Il primo comandamento della web strategy è una domanda

 Il primo comandamento della web strategy è una domanda

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[dropcap]A[/dropcap]cquisteresti un libro che fa schifo? Andresti a vedere un film fatto da un regista inesperto e con attori dilettanti, un soggetto scritto coi piedi e una sceneggiatura inconsistente? Frequenteresti un sito internet o un blog dove vi sono soltanto slogan pubblicitari, proclami autoreferenziali e informazioni vaghe e autocelebrative sui prodotti e i servizi offerti? La risposta naturalmente è no. Noi vogliamo ben altro.

Vogliamo informazioni puntuali e precise, corretta definizione dei contesti, attenzione alle nostre necessità e ai nostri bisogni, possibilità di controllare la validità delle informazioni, riferimenti e citazioni, aggiornamenti frequenti, interazione sollecita e ben progettata, supporto da parte di pareri terzi e così via. E qui scatta l’agguato (che peraltro con ogni probabilità ti aspettavi): e allora perché il tuo sito internet non lo fa? Perché il tuo blog langue con pochi e vetusti post un poco ammuffiti e di qualità dubbia? Perché continui a pensare che le informazioni che vuoi che restino nella mente dei tuoi prospect, clienti o stakeholder siano quelle stesse che loro desiderano?

LORO NON SONO TE

Questa è una massima da ricordare (puoi appenderla DAVANTI alla tua scrivania, non dietro). Non vogliamo far retorica e nemmeno girarci intorno: sappiamo che lo sai benissimo. Ma spesso non ne tieni conto. Mi permetto di dirlo su basi statistiche: siti, blog e perfino le pagine di FB gestite dalle aziende, sia grandi che piccole non sono quasi mai (diciamo al 90%) come noi stessi da utenti vorremmo che fossero. E magari, specie se sono grandi aziende, i soggetti in questione hanno speso un sacco di soldi ed elaborato un bellissimo piano strategico con una società di consulenza che fino a ieri usava la carta. Ma non si sono fatti una domanda semplicissima:

A LORO INTERESSA?

Perché di questo si tratta: è la prima e più importante domanda da farsi nella comunicazione on line, il faro di ogni strategia. Senza una chiara risposta a questa domanda qualunque strategia è vuota, falsa, priva di senso. Anzi, scusa mi devo correggere, la domanda a cui dare risposta è quella che segue spontanea per chiunque abbia un minimo di capacità di pensiero:

MA A LORO COSA INTERESSA?

Ultimamente ho fatto questa domanda a un cliente. Erano in tre o quattro e si sono guardati tra loro sconcertati. Imbarazzo, silenzio. Ma diamine, se non sai che cosa interessa a loro, come puoi pensare di (mi si scusi il giro di parole) INTERESSARLI? Speri che si appassionino a tuoi prodotti perché glielo dici tu? Non siamo in televisione, ragazzi! Il nostro utente, prospect, cliente, amico, sodale ecc. ecc. può avere tantissimi nomi, ruoli e funzioni ma ha un unico comune denominatore: è interessato (se lo è) a quello che pubblichiamo.  Per cui dobbiamo pubblicare della roba buona. Guarda questa classifica tratta da BlogiItalia (che è il terzo):

TOP ITALIA: GENERALE Top Italia è la classifica dei blog italiani. È possibile visualizzare classifiche per categoria e per località. Ultimo aggiornamento: 15/06/2014 PR = Google PageRank; GL = Google Links; BI = BlogItalia Rank

1 Blog di Beppe Grillo 6 433 0.30380
2 Luca De Biase 6 344 0.24150
3 BlogItalia blog 6 303 0.21280
4 manteblog 6 263 0.18480
5 Nazione Indiana 6 258 0.18130
6 FiNeX 6 246 0.17290
7 Fondazione IDIS-Città della Scienz… 6 230 0.16170
8 Il cavoletto di Bruxelles 6 206 0.14490
9 Macchianera 6 200 0.14070
10 Quinta Weblog 6 190 0.13370

Sono i primi dieci blog italiani (diciamo quelli che funzionano e hanno utenti, tanti) . Puoi andare a dare un’occhiata e per ognuno di essi farti la seguente domanda: quello che c’è lì sopra interessa ai loro utenti (clienti, amici, sodali ecc. ecc.), ovvero: è utile o piacevole per coloro ai quali si rivolgono?

Però, per rispondere bene, devi fare prima un esercizio non semplice: metterti nei panni dei loro clienti (utenti, clienti, prospect, amici sodali ecc. ecc.). Fai finta di essere uno di loro (attento!… devi sentire come loro, pensare come loro, volere come loro, desiderare come loro… si chiama empatia e ad essa dedicheremo altri post in seguito, promesso!) . E poi fai finta di esser uno dei tuoi. Quindi fatti un giretto sul tuo sito internet, sul tuo blog , sulla tua pagina aziendale FB e quant’altro (Pinterest, Twitter ecc. ecc.). E, persistendo pervicacemente ad essere (come) uno di loro, fatti la stessa domanda: ma ai miei utenti, clienti, prospect, stakeholder, amici, sodali ecc. ecc. questa roba interessa? E poi datti una risposta.

Infine, coraggio: si può migliorare. Ma fatti aiutare: decenni di televisione (e di presunzione, protervia, clientele e vacche grasse)  ci hanno rovinato. Dialoga, confrontati, scambia opinioni. E soprattutto…

 PARLANE CON LORO

Fonte: Il blog di Innovando

2 Comments

  • Sante parole. In senso laico naturalmente.

  • Complimenti! E’ difficile trovare qualcuno che parlando di business riesce a dire in modo chiaro e diretto quelle cose che talvolta percepiamo nella vita ordinaria ma che poi vengono accantonate in favore delle teorie con cui affrontiamo il lavoro. Ad es. che l’impresa esiste per soddisfare dei clienti e non per la trimestrale.., che il profitto non è lo scopo ma uno strumento (e un indicatore)…

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