Per anni abbiamo pensato che il miglior imprenditore fosse quello che sbagliava meno.
Oggi il mercato premia un’altra qualità: saper decidere velocemente.
Il tempo scorre rapido. Mentre noi aspettiamo il dato perfetto, il cliente cambia fornitore. Mentre aspettiamo un’altra analisi, il concorrente lancia un nuovo prodotto. Mentre rimandiamo una scelta organizzativa, le persone perdono fiducia.
E oggi il tempo è diventato una delle risorse più preziose che un’impresa possiede.
Il vero costo che nessuno misura
Ogni imprenditore conosce il costo di una decisione sbagliata. Pochi misurano il costo di una decisione presa troppo tardi.
Eppure è proprio questo il costo che, negli ultimi anni, sta diventando il più elevato.
Una promozione lanciata con un mese di ritardo. L’assunzione di una figura chiave rimandata per mesi. L’investimento tecnologico continuamente rinviato. L’ingresso in un nuovo mercato quando ormai tutti sono già arrivati.
Sono costi che non compaiono nel bilancio: non esiste una voce chiamata “indecisione”.
Ma ogni imprenditore ne paga il prezzo.
Le ricerche dicono una cosa sorprendente
La professoressa Kathleen Eisenhardt, docente di organizzazione e management alla Stanford University, ha studiato per anni il comportamento delle aziende che crescono più rapidamente. La conclusione delle sue ricerche sfata uno dei più grandi luoghi comuni del management. Le imprese che prendono decisioni più velocemente ottengono risultati migliori rispetto ai concorrenti. Non perché sono più impulsive.
Ma perché sanno distinguere le informazioni davvero importanti da quelle accessorie e non aspettano una certezza che, nella realtà, non arriverà mai.
Anche la Harvard Business Review sottolinea che oggi la criticità delle organizzazioni non è la scarsità di dati, ma il loro eccesso. Avere più informazioni non significa automaticamente prendere decisioni migliori. Molto spesso significa analisi infinite, riunioni interminabili e il rinvio continuo dell’azione. In altre parole, il rischio non è decidere con poche informazioni. Il rischio è restare immobili mentre il mercato continua a muoversi.
Le cinque bucce di banana che rallentano gli imprenditori
- “Mi manca ancora un dato.”
È la frase più pericolosa. Ogni informazione sembra indispensabile. Ogni report promette di eliminare l’incertezza.
Ma l’incertezza fa parte del mestiere dell’imprenditore. Aspettare di eliminarla significa, spesso, non decidere mai.
- Confondere precisione con qualità
Molti pensano che una decisione migliore sia semplicemente una decisione più studiata.
Non è così. Molte decisioni perfettamente analizzate arrivano quando il mercato è già cambiato.
La qualità di una decisione dipende anche dal momento in cui viene presa.
- Cercare il rischio zero
Il rischio zero non esiste. Esiste soltanto la capacità di gestire il rischio.
Chi aspetta condizioni perfette difficilmente innova.
Chi innova accetta che una parte delle informazioni sarà sempre incompleta.
- Voler mettere tutti d’accordo
Coinvolgere le persone è fondamentale. Delegare è un segno di leadership.
Ma quando ogni decisione richiede il consenso di tutti, nessuno decide davvero.
La condivisione deve accelerare le decisioni, non bloccarle.
- Paura di sbagliare
È la più subdola. Molte decisioni non vengono rimandate per mancanza di dati.
Vengono rimandate per paura del giudizio. L’errore, però, si può correggere.
L’occasione persa, molto spesso, no.
Come decidono gli imprenditori migliori
Le migliori imprese non prendono decisioni perfette. Prendono decisioni migliorabili.
E soprattutto le correggono rapidamente.
Da questo punto di vista, Jeff Bezos e Warren Buffett, pur operando in settori completamente diversi, condividono la stessa filosofia.
Decidono con informazioni sufficienti
Non aspettano di sapere tutto. Sanno quando hanno raccolto abbastanza elementi per agire.
Distinguono le decisioni reversibili da quelle irreversibili
Bezos le chiama decisioni di Tipo 1 e Tipo 2. Le seconde possono essere rettificate. E allora è inutile perdere settimane. Si decide. Si osservano i risultati. Se necessario, si cambia strada.
Misurano, imparano e correggono il tiro
Una decisione non conclude il lavoro. Lo inizia.
Le aziende più performanti non sono quelle che sbagliano meno. Sono quelle che imparano più velocemente dagli errori.
Il vantaggio nascosto delle PMI
Le piccole e medie imprese possiedono un vantaggio che le grandi multinazionali spesso invidiano.
Possono decidere rapidamente.
Un imprenditore può confrontarsi al mattino con i propri collaboratori e modificare una strategia già nel pomeriggio.
Una grande organizzazione, per prendere la stessa decisione, può impiegare settimane o mesi.
Eppure molte PMI stanno rinunciando proprio a questo vantaggio competitivo.
Moltiplicano le riunioni. Aumentano i livelli di approvazione. Producono report sempre più dettagliati. Aspettano conferme.
Finiscono così per imitare la lentezza delle grandi aziende senza possederne le risorse.
È un paradosso.
La velocità è uno dei patrimoni più preziosi delle PMI italiane. E troppo spesso viene sprecata.
L’imprenditore non deve conoscere tutto alla perfezione per decidere. Perché nel mercato reale la perfezione arriva quasi sempre troppo tardi.
Il costo di una decisione sbagliata è quasi sempre visibile.
Il costo di una decisione mai presa è invisibile. Ma spesso è molto più alto.
La frase su cui riflettere
«La maggior parte delle decisioni dovrebbe essere presa con circa il 70% delle informazioni disponibili. Se aspetti di avere il 90%, probabilmente stai decidendo troppo tardi», Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

