Il remarketing, un’occasione per incrementare del +40% le visite al sito web e del +150% il tasso di conversione

 Il remarketing, un’occasione per incrementare del +40% le visite al sito web e del +150% il tasso di conversione

Il remarketing è considerato dagli esperti del settore un’attività di fondamentale importanza in ottica di ottimizzazione delle conversioni. Ma come funziona precisamente e soprattutto perché negli ultimi tempi è diventato tra le pratiche di digital marketing più apprezzate dalle aziende? 

Il remarketing è una strategia di recupero dell’audience per la quale un utente che naviga su un sito web, dopo averlo abbandonato, trova un ADV che lo invoglia a tornare sul sito precedente aumentando le possibilità di conversione. Ciò è possibile grazie al cosiddetto “tracciamento”, pratica che avviene tramite pixel, i quali permettono ad una piccola porzione di codice di «leggere» dati relativi all’utente e alla sua navigazione per utilizzarli come dati statistici. Grazie al pixel, inserito sulle landing page, è possibile condurre un’azione di remarketing su quegli stessi utenti che per un motivo o per l’altro hanno abbandonato la navigazione, intercettandoli su altri canali e spostando di fatto il traffico sulla landing page iniziale o su una landing dedicata.

Così come esistono diverse tipologie di codici esistono anche diversi tipi di pixel. Alcuni raccolgono dati generici, come posizione geografica, la presenza su una determinata landing page o il tempo di navigazione. Altri invece leggono dati più specifici che profilano ulteriormente l’utente, sempre nel completo rispetto della normativa sulla privacy. Ma quali sono i vantaggi dell’utilizzo dei pixel a scopo di remarketing? Fabrizio Riva di Across, Responsabile del reparto Lead Generation, spiega che i pixel permettono di proporre ADV mirati incentivando in questo modo gli acquisti, attraverso leve come sconti o proponendo prodotti simili a quelli appena acquistati. 

Secondo i dati analizzati da Across, un’attività di remarketing ben fatta può consentire ad un’azienda di incrementare fino al +40% nell’arco di un mese le visite al proprio sito web e del +150% il tasso di conversione. Ne consegue che l’agenzia responsabile della campagna pubblicitaria è disposta ad allocare più budget sui vari canali in virtù del numero maggiore di lead qualificate che ne deriveranno. Ancora, i dati degli utenti ottenuti grazie alle attività di remarketing possono essere utilizzati per ulteriori attività connesse alla principale, come inviare newsletter dedicate e SMS, strutturare campagne DEM personalizzate o ancora proporre sondaggi per raccogliere i feedback degli utenti. 

Quello che è importante precisare è che il remarketing è un potente strumento solo se parte di una digital strategy più ampia e strutturata, che contempli il marketing mix e l’uso di canali come i Social Media, Google AdWords e il Native Advertising. Per ottenere il massimo da questa attività è consigliabile affidarsi solo a specialisti del settore che sappiano padroneggiare al meglio tutti i canali di traffico online ed evitare così di ottenere l’effetto contrario: infastidire irrimediabilmente gli utenti.

Fabrizio Riva

Head Of Lead Generation di Across

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