Il PMI manifatturiero dell’eurozona di aprile ha registrato un nuovo record storico

 Il PMI manifatturiero dell’eurozona di aprile ha registrato un nuovo record storico

L’economia manifatturiera dell’eurozona ha registrato ad aprile un’altra prestazione strabiliante, con le condizioni operative in miglioramento ad un tasso che ha superato quello record di marzo. Ciò è segnalato dall’Indice PMI® principale che è migliorato a 62.9, in salita da 62.5 di marzo e ha raggiunto il livello maggiore mai registrato sinora (i dati dell’indagine sono disponibili da giugno del 1997). Per il decimo mese consecutivo l’indice ha riportato un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0.

Ancora una volta la crescita è stata generale in tutti i sottosettori, e sia quello dei beni di investimento che quello dei beni intermedi hanno riportato notevoli espansioni. Il miglioramento osservato nel sottosettore dei beni di investimento è stato il più forte mai osservato dall’indagine. I produttori dei beni di consumo hanno allo stesso tempo osservato un forte miglioramento delle condizioni operative ma con una crescita inferiore rispetto alle altre due categorie coperte dall’indagine.

I Paesi Bassi guidano la crescita generale dei PMI, riportando un nuovo record d’indagine, segue subito dopo la Germania con una leggera flessione del relativo indice rispetto al mese precedente. Uno slancio di crescita è stato osservato nella maggior parte delle nazioni, e anche l’Italia e l’Austria hanno registrato ad aprile valori record.

Classifica PMI® Manifatturiero per paese di aprile

Paesi Bassi 67.2 valore record
Germania 66.2 (flash: 66.4) minimo in 2 mesi
Austria 64.7 valore record
Italia 60.7 valore record
Francia 58.9 (flash: 59.2) minimo in 2 mesi
Spagna 57.7 massimo in 256 mesi

Nota: I dati di aprile per Irlanda e Grecia saranno pubblicati il 4 maggio

I tassi di crescita aggregati della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini sono rimasti simili a quelli record di marzo, per via della maggiore fiducia nei mercati riportata dalle aziende. I nuovi ordini sono aumentati notevolmente per via della previsione di forti aumenti di attività da parte delle imprese manifatturiere e dei clienti, dovuti all’allentamento delle restrizioni anti Covid-19. Ad aprile, la crescita inoltre è stata evidente e piuttosto elevata sia nel mercato nazionale che in quello estero (incluso il traffico intra eurozona) con le esportazioni di nuovo in considerevole salita durante il mese.

La crescita della produzione è stata frenata per certi versi da alcuni limiti di capacità, a loro volta causati in parte dai ritardi delle consegne. L’indagine di aprile ha osservato allungamenti di tempi medi di consegna a livelli mai osservati nella storia dell’indagine. Lo squilibrio tra domanda e offerta, in aggiunta alle attuali difficoltà nella rete di trasporti, specialmente quello marittimo, sono stati citati largamente come fattori principali per i ritardi nelle consegne.

La carenza di materiale ha di conseguenza fatto innalzare i prezzi di acquisto ad un tasso superato solo una volta nella storia dell’indagine, nel febbraio del 2011. Prodotti chimici, metalli e materie plastiche sono tra quelli che hanno riportato prezzi in rialzo e questo, unito ad un maggiore ottimismo per il futuro, ha condotto le imprese campione ad aumentare i prezzi alla vendita ad un livello mai registrato in oltre 18 anni di raccolta dati.

Preoccupati dalle attuali carenze di fornitura, e facendo fronte alle maggiori esigenze di produzione e nuovi ordini, le aziende manifatturiere hanno incrementato la loro attività di acquisto ad un tasso senza precedenti. Qualora possibile, le aziende hanno inoltre scelto di utilizzare le loro giacenze, che sono infatti diminuite per il ventisettesimo mese consecutivo. Ad aprile è stato inoltre riportato il crollo delle giacenze dei prodotti finiti, le aziende intervistate hanno infatti avuto difficoltà a soddisfare la mole crescente di ordini ricevuti. La contrazione delle giacenze è stata la maggiore da dicembre 2009.

A seguito del forte rialzo di ordini e della produzione parzialmente ostacolata dai ritardi sempre più cospicui delle consegne, la capacità ha continuato a riportare pressioni sempre maggiori. Il livello di lavoro inevaso è aumentato ancora una volta, per il nono mese consecutivo e ha raggiunto un nuovo livello record.

In risposta a ciò le aziende hanno incrementato il loro livello occupazionale per il terzo mese consecutivo. L’aumento netto è stato il migliore da febbraio 2018 e tutte le nazioni hanno registrato maggiori livelli del personale. La crescita maggiore è stata registrata in Austria e nei Paesi Bassi.

Le assunzioni di nuovo personale sono state in parte influenzate dalle previsioni positive per i prossimi 12 mesi. Secondo gli ultimi dati, le aziende manifatturiere hanno riportato il livello di ottimismo maggiore in quasi nove anni di dati disponibili, alimentato dalla speranza che il successo della campagna vaccinale solleverà notevolmente l’attività economica.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, analizzando i dati finali PMI del manifatturiero dell’eurozona ha dichiarato: “Ad aprile il settore manifatturiero dell’eurozona è in forte crescita e per il secondo mese consecutivo il relativo PMI ha raggiunto un valore record. Gli ultimi due mesi hanno osservato una crescita della produzione e dei nuovi ordini a tassi mai superati da quando l’indagine è iniziata nel 1997, con l’espansione della domanda stimolata dalla riapertura dell’economia data dall’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 e dalle previsioni positive per l’anno prossimo. Le difficoltà sulla catena di distribuzione stanno però raggiungendo livelli senza precedenti, e stanno causando un accumulo di ordini inevasi presso le fabbriche. La conseguenza della maggiore domanda rispetto all’offerta è l’aumento dei prezzi presso i manifatturieri, di conseguenza in incremento al tasso più veloce mai registrato dall’indagine. Una grande incertezza è data da quanto ancora queste pressioni sui prezzi continueranno, e in che misura questi aumenti per beni e servizi saranno trasferiti ai consumatori finali. Un incoraggiamento viene dal forte aumento dei livelli del personale e dall’investimento in macchinari e attrezzature segnalati dall’indagine, che suggeriscono che le aziende stanno aumentando la loro capacità per far fronte alla ripresa della domanda. Ciò dovrebbe aiutare ad equilibrare l’offerta e la domanda e a ridurre un po’ la pressione sui prezzi. Certamente questo però richiederà tempo”.

Redazione

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