Il regime dei minimi in pericolo

 Il regime dei minimi in pericolo

«Ci auguriamo che la Ragioneria generale dello Stato valuti compiutamente l’impatto sul Bilancio della norma sui minimi, voluta fortemente dal gruppo di Area Popolare». Raffaello Vignali, capogruppo Ap in commissione Attività produttive alla Camera, commenta così il rinvio nelle commissioni Bilancio e Finanze del decreto legge fiscale per problemi di copertura riguardanti anche il suo emendamento sul regime forfettario approvato dalle Commissioni stesse. Tale norma, oltre a riconoscere le semplificazioni assicurate ai minimi, evita i notevoli oneri amministrativi che pesano sulla gestione contabile dell’uscita e dell’eventuale rientro nel regime forfettario. Per chiarire, nell’anno di uscita dal regime l’impresa sarebbe costretta a ricostruire tutta la contabilità ai fini delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva con un notevole esborso economico.

«Si tratta – osserva Vignali in una nota – della possibilità di sforare per due volte non consecutive nel quinquennio per un massimo di quindicimila euro la propria soglia limite pagando il 27% sul reddito eccedente. Sicuramente la norma comporta una minore entrata ma, secondo noi, essa è abbondantemente superata dalle nuove entrate che verrebbero generate. È infatti evidente che, pur di non uscire dai valori soglia, arrivati in prossimità dei limiti i soggetti interessati ricorrano al sommerso. Se serve precisare che la norma vale unicamente per chi è e rimane nel regime dei minimi va bene, perché questa è l’intenzione dell’emendamento approvato. Ma non si cancelli una norma che rende più semplice l’operatività del popolo delle partite Iva e consente l’emersione del sommerso».

Redazione

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