Il PMI dell’eurozona indica la più forte crescita dell’anno in corso

 Il PMI dell’eurozona indica la più forte crescita dell’anno in corso

Il tasso di crescita economica dell’eurozona è accelerato a novembre al valore più rapido del 2016. L’incremento degli ordini in entrata ha nel frattempo spinto le aziende ad assumere ulteriore personale, toccando il più rapido valore di crescita già avutosi ad inizio 2008. I prezzi di vendita sono aumentati, indicando pressioni inflazionistiche al record in più di cinque anni.

I dati preliminari Markit flash PMI sull’eurozona, calcolati sull’85% circa del totale finale delle risposte, è salito a 54.1, rispetto a 53.3 di ottobre. L’ultima lettura ha segnato il più netto aumento della produzione mensile dallo scorso dicembre.

Stessi tassi di espansione si sono visti sia nel settore manifatturiero che terziario, con i servizi che hanno indicato la migliore crescita in 11 mesi. Sebbene la crescita della produzione manifatturiera abbia subìto un leggero rallentamento, ha comunque segnato il secondo valore maggiore del 2016.

Anche l’entrata di nuovi ordini ha indicato il maggiore rialzo dallo scorso dicembre, con un tasso di crescita in accelerazione per il terzo mese consecutivo. L’afflusso delle nuove commesse ha contribuito all’incremento del lavoro inevaso, il cui incremento ha segnato il tasso più rapido da maggio 2011.

Visto l’accumulo di ordini in giacenza al record in cinque anni e mezzo, le aziende hanno assunto personale per migliorare le capacità produttive. La crescita occupazionale si è rafforzata per il secondo mese consecutivo, toccando un valore record da febbraio 2008 già avutosi in precedenza.

I prezzi medi di vendita delle aziende produttrici di beni e servizi sono, nel frattempo, aumentate per la prima volta da agosto dello scorso anno, guidate dall’aumento dei prezzi del settore manifatturiero. Oltretutto, anche se marginale, l’aumento dei prezzi è stato riconosciuto come il maggiore da agosto 2011.

L’incremento dei prezzi è stato solitamente collegato dalle aziende monitorate alla necessità di salvaguardare i profitti, passando l’aumento dei costi al cliente. I prezzi medi d’acquisto hanno subìto il maggior incremento mensile in un anno e mezzo, con il più forte rialzo del settore manifatturiero in quattro anni e mezzo.

La Germania guida la crescita

La Germania ha indicato un’altra forte prestazione, con un tasso di crescita dell’attività in leggera discesa, ma nettamente superiore ai valori minimi dello scorso settembre. Le aziende terziarie tedesche hanno indicato la più rapida espansione da maggio, mentre il manifatturiero ha segnato un rallentamento, mantenendo tuttavia una forte posizione grazie soprattutto al miglioramento delle esportazioni.

Allo stesso tempo in Francia la crescita è aumentata, indicando il secondo maggior tasso di espansione dell’ultimo anno, con nuovi ordini e livelli occupazionali al rialzo record in quasi un anno e mezzo. A guidare la crescita è stato il settore dei servizi, nonostante il continuo miglioramento del manifatturiero supportato dall’aumento delle esportazioni.

Altrove nell’eurozona, la crescita dell’attività ha indicato un accelerazione record negli ultimi dieci mesi, con nuovi ordini e livelli occupazionali che hanno registrato entrambi maggiori valori di incremento.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha detto: «La stima PMI preliminare di novembre mostra la maggiore crescita su base mensile dell’attività del 2016, con abbastanza segnali che preannunciano un’ulteriore accelerazione di crescita futura. I dati PMI sinora disponibili circa il quarto trimestre indicano un’espansione del PIL dello 0.4%, dato questo favorito dalla ripresa della crescita della Germania dello 0.5%. Anche la Francia sta godendo il suo momento migliore da inizio anno, con il relativo PMI che ha segnalato, durante il quarto trimestre, una crescita del PIL dello 0.2-0.3%. Fattore particolarmente incoraggiante è l’osservare l’aumento, il maggiore da maggio 2011, degli ordini in fase di lavorazione. Conseguentemente, un numero sempre maggioredi aziende sta incentivando la propria capacità produttiva, causando quindi il maggiore incremento dei livelli occupazionali osservato solo una volta durante il periodo di crisi finanziaria globale. Gli organi decisionali della BCE saranno inoltre contenti di assistere al forte intensificarsi delle pressioni inflazionistiche. I prezzi medi applicati per beni e servizi, anche se ad un tasso modesto, hanno mostrato il maggiore aumento in più di cinque anni. Ad ogni modo con gli indicatori del lavoro inevaso e dei tempi medi di consegna dei fornitori che mostrano come la domanda sia superiore dell’offerta, è probabile che la pressione sui prezzi possa intensificarsi ulteriormente nei mesi futuri».

Redazione

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