».

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