Il PMI delle vendite al dettaglio sale al record da gennaio 2010 e segnala un moderato incremento delle vendite

 Il PMI delle vendite al dettaglio sale al record da gennaio 2010 e segnala un moderato incremento delle vendite

dettaglio-2

[dropcap]I[/dropcap] dettaglianti italiani hanno registrato a settembre l’aumento mensile più cospicuo in oltre cinque anni e mezzo. La crescita su base annuale è stata la più netta dello storico d’indagine, con livelli d’acquisto conseguentemente aumentati per mantenere riforniti i livelli di magazzino. Tuttavia, ad offuscare parte della lucentezza degli ultimi risultati d’indagine è stato il calo occupazionale del settore, il più rapido degli ultimi 10 mesi.

L’indice destagionalizzato Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore segnala i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, si è posizionato a settembre su 51.7. Aumentato da 48.7 di agosto, questa è la seconda volta negli ultimi tre mesi che l’indice indica un rialzo del settore. L’indice, sebbene abbia indicato un valore di crescita moderato, ha segnato un record da gennaio 2010.

I dati di settembre hanno anche indicato un aumento delle vendite su base annuale, che le aziende campione hanno collegato al maggiore ottimismo tra i consumatori e promozioni efficaci. Peraltro, la portata dell’incremento su base annuale delle vendite è stata la più netta nell’intero storico d’indagine.

In un clima di alte previsioni di vendita per il mese di settembre, i dettaglianti hanno mancato i loro obiettivi, e molto di più rispetto ad agosto. Detto ciò, nel contesto storico, il divario tra vendite effettive e pianificate è risultato relativamente stretto.

Il livello di fiducia dei dettaglianti rispetto alle previsioni sul mese prossimo è diminuito dal record su cinque mesi di agosto, rimanendo tuttavia forte rispetto all’andamento storico d’indagine. Alcune aziende monitorate hanno collegato tale ottimismo con il lancio di nuovi prodotti, mentre altre hanno sottolineato la possibilità di recuperare le precedenti perdite.

Gli organici del settore delle vendite al dettaglio sono diminuiti a settembre per il secondo mese consecutivo, nonostante i risultati visti sul fronte delle vendite. Inoltre, il tasso di contrazione registrato è stato il più rapido da novembre dello scorso anno. Alcune delle aziende campione hanno citato licenziamenti, alcuni dei quali legati ad una politica di taglio dei costi.

A settembre si assiste all’aumento degli acquisti di beni destinati alla rivendita per la seconda volta nel corso del trimestre, capovolgendo la moderata flessione di agosto. L’incremento dei livelli di acquisto è stato soltanto marginale e tuttavia il più rapido da febbraio 2011.

Le scorte di settembre sono anch’esse aumentate, dopo la crescita di luglio e la stabilizzazione di agosto. Il ritmo di incremento nell’ultima indagine ha toccato un valore record già raggiunto nel corso degli ultimi dodici mesi.

I prezzi medi di acquisto di settembre dei dettaglianti sono moderatamente aumentati, con un tasso di inflazione solo di poco più alto dei valori minimi su sei mesi di agosto. Dai commenti raccolti, il minor costo del petrolio ha contribuito ad attenuare la pressione dei costi.

I margini lordi, nel frattempo, hanno continuato a calare a un tasso debole rispetto agli standard storici. Infatti, quest’anno soltanto a luglio si è assistito ad una contrazione più lenta dei margini rispetto alla serie storica.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «A settembre l’indagine ha indicato un record di incremento su base annuale delle vendite, segno certo che il settore in Italia sta prendendo di nuovo vigore. Nell’ultima indagine le aziende monitorate hanno evidenziato l’impatto positivo avutosi dall’aumento delle presenze, sul quale hanno influito a loro volta l’aumentata fiducia dei consumatori, l’incremento reale dei salari e l’inferiore livello di disoccupazione (sebbene rispetto ad un livello alto). L’unica vera nota negativa scaturita dall’indagine di settembre è stata l’ulteriore diminuzione degli organici del settore, che alcune aziende campione hanno in parte collegato al tentativo di ridurre i costi».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.