Il rating bancario e la valutazione di affidabilità dell’impresa

 Il rating bancario e la valutazione di affidabilità dell’impresa

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Prima di parlare degli aspetti “tecnici” del rating bancario, cerchiamo di capire in che ambito occorre introdurlo, a cosa serve e, soprattutto, perché il sistema bancario-finanziario lo considera un elemento imprescindibile per valutare l’affidabilità finanziaria di un’impresa. Per capire bene il RATING e i suoi meccanismi di funzionamento, occorre prima di tutto capire cos’è questa “affidabilità finanziaria” e come influenza il RATING e la possibilità di ottenere finanziamenti.

Partendo dal semplice concetto secondo cui l’azienda è strutturalmente indebitata poiché lo stato patrimoniale è composto da indebitamento di breve, medio e lungo termine, occorre porsi la seguente domanda proprio in merito a questo indebitamento: “L’azienda è in grado oppure no di ripagare i debiti che ha contratto?”. Ciò che conta di più, in questi casi, non è tanto l’ammontare dell’indebitamento netto ma è la capacità che ha l’impresa di ripagarlo.

Infatti, potrebbe capitare il caso in cui un’azienda ha un indebitamento basso in termini sia assoluti che relativi (per esempio; patrimonio netto 100.000 euro e indebitamento complessivo pari a 15.000 euro) ma, per qualsiasi motivo, si trova in difficoltà a restituire i soldi presi in prestito. In questo caso l’affidabilità finanziaria risulta compromessa poiché il sistema bancario “registra” il mancato pagamento dei debiti contratti, in tutto o in parte.

Allo stesso modo, potrebbe verificarsi il caso di un’azienda con un alto valore dell’indebitamento sia in termini assoluti che relativi (ad esempio: venti milioni di euro di indebitamento contro un ammontare del patrimonio netto pari a due milioni di euro) ma che riesce a pagare con puntualità e senza particolari difficoltà.

Ecco che questa seconda azienda si ritroverebbe con un giudizio positivo sull’affidabilità finanziaria poiché il sistema anche in questo caso “registra” la correttezza e la puntualità dell’azienda nel ripagare i suoi debiti.

Fatta questa dovuta e semplice premessa vediamo cos’è e come funziona il RATING BANCARIO.

Molto semplicemente, e proprio in base al giudizio di affidabilità finanziaria, il RATING è una sorta di “voto” che il sistema bancario attribuisce all’impresa in base ai comportamenti che l’impresa mantiene nei confronti del sistema stesso: più un’impresa è affidabile dal punto di vista bancario, più alto sarà il voto che il sistema le attribuisce. È un po’ come succedeva ai tempi della scuola: più uno studente era preparato, più alto era il voto che poteva portare a casa!

Infatti, il rating bancario è uno strumento che serve proprio per valutare il rischio delle imprese nel momento in cui le stesse imprese chiedono dei finanziamenti sia sotto forma di titoli che di obbligazioni. Il suo valore (cioè proprio il “voto” di cui si è fatto cenno in precedenza) viene espresso in lettere ed in base a questo viene stabilito una sorta di “premio del rischio”, che deve essere richiesto all’azienda per un determinato investimento.

Ovviamente, la capacità di restituire i soldi presi in prestito non è l’unico parametro sulla base del viene calcolato il RATING; infatti, nella sua determinazione, entrano in gioco anche altri parametri quali la solidità patrimoniale (cioè il rapporto tra i mezzi propri che l’imprenditore ha immesso nell’iniziativa economica), le analisi relative al settore in cui opera l’azienda, il piano di sviluppo di medio-lungo termine presentato dall’azienda (ci stiamo riferendo, in questo caso, alla valutazione del business plan dell’azienda), l’analisi dei dati che emergono dalle varie Centrali Rischi (quali la CRIF, la CERVED e altre ancora), lo stato della liquidità aziendale e, infine, anche le caratteristiche del management aziendale.

Tutti questi elementi vengono considerati congiuntamente e a livello sistemico per dare il “voto” di affidabilità all’impresa e al fine di decidere se considerarla meritevole di essere affidata dal punto di vista finanziario oppure no.

Quanto scritto sopra dovrebbe aprire qualche finestra di luce a quelle imprese e a quegli imprenditori che si vedono negare la concessione di finanziamenti da parte del sistema bancario: forse è vero, come sostiene qualcuno, che “le banche hanno chiuso i rubinetti” oppure, come sostiene qualcun altro, che “tanto si sa: le banche concedono finanziamenti solo a quelli che i soldi già li hanno”.

Ma è anche altrettanto vero che nei confronti dei metodi con i quali il sistema bancario valuta l’affidabilità dei un’impresa c’è una mancanza di consapevolezza abbastanza diffusa da parte del sistema imprenditoriale e questa mancanza di consapevolezza, di certo, non contribuisce a distendere i rapporti tra due mondi (quello delle banche e quello delle imprese) i quali, nel bene o nel male, volenti o nolenti, sono comunque costretti ad andare in giro a braccetto.

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Giancarlo Barbarisi

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