Il PMI Flash di novembre indica la crescita più debole dell’eurozona degli ultimi 16 mesi

 Il PMI Flash di novembre indica la crescita più debole dell’eurozona degli ultimi 16 mesi

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[dropcap]D[/dropcap]alla lettura del PMI Markit dell’eurozona, il ritmo di crescita dell’economia ha rallentato ai minimi su 16 mesi. L’Indice, che misura le attività nell’economia del terziario e del manifatturiero, è sceso da 52.1 di ottobre al valore minimo da luglio dello scorso anno di 51.4.

La crescita della produzione manifatturiera è leggermente aumentata fino a toccare il record su quattro mesi, ma il tasso di espansione è risultato soltanto modesto. Allo stesso tempo la crescita del settore terziario è rallentata per il quarto mese consecutivo fino al valore più debole dallo scorso dicembre.

I nuovi ordini sono diminuiti solo marginalmente, registrando un calo per la prima volta da luglio dello scorso anno. Nel settore manifatturiero gli ordini sono diminuiti per il terzo mese consecutivo, segnando il più rapido tasso di flessione da maggio dello scorso anno. Contemporaneamente nel terziario, l’entrata di nuove commesse ha rallentato fin quasi alla stagnazione, indicando l’incremento minimo da agosto dello scorso anno.

Il livello complessivo delle commesse inevase è diminuito al tasso più rapido da giugno 2013, segnando il sesto mese consecutivo di calo. Il livello di commesse acquisite ma non ancora evase è sceso sia nel settore terziario che in quello manifatturiero.

Dopo la prima marginale flessione in 11 mesi dell’occupazione dello scorso ottobre, i livelli occupazionali si sono stabilizzati, ma le aziende restano diffidenti sull’assunzione di nuovo personale vista l’incertezza economica e la domanda debole. Il numero degli addetti è risultato stagnante sia nel manifatturiero che nel terziario.

Nel contempo, i prezzi di vendita sono di nuovo diminuiti nel manifatturiero e nel terziario, continuando la tendenza del calo dei prezzi che si registra da aprile 2012, sebbene il tasso di decremento di novembre si sia moderatamente attenuato.

I prezzi di acquisto sono aumentati solo leggermente, indicando il più lento tasso d’incremento degli ultimi sette mesi. In un clima di crollo dei prezzi dell’energia e di altre materie prime, i prezzi di acquisto del settore manifatturiero sono diminuiti per il terzo mese consecutivo, segnando il calo più netto in sette mesi. Anche le aziende terziarie hanno goduto del calo dei prezzi di energia e trasporti, così come del lieve aumento dei salari. Ciò significa che la media dei costi di gestione per quest’ultimo settore ha indicato l’aumento minimo da aprile.

La Francia è rimasta il perno centrale della debolezza, risentendo del calo delle attività per il settimo mese consecutivo e dell’ulteriore taglio ai posti di lavoro. Sebbene il tasso di decremento delle attività e dell’occupazione sia leggermente rallentato, l’entrata di nuovi ordini ha subìto il calo più rapido in quasi un anno e mezzo. Se da una parte il tasso di contrazione delle attività del settore terziario è leggermente rallentato, dall’altra la flessione del manifatturiero ha preso velocità.

In Germania la crescita delle attività è calata toccando i valori più deboli da luglio 2013, in un clima di stagnazione dei nuovi ordini. Da giugno dello scorso anno, il mese di novembre è stato il primo in cui i nuovi ordini non sono aumentati. Il tasso di crescita occupazionale è conseguentemente rallentato, registrando solo un modesto incremento. I valori di crescita sono diminuiti nel manifatturiero e nel terziario, con un peggioramento del trend dei nuovi ordini in entrambi i settori. Il settore terziario ha indicato il minor aumento dei nuovi ordini da gennaio, mentre le nuove commesse del manifatturiero tedesco sono diminuite per il terzo mese consecutivo e al tasso più rapido da dicembre 2012.

Nelle altre parti dell’eurozona, il tasso di espansione generale è marginalmente rallentato. Lo slancio di crescita della produzione manifatturiera, a valori record su quattro mesi, è stato controbilanciato dal più lento incremento delle attività nel settore terziario. In entrambi i settori, i nuovi ordini hanno indicato il valore minimo di crescita dallo scorso novembre.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Il calo del PMI dell’eurozona, ai minimi su sedici mesi, aumenta il rischio che la regione scivoli in una nuova crisi. L’area della moneta unica sta facendo fatica a mantenere livelli di crescita, con il PMI che indica come il PIL possa aumentare solo dello 0.1-0.2% nel quarto trimestre. Seppur solo lieve, il primo calo dei nuovi ordini in quasi un anno e mezzo, suggerisce che la crescita potrebbe rallentare ulteriormente nel mese di dicembre. Le preoccupazioni principali arrivano sempre dalla Francia, dove le attività sono diminuite per il settimo mese consecutivo e la domanda di beni e servizi è peggiorata ad un tasso più rapido. Nel frattempo, la crescita in Germania ha rallentato raggiungendo il valore più debole dall’estate dello scorso anno con la domanda che risulta in stagnazione. La performance nel resto della regione, in generale, continua a superare le due principali economie, anche se il tasso di espansione ha rallentato. I responsabili delle politiche monetarie saranno indubbiamente delusi nel vedere che gli ultimi annunci e stimoli introdotti non stanno mostrando alcun segno di ripresa della crescita. Il trend negativo delle indagini aggiungerà pressioni alla BCE per fare di più per incoraggiare l’economia, senza necessariamente aspettare di valutare la reale efficacia delle iniziative annunciate in precedenza».

Redazione

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