Il PMI Flash dell’eurozona scende ai minimi su 16 mesi

 Il PMI Flash dell’eurozona scende ai minimi su 16 mesi

Il PMI Flash di maggio conferma un quadro dell’attività economica dell’eurozona in debole crescita, con pochi segnali di un imminente miglioramento.

L’indice Flash PMI dell’eurozona, basato su circa l’85-90% delle risposte mensili finali, è scivolato a maggio ai minimi su 16 mesi segnando 52.9, in discesa dal 53.0 di aprile. Dopo una media di 53.2 nel primo trimestre, la debole lettura degli ultimi due mesi indica un possibile rallentamento nel secondo trimestre.

Con la crescita di nuovi ordini in flessione ai minimi da gennaio 2015, i dati raccolti dall’indagine indicano che con molta probabilità a giugno l’espansione rimarrà debole o addirittura peggiorerà.

Anche se molte aziende hanno continuato ad abbassare i prezzi per incentivare le vendite, il tasso di espansione dell’attività nel predominante settore del terziario è rimasto invariato per il terzo mese consecutivo, segnando la crescita minore da gennaio 2015. Anche le aspettative per l’attività futura sono scese ai minimi in dieci mesi.

Allo stesso tempo, il tasso di crescita della produzione manifatturiera è stato il secondo più debole da febbraio 2015, con un rallentamento anche nell’espansione dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende. Le aziende monitorate hanno fatto riferimento alle difficili condizioni del mercato interno e all’andamento più debole del commercio internazionale, che ha segnato l’aumento minore delle commesse estere negli ultimi 16 mesi.

Notizie leggermente migliori vengono dal mercato del lavoro. Il livello occupazionale di maggio dell’eurozona è aumentato per il diciannovesimo mese consecutivo. La crescita è guidata dalle aziende dei servizi sebbene anche quelle manifatturiere abbiano riportato una modesta crescita occupazionale. L’aumento generale degli organici è stato il più consistente da febbraio.

Anche gli indicatori dei prezzi sono aumentati. I prezzi di acquisto hanno segnato il più rapido incremento da luglio 2015, con una sostanziale crescita nel terziario (dovuta principalmente all’aumento dei salari e del prezzo del petrolio) che ha controbilanciato un’altra contrazione del settore manifatturiero. Il calo dei prezzi di acquisto del manifatturiero è stato tuttavia il più lento in nove mesi, segnando un ulteriore consolidamento dei prezzi di alcuni beni, soprattutto del petrolio.

Nonostante i prezzi medi di vendita di maggio abbiano continuato a scendere, il tasso di contrazione è stato il minore da un anno a questa parte. Le aziende manifatturiere e terziarie monitorate dall’indagine, viste le più deboli condizioni del mercato, hanno nuovamente commentato di aver effettuato sconti per accaparrarsi le vendite.

Andamenti all’interno dell’eurozona

In Germania la crescita del manifatturiero e del terziario di maggio ha continuato a rafforzarsi, con un tasso complessivo di espansione al record dalla fine dello scorso anno.

Anche la Francia ha continuato la sua uscita dalla stagnazione. La produzione economica è cresciuta al tasso più rapido in sette mesi, ma sempre inferiore alla media dell’eurozona, vista l’espansione più veloce del terziario controbilanciata da una costante contrazione del manifatturiero.

In ogni caso, le accelerazioni di Francia e Germania sono state controbilanciate da un’ulteriore frenata del tasso di espansione del resto dell’eurozona che ha toccato i minimi su 17 mesi.

Redazione

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