Il sistema IeFP si conferma strumento di inclusione sociale

 Il sistema IeFP si conferma strumento di inclusione sociale

Dopo anni di forte crescita, nell’anno formativo 2014-15 si stabilizza il numero degli iscritti al sistema di Istruzione e Formazione Professionale. È quanto emerge dal Rapporto annuale di monitoraggio sull’IeFP, realizzato dall’Isfol per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e giunto alla sua quattordicesima edizione.

Gli allievi dei percorsi triennali sono 316.599, pressoché gli stessi dell’anno formativo 2013-14. In particolare, si rileva un’inversione di tendenza sul fronte della sussidiarietà integrativa (cioè i corsi realizzati presso gli Istituti Professionali di Stato, che prevedono la possibilità, dopo la qualifica triennale, di proseguire la formazione ottenendo il diploma quinquennale): rispetto al trend positivo che ha caratterizzato questo segmento sin dall’avvio del sistema IeFP si registrano circa 3 mila allievi in meno, scendendo a quota 166.605. Viceversa continuano a segnare una tendenza positiva sia i percorsi svolti nelle Istituzioni Formative (Centri accreditati) sia quelli della sussidiarietà complementare (cioè con la possibilità di conseguire, dopo la qualifica triennale, il diploma professionale al IV anno): il numero degli allievi sale rispettivamente a quota 133.611 e 16.383.

Considerando gli iscritti al IV anno nella sussidiarietà complementare (2.490 allievi) e nelle Istituzioni formative (10.298 allievi), il numero totale degli iscritti al sistema IeFP è pari a 329.387 giovani.

Nel 2014-15 la percentuale di coloro che opta per la IeFP dopo precedenti insuccessi scolastici o formativi si riduce rispetto a chi vi si iscrive come prima scelta: presso i Centri accreditati tra gli iscritti al primo anno la quota di 14enni sale al 45,1%, percentuale che arriva al 49,7% nei percorsi in sussidiarietà integrativa e al 32,8% nella complementare.

Si segnala ancora una volta una consistente presenza di iscritti di origine straniera: 45.690 allievi nei quattro anni (il 13,9% del totale).

Sul fronte della scelta delle figure professionali, si continua a registrare una netta prevalenza dell’operatore alla ristorazione, con quasi 100 mila iscritti nei percorsi triennali. Segue l’operatore del benessere (oltre 34 mila iscritti), in gran parte appannaggio dell’utenza femminile. Nei quarti anni la prima figura resta quella del tecnico di cucina, seguita da trattamenti estetici e acconciatura. Si inserisce nella graduatoria, registrando una notevole crescita, la figura del riparatore dei veicoli a motore.

Venendo alle performance in termini di successo formativo, nell’anno 2014-15 i qualificati sono 71.308. I diplomati sono invece arrivati a quota 9.825. L’analisi degli esiti relativi al triennio 2012-2015 restituisce un quadro che vede crescere ulteriormente il divario tra i Centri accreditati e gli Istituti Professionali: la percentuale dei giovani qualificati sugli iscritti al primo anno nell’a.f. 2012-13 è del 70,6% nei Centri (+5% rispetto al triennio precedente), mentre quella dei qualificati nella sussidiarietà complementare è del 60% (-1,2%) e quella dei qualificati nella sussidiarietà integrativa del 54% (-2,9%). Appare dunque sempre più evidente la capacità di antidispersione dei Centri accreditati, legata alle specificità metodologiche, didattiche e di ancoraggio al sistema lavoro che caratterizza i percorsi delle Istituzioni Formative, rispetto agli interventi strutturati nelle scuole.

Le risorse finanziarie impegnate per l’IeFP nell’anno solare 2014 sono pari a 516.171.765 euro mentre le somme erogate si sono fermate a 486.399.972 euro, rispettivamente in calo del 20% e 17% rispetto al 2013. La quota nazionale, a carico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in misura residuale al Ministero dell’Istruzione, contribuisce per il 20% delle somme necessarie.

In conclusione il sistema IeFP continua a rispondere a una duplice esigenza espressa dal territorio: da una parte la richiesta che proviene dai giovani e dalle famiglie di una formazione professionalizzante che non trascuri le competenze di base per il diritto alla cittadinanza attiva, consentendo al contempo di puntare ad un inserimento occupazionale a breve termine; dall’altra la necessità di svolgere una funzione di inclusione sociale, in quanto si rivolge a un’utenza in buona parte svantaggiata, ponendosi come un argine al fenomeno della dispersione formativa.

Il Rapporto è disponibile sul sito dell’Istituto.

iefp

Redazione

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