Il nuovo report State of the Phish di Proofpoint analizza i trend legati a ransomware e phishing

 Il nuovo report State of the Phish di Proofpoint analizza i trend legati a ransomware e phishing

Proofpoint, Inc. (NASDAQ: PFPT), azienda leader nella cybersecurity e nella compliance, ha pubblicato oggi il suo settimo report annuale State of the Phish, che analizza i casi di phishing aziendale, approfondendo in particolare consapevolezza, vulnerabilità e resilienza degli utenti. Più del 75% dei professionisti intervistati ha affermato che nel corso del 2020 le loro organizzazioni hanno affrontato attacchi di phishing su larga scala – sia andati a buon fine che bloccati; mentre il 66% degli intervistati è stato colpito da infezioni ransomware.

Il report State of the Phish 2021 condensa un’analisi globale effettuata su oltre 600 professionisti della sicurezza di Stati Uniti, in Australia, Francia, Germania, Giappone, Spagna e Regno Unito, e una ricerca parallela condotta su 3.500 lavoratori adulti negli stessi sette paesi. Il report analizza anche i dati di oltre 60 milioni di attacchi di phishing simulati inviati dai clienti di Proofpoint ai loro dipendenti nel corso di un anno, insieme a circa 15 milioni di e-mail segnalate tramite il pulsante PhishAlarm attivato dall’utente.

“In tutto il mondo, i cybercriminali continuano a prendere di mira le persone con comunicazioni agili, pertinenti e sofisticate, soprattutto attraverso l’e-mail, che rimane il principale vettore di minaccia”, dichiara Luca Maiocchi, country manager di Proofpoint Italia. “Garantire che gli utenti capiscano come individuare e segnalare i tentativi di attacco informatico è innegabilmente fondamentale per il business, soprattutto perché gli utenti continuano a lavorare in remoto, spesso in un ambiente meno sicuro. Mentre molte organizzazioni affermano di fornire una formazione sulla consapevolezza della sicurezza ai loro dipendenti, i nostri dati mostrano che la maggior parte non sta facendo abbastanza”.

Il report State of the Phish sottolinea la necessità di un approccio incentrato sulle persone per la protezione e la formazione di sicurezza IT cybersecurity, che tenga in considerazione condizioni mutevoli, come quelle vissute dalle aziende durante la pandemia. I risultati dell’indagine rivelano la mancanza di una formazione personalizzata. Ad esempio, per il 90% degli intervistati negli Stati Uniti, la forza lavoro è passata a un modello di lavoro da casa durante lo scorso anno, ma solo il 29% ha affermato di aver formato gli utenti sul lavoro remoto sicuro.

Il report State of the Phish di Proofpoint offre consigli utili e un’analisi approfondita del panorama delle minacce di phishing per aiutare a ridurre il rischio. I risultati principali a livello globale includono:

  • Un numero più elevato di organizzazioni ha ricevuto attacchi di phishing andati a buon fine nel 2020 rispetto al 2019 (57% contro 55%), con gli attacchi di compromissione delle e-mail aziendali (BEC) che continuano a essere una seria preoccupazione.
  • Dei due terzi degli intervistati che hanno affermato di aver subìto un attacco ransomware nel 2020, più della metà ha deciso di pagare il riscatto nella speranza di recuperare rapidamente l’accesso ai dati. Tra chi ha pagato, il 60% ha recuperato l’accesso ai dati/sistemi dopo il primo pagamento. Tuttavia, quasi il 40% è stato colpito da ulteriori richieste di riscatto dopo la prima transazione – con un aumento del 320% rispetto all’anno precedente. Il 32% ha riferito di aver accettato di pagare richieste aggiuntive di riscatto, un incremento del 1.500% rispetto al 2019.
  • L’80% delle organizzazioni intervistate ha indicato che la formazione sulla consapevolezza della sicurezza ha ridotto la suscettibilità al phishing. Tuttavia, nonostante il 98% dei professionisti abbia affermato che la loro organizzazione ha un programma di formazione, solo il 64% offre sessioni formali di formazione agli utenti come parte delle iniziative di training sulla cybersecurity.
  • Il tasso medio complessivo di errore delle simulazioni di phishing dei clienti Proofpoint è stato dell’11%, in calo rispetto al 12% del 2019. Il fattore di resilienza medio complessivo di 1,2 indica che, in generale, gli utenti di queste organizzazioni sono più propensi a segnalare un’e-mail sospetta che a interagire (senza consapevolezza) con essa.
  • Le aziende manifatturiere hanno affrontato il più elevato volume medio di attacchi reali di phishing nel 2020, secondo Proofpoint Threat Research. Le organizzazioni di questo settore sono state tra le più attive nel testare la risposta dei loro utenti alle minacce di phishing, raggiungendo un tasso di errore complessivo dell’11%.
  • A livello di divisione, i team di acquisto sono stati i più performanti con un tasso medio di errore del 7%, mentre i dipartimenti di manutenzione e facilities hanno registrato le peggiori prestazioni, con tassi medi di errore rispettivamente del 15% e del 17%.

Le organizzazioni sono incoraggiate a sviluppare proattivamente strategie di cybersecurity incentrate sulle persone che tengano in considerazione non solo le esperienze condivise tra regioni, industrie e dipartimenti, ma anche delle minacce uniche rivolte verso le loro mission, obiettivi e persone.

Redazione

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