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Il ruolo della resilienza in azienda

resilienza

Una delle parole più utilizzate per far fronte a momenti di cambiamento è la resilienza. Si dice che chi ha successo è resiliente: si riconosce a queste persone questa capacità di andare avanti e credere nei propri sogni e desideri (anche quando questi sembrerebbero impossibili da raggiungere). È anche resiliente colui che di fronte ad un ostacolo non si tira indietro, ed è colui che sa di poter trovare una soluzione a fronte di specifiche problematicità, insomma il resiliente con energia e pazienza affronta e supera le difficoltà.

Essere resilienti è uno status mentale che sul posto del lavoro genera energia positiva, permette di creare un positivo clima di lavoro e di sviluppo, incrementa la fiducia da parte degli altri e apre le porte a possibili scenari realizzabili.

La persona resiliente si impegna fino in fondo in quello che fa e non pensa mai che un obiettivo non sia realizzabile, se si accorge che quella strada presenta eccessivi ostacoli, ne intraprende una diversa.

La resilienza nasce dagli studi della psicologia positiva. Le persone resilienti sono positive, creano e generano bontà per sé e per gli altri, in sintesi contribuiscono allo sviluppo personale del team nel caso in cui una risorsa sia un leader, e se si è un collaboratore contribuisce a creare un clima di lavoro adeguato per superare le sfide e gli ostacoli e le scelte da prendere nella realizzazione del lavoro.

La persona resiliente prima vede quello che vi è di positivo in una certa situazione, solo successivamente affronta gli ostacoli o gli aspetti negativi e li affronta per risolverli.

A fronte della complessità e della instabilità dei mercati, tutti hanno bisogno di essere resilienti. Questa caratteristica può essere allenata, ci sono persone resiliente per dote naturale? Come mantenerla viva anche a fronte degli ostacoli più grandi?

Oggi più che mai con le continue sfide competitive, la gestione delle risorse umane in una ottica di team deve risultare vincente e foriera di risultati per sé e per gli altri e la resilienza è una qualità che va trasmessa agli altri componenti del team e in misura più allargata alla community aziendale.

Seneca afferma che «le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo». La resilienza è anche questo: fare un positivo esercizio mentale per superare le difficoltà rafforzando mente e spirito. Le organizzazioni più resilienti vincono, anche di fronte alle difficoltà manifeste e dichiarate: si manifesta quella combinazione tale per cui le difficoltà possono diventare un punto di forza e una opportunità.

Ciò significa che all’interno del contesto organizzativo vanno superati gli eventi stressanti, quelli che mettono le persone e il team in uno stallo decisionale. Spesso il Coaching interviene a livello individuale per allenare le persone a superare gli ostacolo, oppure quando un team non opera nella sua condizione migliore e non genera positivi risultati o non raggiunge gli obiettivi.

Le persone resilienti sono comunque quelle che sono in grado di generare un radicale e repentino cambiamento negli orizzonti e nella visione di quello che deve essere perseguito.

In tutto questo ci sono due aspetti che non devono essere trascurati la gestione dell’ambito culturale di riferimento: la cultura è una variabile forte che orienta le persone positivamente nella sfera conoscitiva e di apprendimento, – se tutto questo viene finalizzato con un obiettivo si comprende che la resilienza opera in base a specifici focus che devono essere raggiunti, ma con una forte capacità a resistere e a contrastare le difficoltà scorgendo in esse opportunità e benefici.

In un mondo che cambia velocemente tutti abbiamo bisogno di essere resilienti sia nella sfera professionale e individuale come un percorso di crescita e di apprendimento in continuo divenire.

Essere resilienti non vuol dire essere vittima di una considerevole dose di buonismo o essere visionari, bensì essere ottimisti verso i risultati che si potranno o si possono generare con un continuo esercizio di adattamento.  Le persone resilienti sono molto focalizzate e non ignorano i punti di debolezza o vedono esclusivamente i punti di forza: vedono quello che hanno imparato dalle loro sfide vinte e perse e sono in grado di trasformare quanto appresso in azioni e risultati vincenti. Le persone di resilienza in un percorso di autoapprendimento per migliorarsi si chiedono sempre: come e quando agisco bene? Come gestisco e quale contributo danno le mie energie nel prendere decisioni e agire con esse?

Diciamo che a fronte delle domande che si fanno, le persone resilienti trovano delle risposte. In particolare, si chiedono come poter cambiare o intervenire sulla realtà quando questa non aiuta lo sviluppo economico e professionale all’interno ad esempio del contesto aziendale nel rispetto delle norme e delle consuetudini. Le persone resilienti ponendosi continuamente domande, trovando le risposte e le applicano, modificano e danno vita una nuova definizione della realtà che rappresenta un nuovo costrutto in una nuova visione positiva del modo di fare e di essere Manager e lavoratori in un mondo in continuo cambiamento.

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Teresa Tardia

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