Illegittimi i contributi Inps se l’accertamento è contestato

 Illegittimi i contributi Inps se l’accertamento è contestato

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[dropcap]L’[/dropcap]Inps non può pretendere maggiori contributi previdenziali derivanti da un accertamento fiscale fino a che quest’ultimo risulta ancora “provvisorio” poiché impugnato dal contribuente.

A tali conclusioni è giunto recentemente il Tribunale di Milano, sezione lavoro (sentenza  n.1353 del 5 maggio 2015, a firma del Giudice, Dott.ssa Silvia Ravazzoni, liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti) il quale ha annullato le pretese che l’INPS richiedeva a un imprenditore a seguito di un accertamento fiscale elevato nei suoi confronti.

Per chiarezza, i maggiori contributi richiesti consistono in quelli eccedenti il minimo, ossia quelli proporzionali al reddito (in pratica, un maggior reddito accertato comporta necessariamente anche maggiori contributi da pagare; ad esempio: se il reddito dichiarato dal contribuente è di 100 i contributi sono parametrati a tale importo ma se il Fisco accerta successivamente un reddito di 200 anche i contributi aumentano di conseguenza).

Il contribuente, dunque, lamentava al Giudice la profonda ingiustizia delle pretese dell’Inps  in quanto il debito tributario era ancora incerto poiché contestato totalmente dinanzi a un altro Giudice (ossia la Commissione Tributaria Provinciale di Milano) e quindi necessariamente l’INPS avrebbe dovuto attendere l’esito di quel giudizio.

Alla luce di tutto ciò, il Tribunale di Milano dapprima sospendeva il processo in attesa della pronuncia della Commissione Tributaria in merito alla legittimità o meno del debito fiscale e, successivamente, una volta accertata l’illegittimità dei tributi, annullava le pretese dell’INPS condannandola anche alle spese di lite.

A sostegno della predetta decisione, il Giudice cita la sentenza della Corte di Cassazione n.8379/2014 dove si ribadisce come, in caso di accertamento fiscale, l’INPS possa pretendere i maggiori contributi SOLO nel momento in cui il debito tributario diventa definitivo.

Si spera, dunque, che l’INPS possa prendere velocemente atto della situazione senza costringere il contribuente che già riceve un accertamento fiscale e tenta di difendersi perché lo ritiene illegittimo ad opporsi contemporaneamente anche dalle pretese contributive.

Avv. Matteo Sances
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

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