Il PMI rallenta, ma l’Eurozona mantiene la rotta per il miglior trimestre in tre anni

 Il PMI rallenta, ma l’Eurozona mantiene la rotta per il miglior trimestre in tre anni

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[dropcap]L’[/dropcap]Eurozona si sta godendo il suo miglior trimestre in tre anni, secondo il PMI Composito Markit nell’Eurozona. Anche se la stima flash PMI di maggio scende a 53.9, da 54.0 di aprile, tale lettura è la seconda più alta vista negli scorsi tre anni con una media del secondo trimestre, fino ad ora, a quota record dal secondo trimestre 2011.

L’incremento dei nuovi ordini a livelli record dall’indagine di maggio 2011 è di buon auspicio per un’ulteriore e forte crescita delle attività di giugno.

Il continuo miglioramento delle condizioni economiche è risultato evidente sia nel manifatturiero che nel terziario, seppure con tassi di crescita orientate su direzioni differenti. Attività e nuovi ordini nel terziario raggiungono il record da giugno 2011, mentre produzione e nuovi ordini nel manifatturiero hanno registrato il minor incremento dallo scorso novembre. La frenata del manifatturiero è stata in parte dovuta ad una più debole prestazione delle esportazioni, con il minore incremento dei nuovi ordini per l’estero registrato da luglio dello scorso anno.

Ciononostante, le aziende di entrambi i settori hanno ampliato la loro capacità produttiva con l’intento di soddisfare la domanda, incrementando gli organici al tasso più rapido da settembre 2011. Le imprese manifatturiere hanno aumentato i livelli occupazionali per il quinto mese consecutivo, seppure in proporzione minore rispetto al recente apice di aprile. D’altro canto le aziende terziarie hanno infoltito i loro libri paga per il secondo mese consecutivo. Ciò detto, in entrambi i casi, il tasso di creazione di posti di lavoro è rimasto solo modesto.

Il cauto approccio verso le assunzioni rispecchia in parte una domanda che, sebbene in aumento, resta debole rispetto ai consueti livelli storici d’indagine, e in parte un aumento di vendite spesso ottenuto grazie a sconti ulteriori. A maggio continua il calo della media dei prezzi di vendita, con lo stesso tasso di flessione di aprile (anche se nel manifatturiero si è registrato un aumento marginale dei prezzi di vendita, controbilanciato dalla contrazione maggiore da novembre delle tariffe applicate).

In aggiunta, i prezzi di acquisto sono aumentati al tasso più rapido in tre mesi che, se combinati al calo dei prezzi di vendita, l’aumento dei costi comporta un ulteriore restringimento dei margini di profitto aziendali.

Su scala nazionale, la robusta crescita tedesca ha fatto da contrafforte alla deludente prestazione francese. Il forte e continuo incremento della produzione ha significato che lo stato più grande dell’area euro si è goduto il suo miglior momento di crescita in tre anni. Anche l’incremento degli ordini ha accelerato, moltiplicando le assunzioni delle aziende tedesche al tasso più rapido da dicembre 2011. Anche i prezzi di vendita sono aumentati ad un tasso lievemente maggiore, mentre la crescita più forte delle attività del terziario tedesco ha controbilanciato la frenata del manifatturiero.

Se la Germania si è goduta una forte crescita, in Francia l’attività ha subìto un calo, anche se marginale, in contrasto con la modesta crescita vista nei due mesi precedenti. Le attività del settore terziario sono calate per la prima volta in tre mesi, mentre il manifatturiero ha segnato la prima (marginale) contrazione della produzione da gennaio. Entrambi i settori hanno inoltre riportato un calo dei nuovi ordini. Le aziende francesi hanno reagito tagliando personale al tasso più forte in tre mesi e riducendo i prezzi di vendita al tasso più rapido in 10 mesi.

In altri paesi dell’area della moneta unica, la crescita della produzione ha continuato ad aumentare, toccando il record da agosto 2007. Allo stesso tempo i nuovi ordini hanno mostrato il maggiore aumento mensile da luglio 2007 e l’occupazione, anche se marginalmente, è aumentata per il secondo mese consecutivo, con un tasso di creazione di posti di lavoro che ha raggiunto il record da febbraio 2008. I prezzi di vendita hanno continuato a calare, ma al tasso più debole da luglio 2011.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «A maggio si è registrato un lieve rallentamento del tasso di crescita dell‟area euro, ma questo non altera la condizione generale della regione che gode del miglior periodo di crescita mai registrato negli ultimi tre anni. E questo è rafforzato dal fatto che un’accelerazione della crescita dei nuovi ordini suggerisce che il ritmo di espansione potrebbe salire nuovamente nel mese di giugno. Sembra quindi che il PIL possa crescere dello 0.5% nel secondo trimestre dopo il debole incremento dello 0.2% nei primi tre mesi dell’anno. Le pressioni deflazionistiche restano comunque un grosso problema, e il continuo calo della media dei prezzi applicati a beni e servizi aumenta la probabilità che la BCE, nel prossimo incontro di giugno, attuerà degli interventi mirati a sostenere l’economia. Tuttavia, i responsabili delle politiche economiche e monetarie sanno anche che la regione sta vivendo un periodo di continua ripresa e quindi coloro che si aspettano interventi politici importanti potrebbero rimanere delusi. La preoccupazione maggiore arriva dalla Francia che, a causa del ritorno in territorio di contrazione, si merita appieno l’etichetta di “malato d’Europa”; infatti la Germania continua a godere di una forte crescita e il resto della regione assiste alla maggiore espansione mai registrata dalla metà del 2007».

Redazione

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