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Il Re del gelato italiano negli USA partito con 133 dollari in banca

“Devi credere in te stesso quando non ci crede nessun altro. Questo è ciò che ti rende un vincitore” diceva Venus Williams. Così ha fatto Stefano Versace (43 anni, nella foto sopra). Aveva un sogno: aprire la più grande catena di gelaterie negli USA. Oggi gestisce oltre 20 gelaterie aperte dal 2013 ad oggi. Non è gelataio, ma un investitore e imprenditore, più tecnicamente, un esperto di finanza applicata all’economia reale. È partito con 133 dollari. Ha creduto in se stesso e ha rischiato tutto. Oggi fattura oltre dieci milioni di dollari l’anno.

Come è nata l’idea di esportare il gelato italiano negli USA?

L’idea è nata perché la parola gelato e l’ultima parola rimasta del food italiano che identifica un prodotto italiano 100%. Ormai le parole come pizza pasta parmigiano mozzarella cannolo tiramisù eccetera sono tutti inflazionate e hanno avuto un sacco di imitazioni che traggono in inganno il cliente. La parola gelato invece identifica un prodotto italiano 100% perché altrimenti si chiama Ice cream.

Come ha fatto a partire da zero?

Non avendo nei capitali le conoscenze in campo food ho usato l’unica arma che avevo in mano: la capacità di analizzare i mercati e numeri. Ho così creato un business Plan complesso una presentazione del progetto molto articolata che ha convinto investitori che avevano capitali ma non avevano idea di come investirli a investire con me. Che poi non sono altro che le tecniche che spiego al mio corso il 10 e 11 novembre a Bologna ImprendiFood.

Qual è la richiesta di gelato italiano negli USA?

Oggi il gelato sta prendendo sempre più fette di mercato che prima erano esclusivamente dell’Ice cream. Il popolo americano apprezza moltissimo il made in Italy in particolar modo i prodotti culinari della tradizione italiana.

Cosa consiglia ad un imprenditore di una piccola impresa?

L’Imprenditoria italiana ha bisogno di essere rinnovata, quindi a un imprenditore il consiglio principale che do è quello di investire in formazione e informazione. E soprattutto di non basare il successo del proprio business soltanto sulla qualità del prodotto venduto perché oggi il 95% del successo è dato da tutti quegli altri fattori che spesso si ignorano o trascurano.

Cosa pensa del Made in Italy?

Il made in Italy è qualcosa che ci differenzierà per sempre dal resto del mondo e va preservato protetto curato e diffuso.

Cosa pensa delle delocalizzazioni di impresa?

E dal 1492 che si delocalizza ma ancora in Italia abbiamo difficoltà ad accettare questo tipo di gestione d’impresa. In un mondo che cambia che evolve come quello in cui viviamo è indispensabile prendere in considerazione la delocalizzazione per far crescere e rendere soldi delle nostre imprese. Questo senza mai tralasciare la nostra unicità che rimane il made in Italy.

Cos’è il successo per Lei?

È la capacità di saper realizzare i propri sogni e Come risultato a l’equilibrio tra l’indipendenza finanziaria la quantità di tempo libero e il riconoscimento del mercato di appartenenza.

C’è spazio per altro gelato italiano negli USA?

Moltissimo. Sono sempre molto felice quando vedo un nuovo player nel mondo del gelato in America perché significa che questa guerra contro l’ice cream non la combatto più da solo.

E per altri prodotti DOC?

Se accompagnati dal giusto marketing e dalla corretta comunicazione sicuramente trovano spazio moltissimi prodotti DOC/DOP

Perché no al franchising?

Dicono al franchising per il mio settore non in maniera generale. L’America ha fatto la storia di moltissimi franchising. Il problema è che quando hai un prodotto italiano di qualità in franchising significa lasciare nelle mani di terzi il proprio progetto. Credo molto di più nella partnership che è quello con cui abbiamo sviluppato il nostro brand negli stati uniti d’America, Dove l’investitore mette il capitale e noi mettiamo il know how e tutta la logistica e il management.

Cosa prevede per il Suo business nel 2019?

Il 2019 sarà il primo anno dove cominceremo a raccogliere il grosso dei frutti del lavoro degli anni precedenti abbiamo appena acquisito il più grande gruppo di Gelateria di Miami (Bertoni Gelato Group) e ci accingiamo a sbarcare negli stati della California dell’Arizona del Texas.

Giorgio Nadali

Giorgio Nadali

Giornalista per diverse Testate nazionali. Docente di "Comunicazione e successo" presso l'Università UniTre di Milano. Formatore e performance coach certificato. Autore di 12 libri pubblicati.

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