Il registro di carico e scarico… questo sconosciuto

 Il registro di carico e scarico… questo sconosciuto

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[dropcap]I[/dropcap]l ciclo di gestione dei rifiuti, nell’aspetto documentale, si erge su tre pilastri: il Registro di carico e scarico dei rifiuti – di seguito più brevemente denominato Registro; il Formulario di Identificazione dei Rifiuti – di seguito più brevemente denominato F.I.R.; ed il Modello Unico di Dichiarazione ambientale – di seguito più brevemente denominato M.U.D.
Ricordiamo che da qualche settimana il SISTRI è diventato operativo anche per le aziende che producono rifiuto speciale pericoloso.
L’intera filiera documentale sarà nel tempo completamente digitalizzata, ma realisticamente i tempi previsti sono ancora molto lunghi.

Al termine dello scorso anno la Legge 125/2013 ha modificato l’articolo 190 del Testo Unico in materia ambientale, Decreto Legislativo 152/2006 – di seguito più brevemente denominato T.U.A., facendo chiarezza sui soggetti obbligati e quelli esenti dall’obbligo di tenuta del Registro.
Secondo le recenti disposizioni dell’articolo 190, il Registro continua a contenere le informazioni inerenti le caratteristiche quali/quantitative dei rifiuti prodotti e/o gestiti, che forniscono la base dati per la predisposizione del M.U.D.
Ricordiamo che anche quest’anno il M.U.D. può essere compilato in formato cartaceo o digitale. In entrambi i casi entro il 30 aprile prossimo. Se compilato in formato cartaceo deve essere consegnato alla C.C.I.A.A. competente per territorio.

Ma, se nella precedente versione il Registro era compilato esclusivamente dai soggetti che dovevano presentare il M.U.D. – era chiaro ed esplicito il riferimento al comma 3 dell’articolo 189 del T.U.A. -, nella nuova versione l’articolo 190 elenca esplicitamente i soggetti obbligati non esentando dalla tenuta del Registro le imprese o gli enti di cui all’articolo 184 del T.U.A. che producono rifiuto non pericoloso con un numero di dipendenti non superiore a dieci.

Riepilogando sono obbligati, tra l’altro, alla tenuta del Registro:

  • le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;
  • le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero dei dipendenti, di cui all’articolo 184 comma 3 alla lettera c) – rifiuti da lavorazioni industriali, alla lettera d) – rifiuti da lavorazioni artigianali ed alla lettera g) le imprese o gli enti che producono rifiuto non pericoloso da potabilizzazione ed altri trattamenti delle acque.

La nuova impostazione è suffragata dal comma 1-bis del medesimo articolo 190 che esclude dall’obbligo della tenuta del Registro gli enti e le imprese obbligate che aderiscono su base volontaria al SISTRI dalla data di effettivo utilizzo del sistema.

Il Registro prima del suo utilizzo deve essere vidimato in via esclusiva dalla C.C.I.A.A. ove ha sede l’unità locale del produttore dei rifiuti.
In buona sostanza la Camera di commercio competente per la vidimazione è quella dove sono prodotti e custoditi i rifiuti.

Il Registro deve essere conservato a cura del produttore dei rifiuti per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione, come previsto dall’articolo 190 del T.U.A.
Il Registro è un registro di contabilità.
Vi sono annotati i movimenti di entrata (carico) e di uscita (scarico) dei rifiuti dal deposito temporaneo del produttore dei rifiuti.

I movimenti di carico devono essere annotati entro dieci giorni lavorativi dalla data di effettiva collocazione di un rifiuto nel deposito temporaneo e, comunque, prima del prelievo dei rifiuti da parte di un trasportatore iscritto all’Albo gestori ambientali, come previsto dall’articolo 193 del T.U.A.

I movimenti di scarico devono essere annotati entro dieci giorni lavorativi dalla data di prelievo dei rifiuti da parte di un trasportatore iscritto all’Albo.

Per ciascuna operazione di carico o di scarico il produttore del rifiuto dovrà compilare parzialmente o totalmente le cinque colonne in cui è diviso il Registro.

Nella prima colonna il produttore dovrà indicare, se è un’operazione di carico la data di collocazione del rifiuto nel deposito temporaneo, il numero progressivo dell’operazione di carico dell’anno solare.
Invece, se si tratta di un’operazione di scarico, dovrà indicare la data di scarico, il numero progressivo dell’operazione di scarico, il numero progressivo delle operazioni di carico a cui si riferisce, (in uno scarico possono essere prelevati rifiuti relativi a più operazioni di carico) il numero del F.I.R. e la data di emissione dello stesso.

Nella seconda colonna il produttore dovrà indicare le caratteristiche del rifiuto.
Sia nelle operazioni di carico che di scarico dovranno essere indicati:

  • il codice CER del rifiuto composto da sei cifre numeriche ed il corrispondente testo come disciplinato nell’Allegato D del T.U.A. In alcuni casi è opportuno che il produttore del rifiuto integri il codice CER con una descrizione dei rifiuti. Ad esempio 07.06.99 Rifiuti non specificati altrimenti è opportuno integrare con la descrizione analitica dei rifiuti – detergenti;
  • lo stato fisico del rifiuto (pulverulento, solido, fangoso palabile, liquido);
  • le eventuali caratteristiche di pericolosità dei rifiuti come disciplinato dall’Allegato I del T.U.A. Le caratteristiche di pericolosità sono riscontrabili dalla scheda tecnica del prodotto o da idoneo certificato di analisi.

Nelle sole operazioni di scarico, il produttore dovrà anche indicare le modalità di conferimento dei propri rifiuti.

Nella terza colonna il produttore dovrà indicare la quantità dei rifiuti espressa in kilogrammi o litri o metri cubi. In questa ultima ipotesi ricordiamo che sul F.I.R. è richiesto, comunque, di indicare una quantità espressa in kilogrammi o in litri.
Inoltre, essendo il Registro, un documento di contabilità, nelle operazioni di scarico devono essere indicati i pesi relativi ai carichi prelevati dal trasportatore e non i pesi riscontrati dagli impianti di smaltimento dei rifiuti.

Nella quarta colonna vanno indicati i dati relativi alla provenienza dei rifiuti esclusivamente per le attività di manutenzione e sanitarie ai sensi dell’articolo 266 comma 4 del T.U.A.
Inoltre, se il rifiuto è movimentato per il tramite di un intermediario, nelle sole operazioni di scarico vanno indicati i dati dell’intermediario.
Nel caso di presenza di più intermediari, devono essere annotati i dati del primo.

Nella quinta colonna devono essere riportate le annotazioni.
La più frequente è il peso riscontrato a destino dall’impianto di smaltimento se è differente dal peso annotato in uscita e riportato sul F.I.R.

Infine, richiamiamo l’attenzione sulle sanzioni.
L’articolo 258 del T.U.A. recita:
«I soggetti di cui all’articolo 190, comma 1, che non hanno aderito al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI e che omettano di tenere ovvero tengano in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui al medesimo articolo sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro».
Per eventuali dubbi, chiarimenti sulla normativa e sulla operatività del SISTRI, Vi invitiamo a visitare il sito del nostro Studio www.ecosistemastudio.it.

Valentina Carlino

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