Il PMI di aprile resta stabile e l’economia dell’eurozona mantiene una velocità di marcia ridotta

 Il PMI di aprile resta stabile e l’economia dell’eurozona mantiene una velocità di marcia ridotta

Ad aprile, l’attività economica dell’eurozona continua ad aumentare ma il tasso di espansione è rimasto considerevolmente al ribasso rispetto ai mesi precedenti, dando segnali d’indebolimento della crescita della domanda e un’offerta sotto pressione. Il flusso di ordini più lento e il minor ottimismo sulle prospettive future, ci suggeriscono un possibile rallentamento della crescita nel mese di maggio. Nel frattempo, la pressione dei prezzi di aprile è diminuita rispetto ai recenti valori elevati.

Secondo i dati della stima flash basata sull’80% circa delle risposte finali, l’Indice IHS Markit PMI dell’eurozona di aprile si è mantenuto costante su 55.2. Il valore invariato, peraltro già raggiunto in precedenza, ha indicato il tasso più debole di espansione della produzione dall’inizio del 2017, mantenendosi tuttavia nettamente superiore alla media degli ultimi 5 anni di 53.8.

E’ stato di nuovo il manifatturiero il settore che ha guidato l’incremento, con un tasso di crescita della produzione rallentato ai minimi in 17 mesi. L’attività del settore terziario è nel frattempo aumentata ad un tasso solo marginalmente più rapido di marzo, mese che ha indicato il valore minimo su sette mesi.

Con la minore crescita di ordini, l’espansione della produzione dei due settori è nettamente diminuita rispetto al record in 11 anni e mezzo di inizio anno. L’afflusso di nuovi ordini di aprile ha indicato tasso più debole di incremento in 15 mesi.

Ad aprile, le aziende manifatturiere hanno registrato il più basso livello di incremento in un anno e mezzo sia degli ordini totali che di quelli esteri, gli ultimi frenati soprattutto dal recente rafforzamento dell’euro soprattutto rispetto al dollaro statunitense. Nel settore terziario, l’afflusso di nuovi ordini è nel frattempo scivolato ai minimi in otto mesi, aggiungendo ulteriori segnali di un indebolimento della crescita ad ampio raggio sia dei mercati nazionali che esteri.

L’indagine ha anche continuato a segnalare quanto l’eccessiva diminuzione dell’offerta abbia rallentato produzione e ordini. Nel manifatturiero, il ritardo degli approvvigionamenti continua ad essere diffuso e ha di nuovo provocato uno dei maggiori allungamenti dei tempi medi di consegna in venti anni di raccolta dati. Anche il lavoro inevaso è aumentato e in entrambi i settori, in parte a causa della carenza di materiale e personale qualificato, con aziende in difficoltà nel gestire il flusso di nuovi ordini.

Il tasso di crescita dell’occupazione di aprile è aumentato, registrando un forte incremento dei posti di lavoro rispetto agli standard storici dell’indagine, restando tuttavia inferiore rispetto ai valori d’inizio anno. In alcuni casi, il minore aumento occupazionale è stato causato dalle difficoltà di reclutamento. Se le aziende manifatturiere hanno assunto a ritmi rallentati, quelle dei servizi hanno indicato la più alta crescita degli organici da ottobre 2007.

E’ stato rilevato un certo rallentamento delle pressioni inflazionistiche rispetto ai recenti alti valori, visto il minore aumento in sette mesi registrato dai prezzi di acquisto. La crescita più lenta dei costi ha contribuito al rallentamento dell’inflazione dei prezzi di vendita che ha toccato i minimi in quattro mesi. L’incremento dei costi è stato comunque comune, grazie ai prezzi più alti delle materie prime (spesso a loro volta legati ad una domanda maggiore dell’offerta) ed ai crescenti costi del personale. Questi ultimi hanno causato un incremento dei costi maggiore nel terziario.

Analizzando le singole nazioni, la crescita è leggermente aumentata in Francia e Germania, ma in entrambi i casi non ha recuperato le perdite rispetto ai livelli di febbraio. Di conseguenza, l’espansione francese ha misurato il secondo valore più debole degli ultimi otto anni, mentre la Germania ha indicato il secondo valore più basso in nove mesi. Se in Francia il settore guida è stato quello manifatturiero, la Germania è stata frenata dal settore terziario. Negli altri paesi la crescita è rallentata ai minimi in 18 mesi con espansioni più deboli registrate sia dal manifatturiero che dal terziario.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Marcia ancora a rilento ad aprile l’economia dell’eurozona, con l’attività in espansione ad un tasso invariato rispetto a quello più basso da inizio 2017 riportato a marzo. La crescita, pur rimanendo ancora elevata, è diminuita notevolmente dopo il picco registrato ad inizio anno. I dati di aprile sono generalmente in linea con la crescita del PIL di inizio del secondo trimestre dello 0.6%. Il declino del PMI dal valore record di gennaio non desta stupore o allarme, infatti una crescita di questa entità, come quella osservata ad inizio anno, raramente ha lunga vita, anche a causa della difficoltà dell’offerta nel far fronte alla domanda. Inoltre con i ritardi record di consegna di materie prime presso le fabbriche registrati durante i recenti mesi e la crescente carenza di personale qualificato, è chiaro che la produzione sia sotto pressione. In Francia sono stati inoltre menzionati gli scioperi come freni alla crescita, che peraltro potrebbero continuare nei prossimi mesi. Ad ogni modo, è chiaro che anche la domanda si è indebolita. Ciò è in parte attribuibile all’effetto del rafforzamento dell’euro sulle esportazioni. Con l’ottimismo sull’attività futura delle aziende in caduta libera al valore più basso dallo scorso anno, è molto probabile che la crescita possa rallentare ulteriormente nei prossimi mesi”.

Redazione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.