Il segreto fra vincente e perdente? Upside

 Il segreto fra vincente e perdente? Upside

Napoleone perse a Waterloo perché aveva previsto tutto, tranne il fatto che durante la notte piovve talmente tanto che la sua cavalleria non si poté muovere con la solita velocità e imprevedibilità. In quello stesso momento, i Rothschild, famiglia di banchieri con la passione di allevare piccioni viaggiatori e che finanziava la spedizione del Duca di Wellington, conobbero per primi cosa era successo e comprarono Titoli di Stato inglesi al London Stock Exchange facendo una fortuna che ancora oggi li fa una delle famiglie più ricche al mondo.

La vita è fatta di particolari, la differenza fra trionfo e oblio spesso è data da un’inerzia. Quindi se devi scegliere un ‘upside’ non farti tanti problemi, l’importante è che il miglioramento che ti sei prefisso serva a diminuire l’alea, la casualità che ti circonda e che caratterizza la vita e lo sport.

Se chiedete a José Mourinho quale sia stato il miglior complimento che abbia ricevuto, lui risponderà sicuramente quello che Ettore Messina, attualmente capo allenatore del CSKA Mosca basket, disse di lui ai tempi in cui tutti e due allenavano il Real Madrid : «Mourinho riesce a limitare al massimo la casualità nel calcio». Vuol dire che nel calcio, essendo uno sport casuale dove si vince o si perde per un rimpallo, per uno stop, per un fallo laterale, chi riesce a limitare la casualità ha più probabilità di vincere.

Alessandro Del Piero, dopo l’infortunio al ginocchio dell’8 novembre 1998, non fu più lo stesso giocatore di prima, ma lavorò tantissimo sul suo inimitabile dribbling sul primo stop. Praticamente spalle alla porta, stoppando a seguire con il piede più lontano rispetto all’avversario, in postura di ricezione antero-posteriore, si girava facendo perno con l’avversario e andava via, lasciando al difendente la sola possibilità del fallo poiché quel movimento era praticamente indifendibile. Le percentuali di punizioni conquistate da Del Piero, permettendo alla squadra di salire, aumentarono a dismisura e questo gli ha consentito un allungamento della propria carriera, con relativo aumento degli ingaggi incassati che, senza questo miglioramento, sarebbero stati impossibili dopo l’infortunio.

Larry Bird e Ray Allen, i più grandi tiratori di tutti tempi della NBA, erano famosi per l’enorme quantità di allenamenti supplementari, fatti per “affinare” il tiro. Imparare cose nuove o migliorare le cose che già si sanno fare è quello che definiamo “cultura del lavoro”, oppure “upside” ed è quello che fanno i vincenti!

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Simone Brancozzi

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